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Coco Chanel: tutto ciò che non sapevate sul mito della moda

Conosciuta praticamente da chiunque, l’icona di eleganza Coco Chanel ha rivoluzionato il modo di pensare, di vestire e di agire delle donne dello scorso secolo, ma in pochi conoscono realmente la sua storia.

Oggi 10 dicembre, esattamente 50 anni fa, il mondo perdeva una mente geniale, un mito, un nuovo orizzonte nel panorama della moda e non solo. Amante della semplicità e dell’eleganza, contraria alle crinoline e agli orpelli, Chanel divenne uno dei pilastri della moda femminile degli ultimi due secoli: scopriamo insieme il percorso compiuto dalla giovane cabarettista di umili origini diventata poi stilista e fondatrice di una delle maison più famose al mondo.
 
Dalla gioventù alla nascita di Chanel N°5
Gabrielle Bonheur Chanel (poi conosciuta solo come Coco Chanel) nacque a Saumur, in Francia, il 19 agosto 1883. Abbandonata dal padre e rimasta orfana in seguito alla morte della madre, la piccola Gabrielle trascorse la sua gioventù in un orfanotrofio, affidata alle suore del Sacro Cuore. Di questo primo periodo si hanno pochi documenti storici, ma sappiamo che, nonostante la sorte avversa, la fortuna di Chanel fu quella di poter apprendere i rudimenti della sartoria e il rigore degli abiti bianchi e neri monacali dalle suore a cui venne affidata. Dopo il collegio, compiuti i 18 anni Gabrielle iniziò a lavorare come cantante di cabaret finché non trovò lavoro come sarta presso la Maison Grampayre; poco tempo dopo conobbe Etienne de Balsan, facoltoso figlio di imprenditori tessili che divenne compagno della giovane e suo primo finanziatore. Nel 1909 Chanel iniziò a vendere dei cappelli realizzati in paglia con piccoli nastri in raso, in contrasto con la moda di quel periodo. Quattro anni dopo la giovane donna riuscì ad aprire il suo primo negozio di cappelli, seguito poi dalle boutique a Parigi e a Deauville. Successivamente, dopo aver aperto il suo salone di alta moda a Biarritz e il famigerato atelier di Rue Cambin 31 a Parigi, Gabrielle intraprese un percorso di svolta che segnò indelebilmente la sua carriera: nel 1921 si dedicò alla profumeria e due anni dopo rilasciò Chanel N°5, il primo profumo a prendere il nome di una stilista.
 

“La moda passa, lo stile resta.”


I capi icona firmati Chanel
Nel 1926 Madamoiselle Coco diede vita ad un grande classico: La Petite Robe Noire, ovvero il famoso tubino nero. Considerato un must have nell’armadio di qualsiasi donna, ricordo delle uniformi del collegio di Aubezine, il famigerato abito scuro conferiva non solo eleganza a chi lo indossava, ma anche una certa autorevolezza: proprio l’effetto desiderato da Chanel in persona. L’anno di svolta per la stilista fu però il 1954, quando inventò la giacca, un capo che si armonizzava alla perfezione con il corpo femminile e in forte contrapposizione con gli abiti indossati dalle donne in quegli anni, molto più seducenti e meno rigorosi dello stile Chanel. Un’altra novità introdotta da Coco fu il pantalone indossato come abito femminile: simbolo di provocazione, a vita alta morbida e fasciante, questo capo per la stilista rappresentò non solo la volontà di equiparazione tra i due sessi, ma anche l’audacia delle donne che lo indossavano. Infine, Chanel eclissò la valanga di colori e sfumature utilizzati all’epoca in favore di due semplici tonalità: il bianco e il nero. Sfruttando il monocromo, la couturière fu la prima ad accostare il concetto di classe a quello di semplicità.
In poche parole, Coco Chanel non rappresenta solo una pietra miliare della storia della moda, ma fu soprattutto modello di eleganza, passione e audacia a cui tutti dovremmo aspirare, una donna capace di sovrastare le etichette e combattere la conformità, la più dannosa malattia dell’uomo.

di Cecilia Gavazzoni

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