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Breve guida all'Erasmus: parola di studentessa

È facile cadere nello stereotipo dello studente Erasmus nullafacente, che pensa solo a divertirsi e godersi la vita lontano dai genitori con i soldi erogati dall’università e quasi nessuna responsabilità. Inutile dire che, come ogni diceria che si rispetti, c’è sempre dietro un fondamento di verità. 

Qui però non analizzeremo quali sono effettivamente le difficoltà e le agevolazioni che si possono incontrare durante una permanenza all’estero tramite la propria università, in quanto senza dubbio possono essere estremamente soggette alle più disparate variabili: il luogo di destinazione, le tempistiche, le tipologie di corsi, il livello linguistico e una pandemia globale, ovviamente. Qui parleremo di una verità innegabile riguardo al mirabolante ecosistema Erasmus, ovvero tutto il procedimento che si nasconde alla primissima fase: la ricerca e la selezione. Si potrebbe definire un nascondiglio ansiogeno, frustrante e particolarmente confuso, può confondere così tanto da portare a colpirsi da soli (citazione anni ’90). L’intento di questo articolo è cercare di aiutare tutti gli studenti interessati a vivere questo genere di esperienza a muoversi con più facilità e con i tempi giusti, tenendo conto delle inevitabili differenze che ci possono essere nelle molteplici università italiane.

Quando cominciare a cercare e quando viene presentato il bando?

La prima cosa da fare per non sentire il fiato sul collo fin dal primo momento è cominciare a informarsi sulle varie scelte che la propria università offre, scrivendo semplicemente su Google il nome della propria università più la parola “Erasmus”, almeno un mese prima della tradizionale riunione di presentazione del progetto Erasmus. Queste riunioni sono spesso in prossimità delle prime vere scadenze, quelle dei test linguistici per la certificazione e della domanda Erasmus vera e propria. Solitamente, la riunione di presentazione agli studenti del bando per l’anno successivo viene fatta a gennaio. Ad esempio, se si desidera partire nel primo semestre 2021 o nel secondo semestre 2022, la riunione sarà a gennaio 2021.

Siti università ospitanti

Pensate che il sito della vostra università sia il più confuso e meno intuitivo del mondo? Non avete ancora visto niente. Uno dei motivi per cui è necessario iniziare a farsi un’opinione sulle probabili destinazioni è proprio la difficoltà nel comprendere i siti degli atenei esteri, così da sapere per tempo come muoversi tra i vari dipartimenti, i nomi dei corsi e le tanto odiate sigle.

ECTS

Anche chiamati “bramati CFU”. Quando si scelgono i vari esami esteri da far combaciare con quelli italiani bisogna per l’appunto controllare il numero di ECTS rilasciato da ogni esame una volta superato positivamente. È raro trovare all’estero delle università con esami da 9 o addirittura 12 ECTS (CFU), quindi bisogna mettersi l’anima in pace e redigere una lista di tanti piccoli esami esteri che possano combaciare con le tematiche per l’esame che si sarebbe dovuto sostenere in Italia. Solitamente non è obbligatorio scegliere esami dello stesso corso o dello stesso dipartimento, basta che sia della stessa facoltà e ovviamente dell’università scelta. In questa prima fase non bisogna preoccuparsi eccessivamente della scelta degli esami, in quanto si potranno sempre modificare prima della partenza o addirittura una volta arrivati a destinazione.

Test linguistico

Questo punto è fondamentale, dato che porta numerosi studenti ad arrendersi in partenza poiché arrivano a gennaio impreparati, senza avere il tempo di ripassare le proprie conoscenze linguistiche o di impararne le basi. È importante quindi controllare per tempo il livello linguistico richiesto dalle università estere a cui si è interessati. Solitamente balla tra B1 o B2, ma le università più prestigiose potrebbero richiedere anche un C1. In questa fase il proprio ateneo potrebbe accettare certificazioni come ad esempio il FIRST, la certificazione per il livello B2 della lingua inglese, ma solitamente non devono essere stati conseguiti più di due anni prima. In alternativa, sempre tra gennaio e febbraio, i diversi atenei offrono loro stessi dei giorni in cui effettuare dei test in presenza per avere l’attestato linguistico necessario. Per quanto riguarda le università in paesi in cui si parlano lingue inusuali, come Polonia o Islanda (sì, è possibile organizzare Erasmus anche in questi paesi), di solito si fa riferimento al livello di lingua inglese.

Domanda Erasmus

La domanda Erasmus è il foglio che effettivamente dovrete inviare per candidarvi. Bisogna inserire per ordine di importanza le università a cui si è interessati (se ne possono scegliere massimo tre). Dovrete scrivere in maniera sintetica, ma chiara e decisa quali sono le motivazioni che vi hanno portato a prendere quella determinata decisione. Per fare un esempio stupido, non è concesso scrivere “voglio andare a Barcellona perché mi piace la sangria.”

Alla domanda Erasmus dovrete aggiungere anche il Curriculum Vitae, aggiornato e soprattutto preparato appositamente per il suo destinatario. Quella volta che avete fatto la babysitter alla figlia della cugina di vostro zio non è un’informazione essenziale, né tantomeno pertinente.

Quali sono i criteri per essere scelti?

Molto semplice, le università danno dei punti in base agli esami già conseguiti (più sono meglio è), al proprio CV e alla qualità della domanda Erasmus. Verso marzo/aprile vengono comunicate le graduatorie, in cui viene riportato chi è stato selezionato e l’università assegnata

Quindi sì, fare l’Erasmus a volte può essere più semplice e meno complicato dello svolgere un semestre in Italia, ma il procedimento per arrivarci nell’università straniera non lo è poi così tanto. Ricordiamoci che questa è solo la prima, complessa parte di un tortuoso ed emozionante percorso. Ma non finisce qui.

di Federica Ventura

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