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AvanguarTha Supreme: un nuovo affluente futurista

Ancora nei teenager, ma al livello dei più grandi. Il giovane produttore di Fiumicino Davide Mattei, in arte Tha Supreme, ha sfondato in tempi record nel mondo della musica, grazie ad un talento innato, ingegno ed un briciolo di follia. 

Aveva solo quattordici anni quando ha prodotto la sua prima base, l’anno dopo ha lasciato la scuola per immergersi completamente nella musica e non c’è voluto molto perché si accorgessero di lui. 

Preferisce non mostrarsi in pubblico, al suo posto presenta un personaggio non esistente della serie TV Rick & Morty: indossa una felpa viola, ha lo sguardo furbo, dalla testa spuntano sia un paio di corna che un’aureola, per manifestare la natura bivalente della sua personalità. 

Ha anche rilasciato pochissime interviste: preferisce che sia la sua musica a parlare per lui. 

In una delle poche interviste concesse, ha affermato che in futuro vorrebbe congiungere più forme d’arte, e in un modo tutto suo ha già iniziato il percorso per raggiungere l’obiettivo. 

Da qualche anno oltre a produrre i brani, si cimenta anche a scrivere le parole dei suoi testi: prende ispirazione dal mondo che lo circonda, toccando argomenti di interesse generale o frutto della propria fantasiache espone con un timbro che annuncia il marchio di fabbrica “Tha Supreme”. 

Modulazioni della voce e intenzione scherzosa ma schietta sono le caratteristiche principali del suo modo di trappare: può entusiasmare o non convincere; senza dubbio non lascia indifferenti. 

 

In alcune canzoni presenta una svolta a livello stilistico: le parole perdono consistenza strutturale, vengono storpiate talvolta fino ad abbandonare il significato, senza che si riesca a risalire al termine originario presente nella testa del compositoreper lasciarsi andare al ritmo della base musicale; o meglio, si conformano ad essa e diventano lo strumento musicale principale. 

L’esempio più conosciuto è il brano Blun7 a Swishlandestratto dal primo album 23 8451 interamente ideato, prodotto e mixato da Tha Supreme, in vetta alle classifiche di Spotify per settimane. 

In questo brano alterna parole senza significato direttamente decodificabile dalla maggior parte degli ascoltatori, a parole di uso corrente accostate senza un senso ben definito. 

Il titolo di quest’album è un esempio del genio misto a follia del giovane produttore, il quale si è divertito ad usare i numeri al posto delle letteresecondo una somiglianza puramente grafica; il nome dell’album sarebbe Le basi e ogni traccia ha nel titolo almeno una cifra. 

All’interno vi compare anche una collaborazione con la sorella, in arte Mara Sattei, intitolata M12an0. 

In questo brano oltre ai ricorrenti giochi di modulazione della voce, in una quartina cantata da lui, esprime le parole secondo i concetti che vuole comunicare: è confuso, tanto da non sapere dove mettere certi oggetti, tra cui un cuscino realizzato da una ragazza, probabilmente il motivo di questa confusione.  

Per rendere l’idea di questo disagio, alcune parole sono pronunciate balbettando, altre sono seguite da una sorta di lamento, alternando voce normale a voce stridula.

Ehi, fra’ qua è un casino
non so più dove mettere quel comodino
quelle cose che metterei nel tavolino
quel cuscino che mi ha fatto lei 

Come nelle avanguardie artistiche del ‘900, l’intento principale è quello di manifestare la personale percezione del mondonavigare nella soggettività, per comprenderla e offrirla al mondo esterno, definendo un’identità che sia unica. 

Gli impressionisti comunicavano le emozioni suscitate davanti a un paesaggio attraverso giochi di luce e colori; i cubisti esternavano la loro interpretazione della realtà attraverso la manipolazione delle forme e distorsione della prospettiva; il gruppo dei Fauves si serviva di colori vivaci e innaturali. 

Pian piano gli artisti del ‘900 cominciarono a spingersi sempre un po’ oltre il limite, giungendo alla distorsione delle forme, fino alla loro irriconoscibilità; addirittura nelle correnti più estreme le abbandonarono, lasciando colare le tempere sulla tela, o schizzandovi sopra il colore con i metodi più disparati. 

 

Nel nostro secolo, le parole hanno un forte valore suggestivo, tutti possono esprimersi col mezzo che preferiscono e nel modo che più consente di manifestare la propria identità. 

La parola è un mezzo come un altro per farsi sentire, è importante ma al tempo stesso volatile; se ne sentono così tante ogni giorno che perdono facilmente di valore: forse proprio per questo Tha Supreme decide di servirsene, di renderle uno strumento musicale e denaturarle della loro funzionalità. 

Tra le correnti artistiche, ha un intento comunicativo e uno stile metaforicamente vicino afuturismopromotore di dinamicità, contro stereotipi o modelli standard. 

In una società che corre sempre, che non ha il tempo o la capacità d’attenzione per fermarsi ad ascoltare empaticamente un testoTha Supreme propone il brano Grazie a Dio. 

Le parole corrono su una base veloce, vengono storpiate e diventano melodia; si alternano parole conosciute a morfemi melodizzati, frasi di senso compiuto a suoni onomatopeici.

All’interno della prima strofa troviamo l’espressione “Io resto a fare din din dinnel quale allude alla produzione delle sue canzoni, che sono motivo di guadagno, infatti din din din è il suono onomatopeico che ricorda le monete.

 

Sembra un miscuglio di ingredienti, eppure la genialità sta nel saper calibrare ogni componente al punto giusto, per realizzare una melodia diversa da quelle che vengono continuamente proposte; qualcosa di nuovo, di energico, qualche volta anche malinconico, che stupisce regalando un ascolto tra il terreno e l’alieno. 

Mosso da forte passione, Tha Supreme vive di quello che sa fare meglio, mette un timbro unico in ogni brano prodotto; ai ragazzi della sua età consiglia di ricercare sempre la propria identità, in qualsiasi forma d’arte, di non omologarsi con la moda del momento ma crearne una nuova. 

 di Nicoletta Gallelli

 

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