E se…Batman non avesse salvato Harvey Dent?

Ci sono eroi che salvano il mondo, altri che spendono la loro intera esistenza cercando di salvare una città. Ci sono eroi che si scontrano con semidei greci belli come Brad Pitt, altri che devono affrontare uomini in sovrappeso con un colorito pallido e preoccupante, incapaci di camminare senza un ombrello al braccio o una serie di pittoreschi protagonisti pirotecnici di storie verosimili quanto una laurea di Renzo Bossi. Ci sono eroi che, se perdono, perdono contro superuomini geneticamente modificati, altri che per battere un tizio che non ha capito dopo settant’anni di onorata carriera che le mutande non vanno sopra i pantaloni devono rischiare la vita. Ci sono eroi interpretati da Robert Downey Jr., altri che hanno dovuto accontentarsi di Ben Affleck. Insomma, ci sono eroi come Iron Man e poi c’è Batman.

No, questa presentazione non rende giustizia al cavaliere oscuro, il mito incontrastato della mia infanzia e di quella di tanti altri come me. Batman, il miliardario filantropo, donnaiolo di giorno, spaccaculi di cattivoni di notte. Batman, un uomo che, nelle sue prime versioni, aveva una cintura che la borsa di una donna poteva “accompagnare solo”. Una cintura che conteneva di tutto da un lanciafiamme in miniature a delle…biglie, tanto per cercare l’intermezzo comico. Batman, una saga cinematografica che dopo i fasti della fine anni 80 e delle tetre atmosfere bartoniane, aveva conosciuto il frastuono dei colpi di tosse di una platea imbarazzata da Batman & Robin, per quella che sembrava la fine di un eroe.

Sembrava, poiché l’arrivo di Nolan e Bale ha semplicemente fatto esplodere nuovamente la Batman-mania, riportando in auge un eroe ribelle e anticonformista, ricco come Paperone e generoso come Paperino (un paragone che sembra meno fuori luogo se consideriamo, e apprezziamo, l’assenza del Pinguino). Nolan, con Batman begins, ha dato un tocco di epicità al pipistrello, ma è nel Cavaliere Oscuro ad aver realizzato il capolavoro, rendendo immortale Joker, anche grazie a una performance maestosa di Heath Ledger, psicoticamente fantastico nei panni del clown, lasciandosi alle spalle un Jack Nicholson di un altro secolo.

Sono passati dieci anni dall’uscita nelle sale, Ben Affleck ha preso il posto di Christian Bale, Superman è rinato cinematograficamente, ma Il Cavaliere Oscuro rimane un cult e, oltre alla dicotomia Joker-Batman, ha rilanciato anche un altro personaggio, Harvey “due facce” Dent, istigato da Joker a diventare il decisore, l’agente ultimo del caos, l’eroe vissuto troppo a lungo per diventare il cattivo. Tutto a causa di una decisione, semplice quanto fatale, di Batman. Salvare Dent o Rachel? Gotham o l’amore?

Batman scelse l’amore e si diresse senza indugiare da Rachel, ma preso dalla fretta, cadde nella trappola di Joker. Salvò Dent, ma perse ciò che di più caro aveva al mondo. Che cosa sarebbe successo se Batman avesse compreso l’inganno e si fosse diretto a salvare realmente Rachel?

L’eroe mascherato vola sulla sua bat-mobile, estrae Rachel sana e salva dal magazzino, ma sente nella trasmittente gli ultimi istanti di vita di Harvey Dent. L’eroe non mascherato di Gotham è spirato sotto i colpi del suo criminale più folle. La città reagisce come reagì alla morte dei Wayne, i criminali si trovano in difficoltà contro la spinta di legalità causata dalla perdita di un simbolo. Batman, prima contestato e contrastato, viene acclamato anche dalle forze di polizia. Il piano di Joker è fallito e, senza l’aiuto di Dent, va incontro ugualmente a una sanguinosa sconfitta, contro un Batman lucido e senza idee annebbiate dal dolore. Joker è catturato, Dent non minaccia il figlio del commissario Gordon, Batman non deve diventare il nemico pubblico numero uno. La città dà segni di ripresa, il cielo sopra Gotham City non è azzurro, a causa dello smog, ma le stelle di un futuro più sereno brillano all’orizzonte. Una città che non aveva più bisogno di Batman, un Bruce Wayne che aveva bisogno di Rachel, la fine di un’avventura, l’inizio di una commedia romantica. La gatta ladra avrebbe rubato solo la collana o anche il cuore?

P.S. E il terzo Sequel? Ci sarebbe stato ugualmente, perché Batman alla fine non avrebbe…Ne riparliamo la prossima volta.

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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