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Franco Basaglia e la legge che ha aperto le porte alla modernità

Con Legge Basaglia si intende la legge 13 maggio 1978 n. 180, sul tema “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori. Si tratta della prima e unica legge quadro che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, facendo dell’Italia il primo paese al mondo ad abolire gli ospedali psichiatrici.

La legge prende il suo nome da Franco Basaglia, lo psichiatra promotore della riforma psichiatrica in Italia, il quale si impegnò nel compito di riformare l’organizzazione dell’assistenza psichiatrica ospedaliera, proponendo un superamento della logica manicomiale.

In sostanza: prima del 13 maggio 1978 i manicomi erano esattamente come li abbiamo visti nei film horror. I pazienti ricoverati erano legati con fili spinati, cinghie di cuoio, chiusi in camicie di forza, controllati dai carcerieri, riempiti di whisky, cloroformio e paraldeide, presi a botte e a secchiate di acqua fresca in faccia, costretti a vivere in strutture fatiscenti ribollenti di fetori nauseanti. Erano considerati matti, alienati, folli, da confinare in luoghi sicuri e lontani dalla società, da dimenticare. Una vergogna per i loro stessi familiari, disgrazie dalle quali fuggire: la malattia mentale era uno scandalo sociale, sepolta in un clima di omertà che rendeva queste persone oggetti, cose da lavare e vestire, legare e fustigare. Bestie da macello in celle di isolamento e occultamento.

Franco Basaglia nel 1979

Quarantadue anni fa, con la chiusura definitiva dei manicomi, è stata dunque restituita la dignità ai malati in essi reclusi, basandosi (finalmente) sull’assunto che i malati con disturbi mentali avessero gli stessi diritti di cittadinanza delle persone sane.

Il significato fondamentale che emerge dai punti cruciali della Legge Basaglia è nientepopodimeno che la centralità della persona, un concetto illuministico che tante volte abbiamo rischiato di dimenticare.

Nel dicembre 1978 la legge viene inserita all’interno della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale con i suoi punti chiave:

  • Eliminazione del concetto di pericolosità per sé e per gli altri, il trattamento sanitario deve essere basato sul diritto della persona alla cura e alla salute;
  • Rispetto dei diritti umani;
  • Chiusura degli ospedali psichiatrici su tutto il territorio nazionale;
  • Costruzione di strutture alternative al manicomio;
  • Trattamento sanitario volontario, che comprende prevenzione, cura e riabilitazione.

Franco Basaglia ha dimostrato al mondo che chi è affetto da patologie mentali non è “altro” rispetto a chi non lo è, ma che è uno dei tanti atomi di quell’organismo vivente che è l’umanità. Ha abbattuto le barriere che li separavano dalla comunità, ha riconosciuto il loro valore e ha sfidato la mentalità popolare infischiandosene delle conseguenze, ma non senza critiche.

“Un attentato all’umanità” è stata definita la sua proposta di legge, anzi è stato accusato di “scaricare la cura dei malati ai loro familiari”. Ma l’Italia ha avviato un processo che a livello europeo non è passato inosservato. Da anni il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea raccomandano di seguire il percorso battuto dall’Italia: c’è chi l’ha fatto, come Regno Unito, Portogallo, Spagna e Grecia, ma anche chi non ha ancora avviato il processo di deistituzionalizzazione.

È vero, ancora oggi si tende a considerare “malato” chiunque si abbia la necessità di un supporto psichiatrico, tanto da far diventare questo tipo di patologie veri e propri tabù contemporanei. Non è facile modificare una mentalità che è rimasta invariata da anni, ancorata a ideologie e tradizioni, ma Franco Basaglia nel 1978 ha aperto le porte alla modernità. È un lungo cammino, ma la parte più difficile – quella di avvio – è già superata.

di Gaia Rossetti

 

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