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Kamasutra: 10 cose che non sapevi

Quando sentiamo nominare il Kamasutra, la prima (e forse unica) cosa che ci viene in mente è l’elenco delle posizioni che una coppia dovrebbe assumere durante i rapporti sessuali, affinché sia le donne che gli uomini possano trarne il maggior piacere possibile.

Niente di più lontano dalla realtà, perché nel Kamasutra, che risale al III secolo, non c’è assolutamente nessuna lista: il kama (il “piacere”, o meglio “il soddisfacimento del piacere”) nella concezione hindu è solo uno dei tre grandi scopi dell’essere umano, insieme al dharma ( la “legge sacra”, intesa nel senso dell’osservanza delle norme rituali e delle leggi) e all’artha (l’ “utile”, il fine concreto per il quale si agisce, l’interesse materiale e la ricchezza). Ecco allora 10 motivi per cui chiunque dovrebbe leggere il Kamasutra di Vatsyayana, nella sua versione originale.

1. Non c’è niente di pornografico. Non c’è una singola immagine o rappresentazione, non è un testo che ha lo scopo di incendiare gli animi. E’ un testo normativo, che si pone l’obiettivo di regolare le azioni e gli atteggiamenti da assumere quando il desiderio è acceso. Nessun’idea di violenza o di possesso. Non la scintilla che appicca il fuoco, ma l’ossigeno che lo tiene in vita affinché possa durare e generare il calore necessario.

2. Amore per piacere, per puro godimento. Come dicevamo, non essendoci nessun riferimento pornografico, l’amore qui rappresentato è semplicemente un tipo di “amore per piacere”: fate l’amore perché è bello, perché è un istinto naturale, e perché non c’è nulla di male. Non è un rapporto sessuale che punta al concepimento, la prosecuzione della stirpe è compito dell’Utile, non del Desiderio. Questo è il campo dell’amore.

3. Condanna ai matrimoni “violenti”. I matrimoni in India erano (e spesso sono) organizzati dalle famiglie. Vatsyayana identifica otto diversi tipi di matrimonio e li mette in ordine gerarchico: i primi quattro nella scala sono i più nobili, essendo tutti matrimoni organizzati dai genitori o dai parenti degli sposi, mentre gli altri quattro sono da lui profondamente condannati. Questi sono i casi i cui la sposa viene rapita o ingannata o ancora stuprata perché ubriaca o addormentata. Una presa di posizione nobilissima, se consideriamo che ancora oggi in alcune parti del mondo non c’è nessun riguardo per la donna, mai libera di esprimere i suoi desideri o di opporsi.

4. Indirizzato a tutti gli strati sociali. La società hindu è una società profondamente castale, fortemente legata ai diritti e ai doveri dei gruppi sociali. Le dottrine della Legge Sacra e dell’Utile erano una prerogativa degli strati più alti della società, ma questo non vale per il Desiderio. Il kama è destinato a tutti, così lo è anche alle caste inferiori. Un segno più unico che raro di equità, come non se ne troveranno così facilmente nella storia dell’India.

5. Una forma di istruzione per la donna. Proprio perché destinato anche agli strati sociali più bassi, l’istruzione data dal Kamasutra è destinata anche alle donne da sempre escluse da qualsiasi attività o conoscenza. Anzi, essere buone mogli vuol dire anche essere in grado di soddisfare il proprio marito, ma non ci si ferma qui: le donne devono saper leggere, scrivere e contare, devono essere in grado di tenere la contabilità della famiglia e di amministrare la casa. Il Kamasutra è dunque un vero e proprio “manuale di vita” per la donna che non può participare alla vita culturale.

6. Le donne hanno la stessa natura dei fiori. Vatsyayana ha una visione dolcissima della donna, e la dipinge delicata come un fiore. Bisogna dunque toccarla con delicatezza, senza mai forzarla, e avvicinarla solo quando mostrerà piena fiducia e arrendevolezza. Non bisogna spaventarla o farle pressione altrimenti svilupperà sentimenti di paura e astio nei confronti dell’amante. C’è da dire che, sempre secondo Vatsyayana, la prima mossa spetta sempre all’uomo, e la donna può fare avances solo quando è l’uomo a lasciarle prendere l’iniziativa. Ma siamo pur sempre nel III secolo, sfido chiunque a trovare un parallelo nella letteratura occidentale.

7. Vastyayana è il primo a riconoscere l’esistenza dell’orgasmo femminile. La donna non è un dispositivo che serve a dare piacere all’uomo, anche la donna ha i suoi desideri e perviene al loro soddisfacimento. Anche la donna prova piacere, esattamente allo stesso modo dell’uomo. Nessun altro lo aveva ancora detto, nessun altro lo dirà ancora per molto tempo.

8. Concezione positiva delle cortigiane. La cortigiana è una figura appartenente alla società e ivi attiva, un personaggio dunque degno di rispetto che non va emarginato o additato. I sultani sono i loro migliori clienti ed è frequentissimo trovarle nelle regge reali, sono le donne più libere di agire della società indiana in quanto svincolate da ogni legame matrimoniale. Il loro scopo primario è il perseguimento dell’Utile, il guadagno, e non devono assolutamente essere considerate impure, perché non lo sono.

9. Le vedove possono risposarsi. Non è così scontato, perché nella società dell’India antica alla morte del marito la donna doveva gettarsi sulla sua pira funebre e sacrificarsi per lui, morendo così tra le fiamme. Tradizione oggi illegale, ma nel III secolo ogni donna che non si gettasse nel fuoco delle ceneri del marito era denigrata e considerata una traditrice, destinata alla miseria. Per Vatsyayana no, anzi. La vedova può risposarsi, se lo desidera, svincolandosi dal terribile dovere di sacrificare se stessa.

10. L’amore omosessuale è lecito, non condannato né condannabile. Il kama mira al raggiungimento del piacere, è soggettivo ed esistono infiniti modi di amare, tanto che il Kamasutra non può certo elencarli tutti. Ma un capitolo particolare è dedicato all’amore omosessuale, addirittura sollecitato e regolamentato, perché il suo scopo sia quello di dare piacere a entrambe le parti della coppia. Roba che Medioevo, levati proprio. 

Insomma, una visione più che attuale del sesso e del rapporto fra due persone elaborata mentre i Romani ancora pensavano a conquistare il mondo. Il Kamasutra è rappresentazione di rapporti dolcissimi, delicati, mai forzati, che obbediscono alle leggi della natura e della società. Perché non c’è niente di più naturale e di più puro del desiderio di unirsi a qualcuno.

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Gaia

Studentessa per sbaglio, viaggiatrice per scelta, lettrice da una vita. Nata per fare la principessa, ma pare che l’Italia sia “una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Sono una scrittrice con il sogno di vivere delle proprie parole. Nel frattempo, accarezzo gattini. E mangio lasagne.

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