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Podcast (A)social life: l’intervista a Laura Montana Lampo

(A)social life è il podcast d’esordio di Laura Montana Lampo, che può essere ascoltato da chiunque. Il nome è particolare, perché racchiude la possibilità di avere sia una vita sociale, sia asociale. La A infatti è tra parentesi, perché vuole essere sia una scelta personale, sia una riflessione su come si sta vivendo.

 

Laura Montana Lampo è laureata in Scienze della comunicazione e sta proseguendo gli studi in Comunicazione digitale. L’obiettivo centrale del podcast (A)social life è quello di comprendere com’è cambiata la socialità e l’interazione tra le persone nelle varie generazioni, in particolar modo dagli anni ’80 a oggi. Il passaggio, quindi, da una fase predigitale (quando esistevano solo i telefoni fissi) a quella odierna, in cui si è verificata una sorta di esplosione del digitale.

Spesso si sente dire che la socializzazione tra le persone sia cambiata a causa dell’avanzamento tecnologico, allora perché non scavare più a fondo?

Per saperne di più abbiamo chiesto maggiori informazioni a Laura Montana Lampo, l’autrice del podcast.

Perché hai scelto di fare podcast?

“Avevo in mente da tanto tempo di parlare di questo argomento, di interagire con le persone in qualche modo ma non sapevo in che modo. Non amo particolarmente mostrarmi in video, quindi ho pensato di creare un podcast per tre ragioni: mi piace parlare; i podcast sono ascoltati da molte persone; è un ottimo modo per mettermi alla prova su quello che sto studiando, Comunicazione digitale. Inoltre, il tema della socialità mi sta molto a cuore, ne ho parlato molte volte, ma senza mai approfondire.  

Ciò che voglio fare è rimanere neutrale, riflettere e ‘dimostrare’ i vantaggi e gli svantaggi che appartengono alle diverse generazioni, focalizzando la mia attenzione sulla socialità.”

Che temi tratterai?

“Il tema principale riguarda la riflessione sul cambiamento della socialità all’interno della società. Parlerò di come si sono evolute le generazioni nei diversi ambiti: scuola, amicizie, amori, tempo libero, passioni e interessi. Non escludo a priori che l’evoluzione tecnologica porti molti vantaggi, perché oggi non sarei neanche qui e non potrei parlare a un numero imprecisato di persone. Credo invece che ogni generazione abbia avuto i propri vantaggi di socializzare ma anche svantaggi. Sono cambiati la società e il contesto. È un modo anche per combattere alcuni stereotipi, sia per gli adulti sia per i giovani, serve comprensione reciproca per non criticarsi a vicenda.”

Quale sarà la cadenza?

“Pubblicherò un episodio ogni tre settimane, massimo un mese. Questo dipenderà da vari fattori, come la ricerca dei contenuti, la disponibilità delle persone che mi aiuteranno e lo studio.

In questo periodo di Covid occupo il mio tempo con numerose attività extra-universitarie, quindi cercherò di far coincidere il tutto, nonostante le difficoltà.”

Inviterai ospiti?

“Sì, ci saranno diversi ospiti. Infatti, andrò a creare un episodio che descrive ogni singola generazione e un successivo dove andrò a intervistare una persona che l’ha vissuta (quindi chi ha vissuto gli anni ’80, chi gli anni ’90, chi inizi 2000, fino ad arrivare agli anni odierni).

L’obiettivo è comprendere le diverse generazioni tramite il racconto di chi le ha vissute in prima persona, non per sentito dire. Spero che il mio progetto vada bene, che possa coinvolgere molte persone e dare spunti di riflessione.”

Quali piattaforme userai?

“Ho scoperto Spreaker tramite le mie ricerche Google, mi sono informata e sto cercando di colmare le mie lacune su questa tipologia di piattaforme. Spreaker è un ottimo programma per iniziare, offre la possibilità sia di registrare l’episodio, sia di pubblicarlo. Di conseguenza, posso condividerlo automaticamente su altre piattaforme come Spotify, Deezer, iHeartRadio, Amazon Music e anche YouTube. Sul mio profilo Instagram ho creato un Linktree con tutti i collegamenti disponibili, mentre su Facebook e LinkedIn ho creato un post che descrive il podcast e ho aggiunto i link correlati. Inoltre, su Instagram monitoro le percezioni altrui, in quanti lo hanno ascoltato e apprezzato. So che non sarà facile condividere il podcast con molte persone, ma per ora cerco di creare contenuti di qualità.”

Quanto tempo impieghi per scrivere e montare un episodio?

“Per ora ne ho creato e pubblicato solamente uno. La scrittura del primo episodio, che introduce il podcast e parla brevemente della Generazione Millennials (quella a cui mi sento di appartenere, anche se sono molto vicina alla Generazione Z), è stata veloce: ho scritto la bozza in una sera e poi ho apportato delle modifiche e delle aggiunte. Il montaggio, invece, ha richiesto più tempo. Non conoscevo il programma Spreaker Studio e non sapevo come fosse la mia voce in un microfono.

Infatti, le prime registrazioni erano pessime, avevo un tono di voce troppo basso e mi impappinavo. Dopo cinque ore circa sono riuscita a crearne una sufficientemente adeguata.

Infatti, ho avuto un volume di voce un po’ alto, che dovrò migliorare, però ciò che ho detto è stato chiaro e comprensibile. Non so come andrà per gli altri episodi, saranno tutti diversi.”

Per seguire il podcast vi lasciamo i link:

 

Spreaker: https://www.spreaker.com/show/a-social-life

Spotify: https://open.spotify.com/show/0jXzLTgbzFWgUru6ET08lq

Deezer: https://www.deezer.com/show/2539402

iHeartRadio: https://iheart.com/podcast/81257738

Amazon Music: https://music.amazon.it/podcasts/6690291e-06a5-4dba-adbd-1f7f00fcbc2c/ASOCIAL-LIFE

 

 

 

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