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Clint Eastwood: 91 anni di una leggenda

Clint Eastwood: attore, regista, produttore e compositore. Più di quaranta film interpretati come protagonista, cinque premi Oscar e solo “due espressioni: una con il cappello e una senza cappello”, battuta ormai famosa di Sergio Leone.

“Samson” (ovvero Sansone): così lo soprannominarono le infermiere alla sua nascita, poiché pesava 5,2 Kg.
Clint Eastwood Jr.: ecco il nome di quel “torello” nato il 31 Maggio 1930 a San Francisco in California.

La vita prima del cinema

Clint Eastwood - WikipediaA causa della Grande Depressione che aveva colpito il paese, il padre di Clint Eastwood dovette continuamente spostarsi per assicurarsi un lavoro, e questo comportò anche per la famiglia continui spostamenti. Clint cambiò dieci scuole in dieci anni, crescendo sempre più timido e introverso. Prese il diploma nel 1948 rendendosi autonomo dalla famiglia (che nel frattempo si era stabilita in Texas) e accettando ogni tipo di lavoro (bagnino, guardiano notturno, conducente di camion e così via). Tornò a scuola per ottenere un diploma in musica, alimentando così una delle sue più grandi passioni. Successivamente venne chiamato per arruolarsi nell’esercito: qui conobbe David Janssen (il dottor Richard Kimble nella serie Il fuggiasco) che gli propose di tentare la carriera hollywoodiana.

I primi ruoli

Dopo un provino alla Universal, gli venne subito offerto un contratto: 75 dollari a settimana. Nel ’55 arrivò il primo ruolo nel film La vendetta del mostro di Jack Arnold, ma il povero Eastwood non comparve nemmeno nei titoli di coda. Partecipò ad altri film accettando i ruoli proposti (seppur minori) fino al 1958, quando fu notato dal dirigente di una nota azienda televisiva, la CBS che gli affidò il primo ruolo da protagonista nella serie Gli uomini della prateria. Nel giro di poche settimane il volto di Eastwood diventò familiare per il popolo americano.

La svolta

L’anno di svolta della carriera di Clint fu sicuramente il 1964, quando gli venne proposto di interpretare un western in Europa. Più precisamente, dall’altra parte dell’oceano lo aspettava un regista italiano che successivamente lo consacrò come icona degli spaghetti western: il grande Sergio Leone.
E fu così che, nonostante un primo scetticismo (l’attore non aveva mai sentito il nome del regista), Eastwood interpretò l’uomo senza nome nel film di Leone: Per un pugno di dollari. Fu l’inizio di una trilogia di grande successo: successivamente uscirono anche Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto e il cattivo (1966). Fra Leone ed Eastwood nacque sicuramente un bel rapporto, nonostante la principale difficoltà per entrambi di comprendersi, come racconta Clint in un’intervista per il Biografilm di Bologna (2010) :

Arrivai a Roma con pochi vestiti e senza conoscere nessuno.
Non parlavo per niente italiano e Sergio non parlava per niente inglese, quindi nel nostro primo incontro ci fu molta gestualità.
Ci facemmo tante risate.

Clint Eastwood - Attore e Regista - Biografia e Filmografia - Ecodelcinema

Pur non inventandosi qualcosa di nuovo (il cinema italiano era in crisi e il western, ispirato e quasi copiato da altri, poteva essere una chiave per risollevarlo), Leone portò sullo schermo un personaggio diverso dal solito cowboy: un antieroe, vagabondo e mercenario, sempre pronto ad uccidere e con una battuta ad effetto sempre pronta. Nonostante la critica lo definì legnoso, inespressivo e senza carisma, Clint continuò a recitare e, dal 1968, la sua carriera decollò. Sarà Don Siegel, maestro del poliziesco e del cinema d’azione, a “togliergli il poncho” chiamandolo a recitare in alcuni dei suoi film come L’uomo dalla cravatta di cuoio (prodotto dalla Malpaso Productions, compagnia di produzione cinematografica di Eastwood).

Gli anni ’70: l’ispettore Callaghan

Parlando della carriera cinematografica di Eastwood non si può non citare il nuovo
ruolo da duro affidatogli da Siegel nell’Ispettore Callaghan: il caso scorpio è tuo! del 1971. Questo fu solo il primo capitolo della saga; quest’ultima si concluse poi nel 1988 con un enorme successo di pubblico, salvo che il personaggio del poliziotto dalla pistola facile (che ci dice molto della realtà americana) non piacque molto alla critica. Nello stesso anno Eastwood, tornando dietro alla macchina da presa, vinse un Golden Globe come miglior regista per il film Bird, la storia del sassofonista jazz Charlie “Bird” Parker, eccellente musicista morto a soli 34 anni.

Anni ’90: fra premi Oscar e temi nuovi

Gli anni Novanta sono iniziati col botto (passateci il termine) per Eastwood: il suo film Gli spietati del 1992 (con Eastwood in doppio ruolo regista-attore) vinse quattro Oscar, fra cui Miglior regia. Nei titoli di coda di questo western, Clint inserì una dedica per i suoi maestri (e amici) Leone e Siegel. Nel 1995 gli fu assegnato il Premio Oscar (il terzo) alla memoria Irving G. Thalberg (produttore cinematografico statunitense degli anni Venti) e fu protagonista con Meryl Streep nel film da lui diretto e tratto dall’omonimo romanzo di Robert James Waller, I ponti di Madison County.

I ponti di Madison County secondo Clint Eastwood: la recensione del film

Film romantico, apprezzato anche dalla critica e una delle regie migliori di Clint che, dall’essere l’attore più burbero di Hollywood divenne un uomo dolce, passionale che ama fino alla morte e forse anche oltre.

Anni 2000: il vero trionfo

Una vita di cinema, esperienze e storie che non sembra mai terminare per Eastwood: è il 2003 quando vinse due premi Oscar e due Golden Globe per il film Mystic River con gli attori Sean Penn e Kevin Bacon. Ma fu il 2005 l’anno del più grande trionfo. Una straordinaria Hilary Swank e una certezza come Morgan Freeman accompagnano Eastwood in uno dei suoi più grandi successi internazionali: Million Dollar Baby si aggiudicò quattro premi Oscar e due Golden Globe, rendendo Clint Eastwood il regista più anziano (74 anni all’epoca) ad aver ricevuto l’Oscar per miglior regia e incassando oltre 216 milioni di dollari.
Non male vero?

MILLION DOLLAR BABY - LE CURIOSITÀ - Noi degli 80-90

Non è finita qui perché gli anni successivi furono molto produttivi per Eastwood: nel 2008 un nuovo trionfo per critica e pubblico che gli garantì il David di Donatello come miglior film straniero, Gran Torino. Proprio come la macchina (la Ford Torino) a cui il protagonista, un accigliato e burbero Clint, è molto legato e cura in maniera quasi maniacale. Dello stesso anno Changeling, con un magnifica Angelina Jolie nei panni di una madre distrutta dal dolore ma al contempo forte e combattiva, come solo le madri riescono ad essere. Nel 2009 ritroviamo il suo amico Morgan Freeman nelle vesti di Nelson Mandela in Invictus-L’invincibile, accompagnato da Matt Damon: una storia vera di sport (la vittoria del Sud Africa della coppa del mondo 1995), di vite umane e speranza che si intrecciano per un unico scopo.

Successi e ancora successi anche nel 2014 per il suo 38° film da regista, American Sniper e nel 2016 con Sully: un’altra storia vera con un inarrivabile Tom Hanks come capitano di un volo di linea e un ammaraggio sul fiume Hudson, senza conseguenze per passeggeri ed equipaggio. Del 2018 il film The Mule, la vera storia di un veterano della Seconda Guerra mondiale che divenne corriere della droga per un cartello di narcotrafficanti messicani. Un’altra storia già vissuta, intrisa di emozioni reali che Eastwood rivive in qualche modo anche per noi, facendo ciò che gli è più congeniale: ricercare la verità.

Ora, dopo questo percorso nella vita artistica di quest’uomo, potreste pensare che sia finita qui e che dopo 91 anni di vita vissuta appieno tra fama, tanti amori, due mogli (molti tradimenti) e otto figli, anche uno come Clint Eastwood si voglia riposare e magari fare giusto qualche intervista sui bei tempi andati. E invece no, perché Clint ha un nuovo film in cantiere di cui sarà regista, produttore e attore: Cry Macho è il titolo del film che vedrà la luce il 22 Ottobre di quest’anno. Per la serie “91 anni e non sentirli!”.

Non possiamo far altro che aspettare e intanto, magari, riguardare uno dei suoi film… come avrete capito c’è un’ampia scelta.
Tanti auguri inarrestabile Clint!

di Irene Evangelista

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