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Amicizia, cuori infranti e collaborazioni stellari: Laura Pausini

Laura Pausini, artista romagnola conosciuta a livello globale, vanta un ampio repertorio di collaborazioni con grandi artisti internazionali, ma anche di storie d’amore finite male

Si sbaglia sai quasi continuamente sperando di non farsi mai troppo male, ma quante volte si cade!” – Gente, 1994

La lunga carriera (e i mille problemi d’amore) di Laura Pausini inizia nel lontano 1993, quando una timida ragazzina di diciannove anni si presenta sul palco più prestigioso di Italia per dire al mondo che: “Marco se n’è andato e non ritorna più e il treno delle sette è trenta senza lui è un cuore di metallo senza l’anima nel freddo del mattino grigio di città” (La Solitudine). Per poi fargli una domanda che a tutt’oggi non ha ancora una risposta: “Chissà se tu mi penserai […]?” Marco, dovunque tu sia, fatti avanti e diccelo se l’hai pensata o no in tutti questi anni.

Laura Pausini vince il Festival di Sanremo nel 1993

L’anno successivo, Laura torna sul palco del Festival di Sanremo con un brano molto più maturo, dichiarando: “Strani amori, mettono nei guai ma in realtà siamo noi”. Vabbè, ma chi mai avrà incontrato? Mistero. Sappiamo solo per certo che, chiunque fosse, era un bugiardo. E ce lo dice la stessa Laura appena inizia a cantare Strani Amori: “Mi dispiace devo andare via, ma sapevo che era una bugia”. Ma se lo sapevi fin da subito, non potevi pensarci prima? Meglio tardi che mai, in ogni caso. “Mi dispiace devo andare via, questa volta l’ho promesso a me, perché ho voglia di un amore vero, senza te!!”

Quello stesso anno, il 1994, esce quello che (secondo me) è uno dei singoli più belli di Laura Pausini, quello che ci ricorda che “non siamo angeli in volo caduti dal cielo, ma gente comune che ama davvero”. Sto parlando di Gente. “La vita sai, è un filo in equilibrio e prima o poi, ci ritroviamo distanti davanti a un bivio”.

Bello questo concetto, ma forse andava approfondito un pochino di più. Deve averlo pensato anche lei, perché poi ci ha scritto il secondo singolo più bello: Un amico è così. Se siete fortunati come me e avete degli amici speciali con cui magari non vi sentite spesso e volete mandare loro un messaggio speciale, potete sempre prendere in prestito le parole della Pausini: “È facile allontanarsi sai, se come te anche lui ha i suoi guai. Ma quando avrai bisogno sarà qui, un amico è così”.

Ci sono dei momenti in cui tutti ci sentiamo giù di morale. In quel caso, rivolgetevi senza paura a un amico e chiedete aiuto. “E ricordati che finché tu vorrai, per sempre al tuo fianco lo troverai. Vicino a te, mai stanco perché un amico è la cosa più bella che c’è”. Credetemi, quando si dice che “chi trova un amico trova un tesoro” è assolutamente vero. Lo ribadisce anche lei quando dice: “non ha bisogno di parole ma con uno sguardo solo capirai, che dopo un no lui ti dirà di sì, un amico è così”.

Ma torniamo ai drammi d’amore. “Ehi, adesso come stai? Tradita da una storia finita e di fronte a te, l’ennesima salita”. Fa anche rima! Si vede che voleva impressionare il suo pubblico del 1997 quando cantava Ascolta il tuo cuore, dicendo: “Mai, tu non mollare mai. Rimani come sei, insegui il tuo destino perché tutto il dolore che hai dentro non potrà mai cancellare il tuo cammino. Allora scoprirai che la storia di ogni nostro minuto appartiene soltanto a noi”.

Copertina del singolo di Laura Pausini e Kylie Minogue

Laura è un’artista internazionale, conosciuta soprattutto nei paesi di lingua spagnola e inglese in quanto le sue canzoni spesso vengono tradotte – o addirittura scritte – in queste lingue, e lei si trova a duettare con artisti del calibro di Kylie Minogue. Tutto chiaro? No, Limpido, come il titolo della canzone che le due donne cantano insieme nel 2013. “Lascerò che sia il tempo a decidere chi sei per me”. Ecco, visti i precedenti forse è il caso.

Ma Kylie Minogue non è la sola artista di spessore con cui duetta, infatti qualche anno prima, nel 2008, aveva già cantato con James Blunt: “Per scontato non do, niente di quel che ho, neanche un minimo brivido, ora no”.

Ci sarebbero ancora moltissimi drammi da raccontare, ma preferisco avvinarmi alla conclusione di questo articolo con dei messaggi più positivi, e per farlo mi sposto momentaneamente sulle cover. Su Io canto e La mia banda suona il rock per la precisione, entrambe del 2006.

Nella prima Laura canta a gran voce: “Io canto, le mani in tasca e canto, la voce in festa e canto, la banda in testa e canto. Corro nel vento e canto, la vita intera e canto, la primavera e canto. Per chi mi ascolterà, voglio cantare, sempre cantare!”. E per chi vuoi cantare? Per chi non ti apprezza? Vabbè ti perdoniamo, ma solo perché il testo originale appartiene a Cocciante.

Nella seconda invece, originariamente scritta da Ivano Fossati, ci viene spiegato come mai la musica si diffonda con tanta facilità: “La mia banda suona il rock e cambia faccia all’occorrenza, da quando il trasformismo è diventata un esigenza”. E ancora: “Ci vedrete alla frontiera, con la macchina bloccata, ma lui ce l’avrà fatta, la musica è passata!”, e infine: “viaggia senza passaporto e noi dietro col fiato corto. Lui ti penetra nei muri, ti fa breccia nella porta, ma infondo viene a dirti che la tua anima non è morta!”. Grazie, signor rock, per ricordarcelo costantemente.

Permettetemi di citare un’ultima canzone per chiudere con un messaggio di speranza e un appello: “Il mondo che vorrei ci sparerebbe fiori, non sentiremo più il suono dei cannoni. Il mondo che vorrei farebbe più giustizia per tutti quelli che la guerra l’hanno vista. E coi loro occhi chiedono di più, salvali anche tu”.

Nel mondo che vorrei avremo tutti un cuore. Il mondo che vorrei si chiamerebbe amore. Stringi forte le mie mani e sentirai il mondo che vorrei” – Il mondo che vorrei, 1996

di Eleonora Spinelli

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