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La Giornata Mondiale della Stampa: la forza di un diritto

Puntuale, bussa alle porte di questo 3 maggio 2021 la ventottesima Giornata Mondiale dedicata alla Libertà di Stampa. Una sveglia che farà vibrare il paniere dei media all’insegna delle più celebri testate e citazioni di grandi giornali, giornalisti e editori. La verità è che il World Press Freedom Day non nasce solo a salvaguardia dei protagonisti di questa professione, ma anche, e soprattutto, per tutelare la storia travagliata di un diritto fondamentale: la libertà di espressione.

Coincidenze?

È affascinante pensare che ogni terzo giorno del mese di maggio la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa tenti di rincorrere a perdifiato la possibilità di trovare ancora pagine di giornali affisse, in vista del 25 Aprile, in tutte le città italiane. I grandi titoli delle testate nazionali ricoprono le strade in preda a quello che fu un momento di fermento ed entusiasmo. Le prime pagine dell’Avanti!, del Corriere della Sera, dell’Unità e del Popolo gridavano esuberanti, nell’aprile del ’45, la gioia di una doppia libertà: quella vinta dalle truppe alleate degli anglo-americani e la ritrovata libertà di stampa politica concessa dal Psychological Warfare Branch. Ma la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa ha in realtà origini decisamente meno longeve.

 

La Giornata Mondiale della Libertà di Stampa

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite decide di proclamare il 3 maggio World Press Freedom Day solo nel dicembre del 1993 in corrispondenza dell’anniversario della Dichiarazione di Windhoek. Dal titolo: “Promuovere un indipendente e pluralista organo di stampa africano”, il documento viene emesso dai giornalisti africani durante un seminario organizzato dall’UNESCO nella capitale della Namibia, dal 29 aprile al 3 maggio 1991. La Dichiarazione nasce come resoconto composto da principi di stampa liberi per raccogliere i media pluralisti indipendenti di tutto il globo sotto un’unica volontà e strumento di democrazia.

A partire dal 1993 le Nazioni Unite celebrano la Giornata della Stampa conferendo a individui, organizzazioni o istituzioni il premio UNESCO/Guillermo Cano World Press Freedom Prize. Un riconoscimento che porta il nome di un giornalista colombiano, Guillermo Cano Isaza ucciso davanti alla sede del suo giornale (El Espectador) il 17 dicembre 1986 per mano di trafficanti di droga infastiditi dalla sua penna audace.

 

La Libertà di Stampa in Italia

All’interno del panorama globale l’Italia si posiziona oggi come settantatreesima nella classifica per la libertà di stampa. Nulla di cui stupirci, il nostro paese “vanta” di una lunga tradizione censoria che annovera un’alta casistica di vittime della censura. Chiunque si sia imbattuto in una pagina della storia del nostro paese non può che ricordare il celebre Delitto Matteotti o la rigida censura preventiva imposta della chiesa per gran parte del secolo scorso. Dal biennio rivoluzionario di metà ‘800, l’applicazione delle leggi liberali dello Statuto Albertino, l’esclusione della stampa durante il Primo Conflitto Mondiale, alla fascistizzazione dei fogli di informazione nel 1925 e alla censura democristiana degli anni ’60, la storia della libertà di espressione in Italia ha conosciuto momenti di forte tensione e precarietà.

La Giornata Mondiale della Stampa è la manifestazione oggi di un diritto fondamentale e come tale si inserisce nella nostra costituzione (Art. 21) e nell’Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1948 a tutela della libertà di parola.

La forza di un diritto 

Il primo comma dell’Articolo 10 della CEDU (Comunità Europea dei Diritti dell’Uomo) cita:

Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera […]

Se c’è qualcosa che abbiamo compreso dal particolare periodo storico che l’umanità sta vivendo da un anno a questa parte è l’incessante necessità che ha la comunità e il popolo, inteso come cittadino, nel diritto di essere informato e nel dovere, delle autorità di informare in modo professionale. La libertà di pensiero è nulla di più naturale, un mezzo, ma anche un dovere e un diritto che in grazia della sua forza la storia non sarà più in grado di velare e, nel nostro piccolo, facoltà grazie alla quale queste parole non avrebbero conosciuto né foglio né la vostra lettura.

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di Giulia Villani.

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