10 BIBLIOTECHE IN GIRO PER IL MONDO DA VISITARE PRIMA DI MORIRE

 

 

Se c’è un luogo che agli amanti della scrittura e della lettura accende ogni parte mentalmente erogena è proprio la biblioteca.

Fare parte di un mondo di silenzio caotico che per qualche ora accompagna le nostre più vive fantasie, opere e studi.

Ognuna di esse racchiude una storia, dall’architetto responsabile della sua creazione alla logistica in cui venivano depositati i manuali in ognuna di esse, lo status sociale che nei tempi antichi poteva permettersi il lusso di entrarvi e chi solo poteva sognare di farlo.

Grandi artisti fra le mura di questi edifici hanno dato la vita ad opere e romanzi che tutt’ora sono insuperabili nella loro forma e nella loro genialità.

Le biblioteche non si fanno, crescono. Sono le arene in cui ogni giorno si rinnova la lotta omerica fra i libri e i lettori.

 

“La biblioteca che probabilmente ogni bibliofilo e, in genere, ogni persona colta hanno sognato almeno una volta nella vita di visitare, è la biblioteca virtuale dei libri perduti, quella biblioteca, cioè, fatta con i testi che sono andati distrutti a causa dell’incuria o della stoltezza umana, e di cui ci è rimasto soltanto un titolo, qualche frammento o niente del tutto.”
Giovanni Soriano
, Malomondo, 2013

Queste sono solo alcune delle stupende Biblioteche che potrete trovare in giro per il mondo. L’assenza di una Biblioteca rispetto che un’altra da questa lista non significa che non sia considerata magnifica o non importante, semplicemente non possiamo dilungarci in liste chilometriche. Inoltre sottolineo che questa NON è una classifica, la prima posizione è soltanto un’utilizzo numerico.
(se state per insultarmi per l’apostrofo in “utilizzo” fermatevi, vi faccio i complimenti per aver letto attentamente quello che ho scritto).

1# Francia – la Biblioteca capitolare della Cattedrale di Noyon

 

Nel corso della storia le biblioteche sono spesso state devastate dalle guerre e distrutte dagli incendi. Nella biblioteca capitolare della Cattedrale di Noyon esistono le suggestive dimostrazioni ed una serie di libri “segnati”. Quella di Noyon è un raro superstite degli inizi del XVI secolo — una biblioteca dalla struttura lignea. Gli edifici in legno che ospitavano le biblioteche erano probabilmente piuttosto comuni nel tardo Medio Evo, ma furono in seguito solitamente ricostruiti appena possibile — o appena ce lo si poteva permettere — in pietra o in mattone, per ridurre i rischi d’incendio. Qui si può osservare uno dei danni causati da una guerra: le schegge di una bomba hanno squarciato la rilegatura, infilandosi fra una pagina e l’altra.

 

2# Italia – la Biblioteca Marciana di Venezia

 

Sala di lettura (ora salone espositivo) della Biblioteca Marciana, completata nel 1564, è una degli ambienti più belli di tutta Venezia. I tondi sul soffitto sono stati realizzati dai principali artisti dell’epoca.
La sala di lettura originariamente era dotata di 38 lunghi leggii di legno, 16 per ogni lato della stanza, disposti come banchi in una classe a scuola. Su di essi si trovavano gli inestimabili volumi lasciati alla città dal Cardinale Bessarion nel 1472, ciascuno assicurato al banco da una lunga catena di ferro. L’ingresso del primo piano raffigurato nella foto si raggiunge attraverso una scalinata maestosa e finemente decorata. Dal 1956, il vestibolo ospita la collezione Grimani di sculture.

 

3# Stati Uniti – la Peabody Library di Baltimora

 

 

Nel diciannovesimo secolo l’illuminazione a gas e il ferro diedero vita ad una nuova forma di biblioteca: la “iron stack hall” (la catasta di ferro, ndr). La Peabody Library di Baltimora (1878) ne rappresenta il migliore esempio ancora esistente. Praticamente tutto ciò che è inquadrato in questa foto — dalle colonne ai capitelli, dai balconi alle ringhiere, fino al soffitto — è fatto di ferro. Il riscaldamento passava dalle griglie del pavimento. L’uso del ferro permetteva inoltre che la biblioteca fosse costruita sopra una sala da concerto, per cui il peso dei libri veniva sostenuto dalle travi di ferro che lo scaricano sullo spazio sottostante. Se mai vi trovaste a passare da Baltimora, mettetelo fra le mete turistiche da visitare.

 

 4# Spagna – il Palazzo dell’Escorial

Alexandre Dumas (senior) scrisse dell’Escorial: “Non somiglia ad altro che a se stesso, creato da un uomo che piegò la propria epoca alla sua volontà, una rêverie in pietra, concepita nelle notti insonni di un re sui cui regni il sole non calava mai”. La sua biblioteca, completata nel 1585, è stata una delle prime a collocare i libri alle pareti, così da lasciare libero il centro della sala.

 

5# Italia – la Biblioteca Malatestiana di Cesena

 

La Biblioteca Malatestiana di Cesena è senza dubbio l’esempio meglio conservato di una biblioteca tardo medievale. Costruita nel 1452 per Novello Malatesta, fu progettata dall’altrimenti ignoto architetto Matteo Nutti. Contiene ancora oggi i libri che Malatesta volle farsi accuratamente ricopiare dagli amanuensi. Ciascuno di essi si trova ancora nella sua collocazione originale, incatenato al banco per prevenirne il furto. In biblioteche come questa erano i lettori ad andare al banco dove si trovava il libro, piuttosto che il contrario. Le volte in pietra, intonacate di verde, furono concepite per resistere agli incendi.

 

6# Slovenia – la Biblioteca Nazionale Slovena di Lubiana

 

Nonostante la scalinata sia buia e minacciosa, parte dall’atrio per arrivare fino alla vera e propria biblioteca, che invece è molto illuminata. Il motivo è comune nell’architettura delle biblioteche, ma raramente eseguito con altrettanta eleganza. La Biblioteca Nazionale Slovena di Lubiana è stata progettata da Joze Plecnik, e completata nel 1941. Un aeroplano tedesco precipitò nella sala di lettura nel ’44, e la biblioteca restò chiusa fino al ’47. Ma da allora, è sempre rimasta aperta. Plecnik era un architetto eccentrico, e questa è una delle sue migliori creazioni.

 

7# Sud Corea – Tempio di Haeinsa, i Tripitaka Koreana

 

Questa è una delle collezioni più antiche e significative del mondo: risale al 1231. Sugli scaffali non ci sono libri, ma blocchi di stampa, e sono oltre 80mila. L’edificio non è aperto al pubblico, anche se durante la visita al tempio puoi osservarlo dalle finestre. È uno dei luoghi più straordinari ai quali ci sia stato dato accesso. I blocchi sono stati preservati grazie al modo intelligente in cui sono stati progettati e disposti gli edifici che li ospitano, che offrono loro riparo ma anche l’adeguata ventilazione. Lassù fra le montagne dove si trovano, infatti, i venti freddi hanno contribuito a conservare questi blocchi in condizioni perfette per oltre 800 anni.

 

8# Portogallo – la Biblioteca del Palazzo Nazionale di Mafra

 

Iniziata nel 1717 e completata nel 1771, la Biblioteca del Palazzo di Mafra è lunga 88 metri, cosa che la rende la più lunga biblioteca monastica del mondo, battendo di poco quella di Admont. Ospitata da un monastero all’interno di un palazzo reale, la biblioteca doveva essere ricoperta d’oro, e il soffitto decorato per restare in tema con le altre biblioteche dell’epoca, ma la sua costruzione durò tanto che nel frattempo lo stile dell’architettura e lo scopo stesso della biblioteca erano andati mutando. Questa è una delle due biblioteche portoghesi le cui colonie di pipistrelli, ospitate fra gli scaffali, si cibano degli insetti che altrimenti rovinerebbero i volumi.

 

9# Austria – la Biblioteca dell’Abbazia di Admont

 

Di tutte le grandi biblioteche nei monasteri del diciottesimo secolo, quella di Admont, ai piedi delle Alpi, è forse la più impressionante. I corridoi e le scalinate che portano a questa stanza sono piuttosto anonimi, e non c’è niente che prepari il visitatore allo spazio che si disvela quando le porte si aprono. La biblioteca è fra quelle monastiche più lunghe che sia mai stata costruita: 72 metri, e 13 di larghezza. Perfino le scalette portatili sono in stile rococo. I libri furono ri-rilegati in pelle bianca per essere in tono con le pareti. Non ci sono banchi, per il semplice fatto che questi ambienti non sono stati concepiti per lo studio. I libri venivano portati nelle celle dei monaci per esser letti al caldo. La sala serviva solo a ospitare e a esibire la collezione.

 

10# Olanda – la Biblioteca Universitaria di Utrecht

La Biblioteca Universitaria di Wiel Arets è completamente nera all’interno, a parte per il mobilio (rosso), mentre il colore lo forniscono i libri stessi e i loro lettori. La luce entra nello spazio da finestre incise con raffigurazioni di piante, a ricordare non solo la campagna, ma i materiali adoperati per fare la carta. La biblioteca offre ai lettori una vasta gamma di spazi in cui lavorare. Puoi sedere nelle grandi aree aperte, godendo della luce che proviene dalle finestre e della compagnia di dozzine di altri lettori intorno a te. Oppure puoi trovarti una scrivania fra quelle nascoste tra gli scaffali, lontano da occhi indiscreti (il luogo ideale per fuggire al mondo esterno e immergerti nei libri).

 

 

Questo piccolo spazio nel nostro Blog è stato realizzando anche girovagando per il web e usufruendo di notizie e informazioni riguardo le varie Biblioteche presenti su altri siti, sopratutto su “L’Huffington Post”, che ringraziamo.

Tutti i diritti e i copyright delle immagini qui presenti sono rispettati.

 

Dario Pasin

 

 

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Dario Pasin

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