Dalla parola all’immagine: Julie Maroh trasforma il blu in un colore caldo

Julie Maroh

Questa rubrica ha ultimamente raccontato il tema dell’adolescenza e delle problematiche legate a quel periodo, attraverso le matite di alcuni giovani fumettisti internazionali, come Little Thunder e Inio Asano, che hanno messo degli adolescenti, studenti o neolaureati al centro del loro racconto, circondandoli di dettagli surreali per sottolineare le loro forti emozioni.
Questi due artisti non avevano solo in comune la scelta dei protagonisti, ma anche il colore, che ritorna in Little Thunder sempre acceso, brillante, magico, mentre in Inio Asano è presente con la scelta di un bianco e nero, così in contrasto e realistico da non far sentire la mancanza di altre tinte.
In questo nuovo appuntamento riprendiamo la tematica adolescenziale e l’importanza del colore, con un’altra giovane artista, Julie Maroh. Francese, molto conosciuta a livello internazionale per aver pubblicato a 28 anni la graphic novel Blue is the warmest colour. Un’opera sui cui l’artista ha lavorato per cinque anni, raccontando l’incontro tra Emma e Clémentine, due ragazze che seppur in età e ambienti sociali differenti, allacciano una passionale storia d’amore. Questo lavoro, già di successo, ha potuto estendere il suo pubblico, quando nel 2013 il regista franco tunisino Abdellatif Kechiche l’ha trasformato in un film La vita di Adele, che vinse il Festival di Cannes lo stesso anno.
Nella graphic novel, con tinte tra il bianco e nero e il color seppia, spicca prorompente il colore blu. Il blu dei capelli di Emma, che in qualche tavola tinge anche altri elementi fisici delle protagoniste, diventa qui un colore caldo. Perché si trasforma nel colore delle emozioni, emozioni in questa storia molto calde, molto forti, così forti, da essere talvolta insopportabili.

Julie Maroh

Torna la capacità, tramite i colori e il contrasto tra di essi, di raccontare le emozioni di un preciso momento della vita. In questo caso, non si tratta solo dell’adolescenza, ma dell’amore struggente e passionale, così forte da essere vissuto come si vive in adolescenza: senza filtri.
Leggendo Blue is the earmest colour, ci ritroviamo a pensare a quella volta in cui abbiamo incontrato una persona, chiunque questa fosse, che ha dato colore alla nostra vita in bianco e nero, un colore così insistente che è riuscito a generare anche calore.
Inoltre, il blu, si associa alla malinconia, al romanticismo e alla poesia. E la relazione in questa storia è così: piena di sentimenti, a tratti poetica, a tratti irruenta, ma a tratti genera anche malinconia.
Due anni più tardi, Julie Maroh, ha saputo totalmente cambiare genere, con Skandalon, che racconta la vita tormentata di un giovane rocker. Un racconto bruto, crudo e a colori, che abbandona la malinconia e i sentimenti romantici.

Julie Maroh

Questa giovane autrice dimostra nella sua produzione di saper cambiare registro stilistico a seconda del tipo di sensazioni che vuole dare al lettore e del tipo di emozioni che vuole raccontare.
Leggendo le sue opere si va oltre l’immedesimazione nelle storie o nei personaggi, perché si viene totalmente travolti dalle emozioni e dal modo di raccontarli.
Julie Maroh illustra i sentimenti giocando sui contrasti dei colori e sul tratto deciso, ma si fa supportare anche da una sua grande capacità di  sceneggiare in modo originale e attuale.

Il blu è un colore caldo

Skandalon

The following two tabs change content below.

Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

Ultimi post di Eva Pettinicchio (vedi tutti)

Lascia un commento

Privacy Policy