I 10 delitti grammaticali più famosi +1

Sapete quanto mi piace farvi sentire non all’altezza, sottolineare le vostre incapacità e soffermarmi su quanto io sia più bravo di voi.
Se ormai avete imparato a conoscermi, starete sicuramente sorridendo, se siete capitati qui per sbaglio, starete probabilmente ragionando su qualche insulto ai miei genitori, ma va bene ugualmente. Ho tanto odio per tutti.

Sapete, scrivo questo articolo perchè ho passato una settimana snervante e non so per quale motivo, mi sono soffermato sul modo di parlare delle persone…provateci, molte volte mi viene quasi da chiedere “ma tu da quanto sei in Italia?”

E’ vero che è quasi diventata una moda fare il grammarnazi, ma non parlo di questo tipo di atteggiamento. Tutti possiamo passare sopra stupidate senza per forza voler farci vedere come dei maestri di una delle lingue più difficili al mondo, ma molte volte siamo vicini alla linea di non ritorno…a quegli errori che danno più fastidio dello stridio sulla lavagna, alla delusione che abbiamo nel sentire una ragazza dirci “ho mangiato troppo, ho sonno”, dopo averle offerto 90€ di cena al ristorante…e la conclusione è la stessa: ma allora andiamo tutti a puttane se dev’essere così!

Ho spulciato il web e fatto un mini riassunto di quelle che sono state le mie impressioni nel parlare con la gente (attività che mi viene sempre più difficile ultimamente, per questo scrivo, anche perché se faccio video per farvi sentire la mia voce, non attendete un attimo prima di premere “non mi piace”, merde) e ho stilato una piccola classifica di quelli che sono gli errori grammaticali più frequenti.

Inutile dire che non ha valore assoluto ne vuole presentarsi come studio scientifico, è puramente un’idea personale per farsi una risata tutti insieme. Ma tanto non capite, che ripeto a fare.

10# Gli e le. Oh, i pronomi, buongiorno. Questo è un argomento molto dolente per molti di voi che spesso usano, senza sapere di avere capacità linguistiche simili ai cactus, forme tipo “Gli dico che è carina”. Si, ma portati dietro il diploma altrimenti non ci crede che ce l’hai.
Ovviamente, battute a parte, la forma corretta sarebbe “Le dico che è carina” essendo la frase rivolta ad un soggetto di sesso femminile. Piccole accortezze, ma rendono molto più elegante e fluida qualsiasi comunicazione. Sono i fondamentali insomma.

9# La punteggiatura, : ; . Dire di conoscere perfettamente la punteggiatura sarebbe come mentire a se stessi, tutti sappiamo che non è vero. Io stesso (e tu chi se scusa?) molte volte cado in errore oppure ho diverbi con altri scrittori su questo argomento, la verità è che il tutto va anche un po’ a gusto personale. Ovviamente, questi discorsi si possono fare quando si conosce la funzione di ogni segno, altrimenti si mettono a casaccio, un po’ come facevate con il punto e virgola alle medie. Provavano a spiegarvelo, i professori non sanno spesso quello che dicono e voi, ovviamente, non capivate un cazzo e via di simboli a caso per tutto il tema che manco in Cina.

8# Qualcun altro o Qualcun’altro? OhOhOh, non lo sapete vero? Non vorrei mai che sia qualcun altro a spiegarvelo, ma neanche che sia qualcun’altro ad avere l’onore di prendervi in giro.
Come fare a sapere qual è la forma giusta? Semplice, imparare a memoria che si scrive senza apostrofo. “Eh ma Dario io le cose a memoria non le accetto, spiegami perchè se sei tanto saputello”, ok stronzetto.
Qualcun altro è la forma corretta perchè non siamo in presenza di elisione (cioè della perdita della vocale finale non accentata di una parola davanti alla vocale iniziale della parola seguente), normalmente segnalata dall’apostrofo nella lingua scritta, bensì di troncamento o apocope. Il troncamento è semplicemente la caduta di un elemento fonico in fine di parole, in modo indipendente dall’inizio della parola successiva e può essere segnalato o non segnalato dall’apostrofo (la situazione varia da parola a parola sottoposta a troncamento).
Si, ti sono superiore.

7# Entusiasto o Entusiasta? Vi giuro che quando sento “Sono entusiasto di questa cosa” mi viene voglia di graffiare la faccia di chi vi vuole bene. La regolina è molto semplice: al singolare si utilizza sempre, qualsiasi sia il soggetto della frase, la forma femminile (sono entusiasta della mia ragazza / Marco sembrava entusiasta della cosa / Laura sembrava entusiasta di Marco). Invece al plurale si ritorna ad usare il maschile o femminile ( Noi ragazzi siamo entusiasti di quelle ragazze / Noi ragazze siamo entusiaste di quei ragazzi).

6# Purtroppo vs Pultroppo. Nel 2015 il 6% degli studenti che hanno svolto la maturità ha scritto pultroppo. Eddai però, poi sono io cattivo che vi offendo (tanto quei ragazzi non sanno leggere quindi non saranno su questo sito, chissene).
Nel parlato concordo che la lettera “r” si senta molto poco e, anche se uno è capra, può salvarsi con il beneficio del dubbio, ma almeno nello scritto…
P.S. anche arbitro si scrive con la lettera “r”, ho sentito persone dire albitro…una la conoscevo. Evo.

5# Il congiuntivo. Questo posso passarvelo, ovviamente in termini di umana bontà. E’ il problema grammaticale di molti, senza neanche sapere dove sbagliano. Giusto per info, forme come “L’importante è che hai ottenuto qualcosa” sono totalmente sbagliatate, nonostante lo sentiamo spesso. La forma corretta è “L’importante è che tu abbia ottenuto qualcosa”, molti di voi lo sapranno già, altri lo danno per scontato, ma credetemi, non è così difficile cadere in errore, sopratutto nel parlato.

4# Conoscienza. Vi si è accapponata la pelle leggendo la parola in neretto? No? Immaginavo. Da statistica è emerso che almeno 1 persona su 4 scrive questa parola con la lettera “i” anche se, secondo me, quest’indagine è stata fin troppo buona.

3# Un po’ di questo e un pò di quello. Siamo sul podio, sul grave, sull’irreparabile. 1 persona su 3 utilizza la forma accentata. Fate schifo.

2# A me mi piace questa lista. Esatto, e io vi odio. Vero è che nel 2015 era “solo” il 2% degli studendi ad utilizzare nel parlato questa forma causata, spero, da gravi deficit mentali, ma il problema reale sorge quando lo troviamo anche nello scritto. Non si parla di errori di “ingarbugliamento”, in quel caso si pensa e si mette nero su bianco un determinato errore che solamente i bambini sono giustificati a commettere. Scegliete una parolaccia e usatevela contro, io non ho più la forza.

1# L’apostrofo. Mannaggia a voi. E’ facile ragazzi/e, si utilizza con tutte le parole femminili (un’amica), se si tratta di elisione (non si dice lo armadio, ma l’armadio) e se si tratta di troncamento (un po’ è il troncamento di un poco). Non credete che qualcuno nel 2016 possa sbagliare gli apostrofi? Guardatevi meglio in giro, verrete a piangere insieme a me. Mi sento così solo.

Bonus. Il plurale. Questo è un delitto verso l’umanità, verso il bello della vita e verso di me. Un dito –> le dita. Un braccio –> Le braccia.
Semplice fino a qui? Ok, ma come la mettiamo con chi utilizza il plurale sui nomi propri? “In quella stanza c’erano otto Marchi” ah si? Forse volevi dire “In quella stanza c’erano otto Marco” o ancora meglio “In quella stanza c’erano otto persone di nome Marco”. Se un nome è proprio, perchè devi mettergli il plurale?

 

Ricordo che il web è stato di aiuto per la stesura di questo articolo.

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Dario Pasin

IoVoceNarrante cercava scrittori di talento, colmi di passione e con grandi capacità che volessero far notare al pubblico quanto loro valgono. Io cosa c'entro in tutto questo? Assolutamente nulla, per questo ne sono il fondatore.

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