Dalla parola al grande schermo: …e se il paradiso fosse un luogo bellissimo?

what dreams may come

“Fra un minuto non saprò più chi sei e tu non saprai più chi sono io.
Ma saremo insieme. Come deve essere.
La gente buona finisce all’inferno, perchè non è capace di perdonarsi.
Io so di non riuscirci, ma riesco a perdonare te.”
– Tratto dal film “What dreams may came“, citazione di Chris Nielsen

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Al di là dei sogni, in lingua originale What Dreams May Come, venne scritto nel 1978 da Richard Matheson. In esso, intrecciati alla storia, troviamo molti allegorismi legati Divina Commedia di Dante, al mito greco di Orfeo e della ninfa Euridice e persino con l’Amleto di William Shakespeare, dal quale Richard si ispira per dare il titolo dell’opera.

Richard ci narra una storia ricolma di strazianti sofferenze e di morte, ma anche di speranza, di amore e della forza immensa e indissolubile che possono dare i sogni.
Al di là dei sogni è, per Matheson, il romanzo più importante che abbia mai scritto.
In una intervista, infatti, ci dice:

“I think What Dreams May Come is the most important book I’ve written. It has caused a number of readers to lose their fear of deaththe finest tribute any writer could receive.”

“I penso che What Dreams May Come sia il libro più importante che io abbia scritto. Esso ha permesso a un gran numero di lettori di perdere la paura della morteIl miglior omaggio che uno scrittore possa ricevere.”

What Dreams May Come parla proprio di questo.
E’ la storia di Chris Nielsen e di come la sua vita viene cambia radicalmente con un battito di ciglia.

In un giorno d’estate, sul lago, Chris incontra Annie e i due si innamorano. Passano anni di gioia e risate, nei quali nascono Ian e Marie.

Ma alla felicità non è destinata a durare e, in poco tempo, si contrappone la tragedia.

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Durante un incidente d’auto, i due bambini perdono la vita e tutto, allora, cambia. I dolore e la sofferenza predono il posto della felicità, della gioia, e tutto diviene grigio, scuro.

Quattro anni più tardi, anche Chris muore.

Quando si risveglia, si trova in un Paradiso dai brillanti e cangianti colori, uguali alle tavole di Annie. Là, dove la sua anima incotra Albert, colui che lo aiuterà a prendere coscienza e accettare la sua morte.

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Albert gli spiega che il posto in cui si trova si chiama Summerland, il Paese dell’Estate. Esso è un luogo privo di fisicità e fatto solamente dalle emozioni e dai sogni che producono coloro che vi permangono. Chris capisce dunque che Summerland cresce con insieme ai suoi ricordi, delle sue fantasie. E con essi, anche la storia si evolve, si incammina.

Laggiù, l’anima di Chris impara a convivere e gestire quella nuova realtà in cui è costretto.

Pagina dopo pagina, seguiamo Chris e lo vediamo rincontrare il suo cane e i suoi figli, che però non hanno le sembianze dei suoi bambini, perché a Summerland ognuno può essere ciò che più desidera. Perché Summerland vive di sogni. Per esempio, Ian è in realtà Albert, colui che guida il padre verso l’accettazione.

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Ma questi sogni, per Chris, diventeranno ben presto chimere, incubi e pensieri infelici. La felicità nel rivedere i suoi bambini viene soffocata dal dolore per non poter più rivedere la sua amata moglie.

Ma ciò che realmente rompe quel sottile equilibrio che aveva trovato è la scoperta che Annie, distrutta dal dolore e dalla solitudine, si è suidata.

Albert spiega a Chris che non c’è posto a Summerland per chi si toglie la vita. Coloro che decidono di porre fine alla propria esistenza sono condotte all’inferno, come punizione per aver rotto l’ordine naturale della vita. L’inferno è un luogo retto da leggi molto simile a Summerland, ma laggiù nessuno sa di essere morto.

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Chi vi è custodito vive dondolando in una realtà fatta di angosce, lutto, paure e depressione. Un mondo nero, senza colori.

Ma l’amore che lega due cuori è più forte della paura di perdersi e Chris scende sino all’inferno per ritrovare Annie. Giunge dinanzi a Cerbero, il relitto di una nave che rappresenta il portale per l’Inferno. Su di esso e con l’aiuto di un nuovo personaggio, uno psichiatra, Chris ritrova la moglie. Annie vive in un mondo immaginario simile a dove vivevano,. Tuttavia, quel luogo non è più rigoglioso e bello, ma in rovina.

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Qui scopriamo che lo psichiatra è in realtà Albert, ovvero Ian. Egli dirà a Chris che la moglie non può riconoscerlo, e lui può solamente dare voce ai suoi sentimenti. Inoltre, deve fare infretta, perché la sua anima potrebbe perdersi fra i neri colori del dolore di Annie. E allora, anche lui sarà perduto per sempre.

Chris entra in quella che in un altro mondo sarebbe stata la loro meravigliosa casa. Come preannunciato, Annie non lo riconosce. Così, lui le narra la sua storia, le narra dei suoi bambini morti, le narra del suicidio di sua moglie. Al principio, lei pare riconoscerlo, ma subito si ritrae spaventata e ritorna nel suo mondo dai grigi confini.

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Chris capisce che l’anima di Annie è persa per sempre, allora prende la sua decisione: saluta Albert che ha vegliato su di lui sino quel momento e decide di restare con la moglie e perdersi per l’eternità assieme a lei. Chris continuerà a parlarle, e il ricordo dell’amore, pian piano, farà breccia nel cuore della moglie. Ed è solo allora che Annie salva le anime di entrambi.

Insieme si ritrovano nel Paradiso di Chris e, laggiù, si riuniscono ai loro figli.

Alla fine, Chris e Annie scoprono che ben presto risorgeranno a nuova vita e che, entrambi, hanno già vissuto diverse vite in passato, ma che nessuno dei due può ricordare. Però, in tutte queste vite, Chris e Annie sono sempre rimasti legati l’uno con l’altro.

E mentre il manoscritto volge al termine, Richard Matheson, con il personaggio di Chris, ci dona un grande messaggio di speranza, dicendo al lettore che la morte non è davvero da temere, perché dopo vita in Terra, il Cielo riunisce tutte le anime.

WHAT DREAMS MAY COME

Ma com’è stato trasportato questo libro in film? Riprodurre le parole in immagine non è mai semplice, ma in questo film abbiamo la partecipazione come protagonista di Robin Williams, con una recitazione magistrale, un carisma e una forza che rendono Chris il vero Chris di Matheson.

What Dreams may came ha trovato il suo punto di forza che, forse, il libro non ha saputo riprodurre, giustamente, così bene, ovvero i colori. E’ un susseguirsi di colori sgargianti, variopinti. Ogni sentimento possiede un colore, ogni dolore una forma. Ci sono luci e ombre che si alternato con un ritmo incessante.
Tutte le scene sono cariche e quasi sature dal punto di vista cromatico, un’esplosione di colore.

WHAT DREAMS MAY COME

La critica che ha seguito la pellicola è stata molto positiva e non ha riscontrato, sia per la storyline che per i personaggi, grandi variazione dall’opera originale. Mancano alcune scene non particolarmente rilevanti, ma tutti sappiamo che sul grande schermo i tempi sono ristretti e ci sono esigenze di copione che devono essere rispettate.

Sia le parole che le immagini donano al lettore emozioni forti, intense. Sia in positivo, sia in negativo. E’ innegabile quanto questo film possa fare riflettere e chissà quanti, vedendolo, hanno pensato: “Chissà se Al di là dei sogni ritroverò anche io qualcuno”.

Un grande libro.
Un grande film.
Un grande attore.
Un obbligato omaggio a Robin Williams,
che, in questo istante, sta colorando la sua Summerland.

Ho sempre condiviso con voi frammenti di scene del film trattato ma, questa volta, ho deciso di regalarvi un video musicale che personalmente adoro. Ripercorre le scene più belle, strazianti ed emozionanti di questo film, sulle note di “Somewhere”, degli Within Temptation.

Anche per oggi, la rubrica “Dalla parola all’immagine” termina qui, vi do appuntamento alla prossima settimana e vi ricordo di seguire la pagina facebook:  Attraverso lo specchio-Blog.

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia. Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi. Ma l'amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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