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Bellezza e dubbia moralità: Dorian Gray

Dorian Gray è l’irresistibile protagonista de Il ritratto di Dorian Gray, il romanzo di Oscar Wilde pubblicato nel 1891 che suscitò non poche critiche da parte delle personalità dell’epoca. Dorian Gray è il ritratto della Londra vittoriana, di un periodo storico dominato dall’estetismo e dall’edonismo, dalla ricerca del piacere, da stili di vita disinibiti che portano allo sfacelo morale e, nel caso dello stesso Dorian, al crimine

Altro non è che un giovane orfano a cui è toccata in sorte una grande fortuna, ma anche un’immensa sventura: essere bello. E proprio la sua bellezza diventa per lui un’ossessione quando l’amico pittore Basil Hallward gli regala un ritratto da lui dipinto, che lo riproduce nel pieno della gioventù, e lui inizia a rendersi conto del privilegio del suo fascino.

E’ però l’incontro con Lord Henry Wotton a giocare un ruolo decisivo nella vita di Dorian, quando i due si incontrano proprio nello studio del pittore davanti al quadro. Wotton, con i suoi discorsi lunghi e complessi, influenza negativamente il giovane e ingenuo Dorian, che comincia a considerare la giovinezza come qualcosa di estremamente importante e a provare invidia verso il suo stesso ritratto. Il Dorian dipinto sarà eternamente bello e giovane, mentre lui sarà soggetto allo scorrere inesorabile del tempo.

Dorian va nel panico e inizia così un percorso che lo porterà a toccare il fondo, verso gli abissi più profondi della sua coscienza. Si rivela un personaggio corruttibile e debole: perderà il senno, impazzirà al punto di stipulare un “patto col demonio” grazie al quale rimarrà eternamente giovane e bello, mentre il quadro mostrerà i segni della decadenza fisica e della corruzione morale del personaggio. Ogni atto feroce e ingiusto che Dorian compirà, renderà il Dorian dipinto più brutto e raggrinzito.

Non solo Dorian, ma tutte le persone intorno a lui subiscono le conseguenze di questo patto vizioso: Sybil Vane, l’attrice con cui Dorian intraprende una relazione amorosa, si suiciderà dopo uno spettacolo in cui ha recitato male, e l’amico pittore Basil sarà ucciso dallo stesso Dorian in preda alla follia fomentata dallo stesso pittore, che ritiene causa dei suoi mali in quanto creatore dell’opera. 

Dorian Gray e il ritratto nel film del 2009 diretto da Oliver Parker

Dorian, vedendo che il quadro è la vera e propria rappresentazione della sua coscienza, nasconde il quadro in soffitta e si dedica a una vita all’insegna del piacere, sicuro che il quadro patirà le miserie della sorte al posto suo. Il quadro diventa una sorta di alter ego del giovane, la versione peggiore di lui, che incarna sia il Dorian giovane e bello sia il Dorian corrotto e ossessionato, un prodotto dell’estetismo crudo e semplice, esaltazione degli ideali vittoriani alla massima potenza. Non riesce però a separarsene davvero, così ogni tanto si reca segretamente nella soffitta per controllare qual dipinto che invecchia e si imbruttisce a ogni sua amoralità, che gli crea così tanti rimorsi e timori da spingerlo a lacerarlo con lo stesso coltello con cui aveva ucciso Hallward. 

Uno scambio di ruoli che non può concludersi positivamente, perché come il quadro è destinato a essere distrutto dal coltello, così Dorian darà fine alla sua esistenza. Riportando il quadro al suo splendore originale.

PRO:

  • Giovane
  • Bello
  • Ricco
  • Innocente (solo all’inizio del racconto, purtroppo)
  • Esteta

CONTRO:

  • Facilmente influenzabile
  • Narcisista
  • Invidioso
  • Assassino
  • Violento
  • Ossessionato dall’eterna giovinezza
  • Conduce una vita amorale

VOTO: 3/10

Mi piacerebbe sollevare Dorian dalle sue responsabilità, poter dire che era solo un bravo ragazzo con dei pessimi amici che lo hanno portato sulla cattiva strada, ma Dorian possiede qualcosa che avrebbe potuto distoglierlo dal suo destino: la ragione. Dorian aveva tutte le carte in regola e le capacità intellettive per valutare i discorsi di Henry Wotton e prendere la sua strada, ma non ce l’ha fatta. Si sa, i giovani sono delle spugne, pronte ad assorbire tutto ciò che viene loro insegnato o semplicemente riferito.

Ma se è vero che la parola distingue l’uomo dalla bestia, lo stesso si può dire per la ragione. E Dorian, purtroppo, non si è dimostrato tanto umano.

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Gaia

Studentessa per sbaglio, viaggiatrice per scelta, lettrice da una vita. Nata per fare la principessa, ma pare che l’Italia sia “una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Sono una scrittrice con il sogno di vivere delle proprie parole. Nel frattempo, accarezzo gattini. E mangio lasagne.

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