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La Giornata mondiale del Libro e del Diritto d’Autore: perché?

Il 23 aprile è stato designato dall’UNESCO come Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nota anche come Giornata del libro e delle rose grazie alla tradizione secondo la quale in Catalogna i librai siano soliti una rosa per ogni libro venduto, un evento per promuovere la lettura e la pubblicazione dei libri. Perché?

Tutto risale al 23 aprile 1616. Madrid, Spagna, e Stratford-upon-Avon, Regno Unito.

Quattrocento anni fa morivano Miguel de Cervantes e William Shakespeare, due capi saldi della letteratura europea ai quali le lingue spagnola e inglese odierne devono molto. Due autori geograficamente distanti ma letterariamente vicini, due facce dello stesso periodo storico. All’uno è stata dedicato il cratere Cervantes, sulla superficie di Mercurio, all’altro l’asteroide 2895 Shakespeare. Il primo reso famoso dal suo Don Chisciotte della Mancia, il secondo dai suoi drammi e dalle sue commedie. Ma qualcosa in comune devono pur avere.

Ritratto di Miguel de Cervantes

Cervantes si forma culturalmente fra XVI e XVII secolo, in pieno clima rinascimentale e poi barocco, un arco temporale che trova in lui un interprete ben radicato nei problemi dell’uomo di quel tempo. Nelle sue opere si coglie l’esigenza di indagare sui sogni, sull’ignoto e sulla follia per comprendere la coscienza umana in tutti i suoi aspetti. L’uomo deve liberarsi dei rapporti sociali per essere libero e scoprire la sua identità, e chi meglio di Don Chisciotte può interpretare questo ruolo: l’idealista cavaliere e il suo realista cavaliere Sancho Panza sono due modi di osservare e interpretare la medesima realtà, tema centrale di tutto il romanzo. Cervantes cerca dunque di adattare il suo stile alle esigenze rinascimentali, ma in lui resta fin troppo forte la ricerca personale ed emotiva in cui la letteratura è ricca di intuizioni e invenzioni. Infondo, il Don Chisciotte non è altro che l’espressione culmine di un disagio di vivere che aleggia intorno a un mondo sempre sognato, ma mai esplorato.

Ritratto di William Shakespeare

Shakespeare, dal canto suo, non è estraneo al mondo del sogno e dell’interiorità umana, ma la sua indagine verte più sui sentimenti umani: l’amore, il desiderio di potere, la paura della morte, la presa di coscienza della fugacità della vita. I sentimenti e gli stati d’animo umani sono presentati nella loro varietà e complessità, senza tralasciare la dimensione fantastica e irrazionale che Shakespeare riprende dalla tradizione popolare medievale (le streghe in Macbeth, gli spettri in Amleto, gli elfi in Sogno di una notte di mezza estate). Questi esseri sovrannaturali non sono altro che le angosce e i sensi di colpa dell’essereumano, caratteristiche di un eroe che arriva a nobilitare la sua morale solo attraversando conflitti di coscienza e numerose sconfitte personali. Il Rinascimento dunque influenza anche il drammaturgo inglese, in quanto nelle sue opere sia sempre raffigurato l’uomo che afferma se stesso e la sua razionalità contro i limiti della realtà, ma in lui fa già capolino quell’incertezza barocca, la mutevolezza della sorte, l’assurdità della vita.

Due mondi trasognati, lontani dalla realtà, ma appartenenti a due schieramenti differenti. In termini politici, se definissimo Cervantes un “centro-rinascimentale” allora potremmo identificare Shakespeare un “centro-barocco”. A unirli l’incertezza e il senso di dispersione, a separarli una lingua di oceano.

Dunque, due punti di vista che guardano con occhi diversi a uno stesso contesto, e che ne traggono le stesse conclusioni. Come dice lo shakespeariano principe Prospero ne La tempesta, “noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e la nostra breve vita è cinta di sonno”. Ma nel dittico realtà-illusione casca anche il longilineo Don Chisciotte, che folle non riconosce più il mondo sensibile da quello immaginario e ha bisogno del suo fedele scudiero, tarchiatello e paffuto, per rendersi conto che sta lottando solamente contro dei mulini a vento.

La Giornata del libro è particolarmente sentita in Catalogna, dove una tradizione risalente al medioevo vuole che ogni uomo regali alla sua donna una rosa rossa, ma a partire dal 1996 viene festeggiata in tutto il mondo con numerose manifestazioni. Una giornata che si propone di incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e a valorizzare il contributo che gli autori danno all’umanità, e quale data migliore se non il giorno in cui due autori di tale portata ci hanno lasciato, consacrando per sempre la loro opera al servizio della cultura.

di Gaia Rossetti

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