Dalla parola al grande schermo: immergetevi nel macabro abisso…

“Cosa sarebbe peggio?
Vivere da mostro o morire da uomo per bene?”
– Tratto dal film “Shutter Island“, citazione di Edward Daniels

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“Shutter Island”, “L’isola della paura” per noi italiani, è un thriller psicologico di Dennis Lehane, pubblicato dalla Piemme nel 2003. Ha visto la sua fama crescere a dismisura solamente nel 2010, quando Martin Scorsese decide di lanciare nelle sala la pellicola cinematografica con Leonardo DiCaprio come Edward Daniels.

shutter-islandSiamo nel 1954 e Edward “Teddy” Daniels, agente federale, viene mandato su Shutter Island assieme al suo collega Chuck Aule. I due agenti si ritrovano catapultati nell’Ashecliff Hospital, un ospedale specializzato nelal cura di malati di mente, dove devono indagare sulla scomparsa di Rachel Salando, una internata rinchiusa da una camera blindata svanita nel nulla. Rachel, come verrà poi spiegato, fu ricoverata tempo addietro dopo aver affogato i dei suoi tre figli. Nonostante ciò, la donne crede ugualmente di trovarsi ancora a casa sua, con i suoi bambini ancora in vita e che il personale della clinica psichiatrica siano solamente persone di passaggio nella sua vita, fattorini, psotini, giardiniere. Per lui, tutto ciò che la circonda è mutato in un sogno.

shutter-island2Shutter Island è circondata da alte e aspre scogliere che rendono la fuga di Rachel impossibile. Potrebbe essere scappata a piedi, ma come potrebbe mai aver fatto a raggiungere la terraferma? Teddy inizia quindi a ispezionare la sua cella dove rinviene un foglietto con la scritta: “La legge del quattro. Chi è il 67?”

shutter_island5_n-doloredScorto un faro adiacente all’isola, Teddy pensa che la donna possa essersi rifugiata laggiù, ma alla clinica lo informano che la donna è stata cercata ovunque, persino nel faro. Così, i due federali iniziano ad interrogare lo staff ospedaliero, scoprendo che il medico che aveva in cura Rachel era partito per le ferie proprio la mattina stessa. Quando però Taddy richiede di poter visionare i documenti personali della donna, il direttore Cawley si rifiuta di dargli il permesso.

La stessa notte, Edward sogna Dolores Chanal, sua moglie, morta cinque anni prima a causa di un incendio. La donna gli comunica che Rachel è viva ed è ancora sull’isola e che anche Andrew Laeddis, il piromane che appiccò l’invendio a casa loro, si trovava su Shutter Island.

Ed è proprio con questo sogno che la mente di Teddy si offusca a tal punto da impazzire. Durante un interrogatorio, uno dei pazienti scrivere a Daniels che stare attento e di scappare, lo mette in guardo del pericolo che sta per colpirlo. E’ solo allora che la verità viene svelata.

La ragione per cui Teddy ha accettato il caso è solo per Andrew Laeddis, dopo esser stato trasferito ad Ashecliff, scomparve. In seguito, solo dopo poco tempo, mentre conduce un’altro interrogatorio, scopro che sull’isola vengono condotti anche esperimenti sugli esseri umani, utilizzando i pazienti come vere e proprie cavia.

hqdefaultTutto si offusca, finché Rachel non viene ritrovata, illesa.

Si giunge così alla scoperta  che porta Teddy quasi alla sua svolta decisiva. Parlando con Solando, si scopre che lei, in passato, era un medico della clinica stessa, fino a che non venne a conoscenza che si stavano effettuando esperimenti sui pazienti, utilizzando psicofarmaci che mirano al controllo mentale, una sorta di test per creare spie da infiltrare durante la guerra  fredda. Fu allora che venne ricoverata come paziente.

Fra incubi e tempeste,
nelle pagine si susseguono paure,
terribili scoperte e pericoli inimmaginabili. 

Ma quel è il finale? Qual è la conclusione di questo romanzo?

Teddy non è altro che Andrew Laeddis, il paziente nr. 67. Suoi stesso anagramma. E fu proprio lui a sparare alla moglie dopo che Dolores ebbe annegato i loro figli. Per i sensi di colpa per aver ucciso la donan che amava e il dolore per aver visto morire i suoi bambini, Andrew è impazzito. Impazzendo, aveva creato un suo alter ego, agente federale, e si avvolse da una immensa fantasia. Creò Rachel Solando e tutto ciò che le circondava. Erano passato due anni da quando il dottor Sheehan, ovvero Chuck, colui che avrebbe dovuto essere il suo braccio destro, aveva iniziato a metterlo sotto cure psichiatriche. Ma a nulla erano servite.

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I due medici, per salvarlo, decisero di provare il tutto e per tutto e iniziarono ad appoggiare quel pazzo gioco che Andrew si era disegnato attorno per scacciare il dolore che lo perseguitava. Ultimo baluardo di salvezza prima di sottoporlo ad una lobotomia.

Ma il loro tentativo era fallito. Forse.

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Perché forse? Perché nessuno di noi di IoVoceNarrante può dirvi come finisce davvero questo libro. O questo film.

Lehane ha creato un susseguirsi di parole che danno più conclusioni a questo thriller psicologico.Ha dato vita ad una sottile, ma tangibile linea di follia unisce ogni parole, incatenandola l’una con l’altra. Chi è davvero il pazzo? Chi è il sano? Chi è davvero il mostro? Chi il carnefice? La verità è che forse lo sono tutti e sono nessuno.

Scorsese ha perfettamente mantenuto l’atmosfera cupa, agghiacciante e pazza disegnata nel romanzo. Ogni parte di libro è stata riprodotta con attinenza e cura su pellicola, ovviamente con i dovuti restringimenti, dando un alto gradimento da parte della critica. L’unica differenza riscontrata, ma che così deve essere, è che il film, basato su colpi scena mentiene più suspance che il libro. Il libro, infatti, si perde nelle minuziose sfaccettature dei particolari, apprezzate dal lettore, ma che creano più lentezza e smorzano la suspance.

Anche per oggi, la rubrica “Dalla parola all’immagine” termina qui, vi do appuntamento alla prossima settimana e vi ricordo di seguire la pagina facebook:  Attraverso lo specchio-Blog.

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia. Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi. Ma l'amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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