Socrate attacca: Renzi è solo un Icaro con correnti di cera!

-Ragazzo! Ancora qui?
-Scusi, San Pietro. Purtroppo mi tocca. Socrate è arrivato?
-Non lo so.
-Si chiama plagio, San Pietro.
San Pietro mi guardò storto, poi capì.
-Ah. Socrate. Sa di non sapere.
-Si.
-Non fa ridere.
Probabilmente non faceva ridere, ma non m’interessava. Tra alcune colonne greche con capitelli dorici che erano disposte ordinatamente sugli argini di un fiume d’acqua cristallina, Socrate stava passeggiando venendo verso di me. Quel viso così famigliare, visto spesso nei libri di scuola, mi faceva sorridere. Appena incrociammo gli sguardi ricambiò il mio sorriso. Accanto a lui, un giovane uomo gli porgeva un bicchiere d’acqua.

Socrate, è un piacere per me poterla intervistare.
Sono contento anche io di essere qui. Anche se, a dire il vero, non avevo molta scelta.

Come mai?
A quanto pare ha dei santi in paradiso. Non possiamo letteralmente rifiutarci.

Capisco. È una scocciatura per lei?
In realtà no. Apprezzo l’intervista e l’essere intervistato. Il dialogo è sempre ben accetto.

Il dialogo che, in fondo, era per lei il “vero” metodo gnoseologico.
Chiaramente. Conoscere il mondo dipende dalle parole. Non esiste verità del singolo, ma solo sviluppo della comunità. Dialogare è un modo di conoscere, ma anche di imparare e di insegnare.

Un punto di partenza condivisibile, ma male utilizzato da una branca della filosofia a lei vicina.
I sofisti sfruttarono ciò che di più puro ci fosse per fini oscuri. Non si dialoga per convincere della propria verità, ma per arrivare alla verità. A volte possono sembrare separati da due sfumature, ma nelle sfumature nascono le differenze.

Si spieghi meglio.
Vede, io ho sfruttato il dialogo. Convincevo le persone con motivazioni razionali e certe, non con un mero sfoggio retorico. E si fidi, non avrei avuto problemi a convincere qualcuno con la retorica.

Qual era il rischio dell’interpretazione sofista?
Non è questioni di rischi, ma di progresso. Se convinci qualcuno che la tua verità, della quale sei consapevole che sia tutto tranne che la verità, solo grazie alla superiorità retorica, sia universalmente valida il mondo fa un passo indietro. La conoscenza dipende strettamente dall’onestà intellettuale. Io so di non sapere tutto, per questo dialogo. Limerò le mie idee con le tue e mi avvicinerò alla piena consapevolezza.

La base della maieutica.
La base e la cima.

La cima?
Certo. La maieutica è la partenza, ma anche il fine.

Ci spiega meglio come funziona?
Dall’arte dialettica si parte, ma all’arte dialettica si arriva. Un continuo insegnare e imparare. Una miscela di discorsi brevi e lunghi per far uscire idee e personalità.

Lo faceva anche con Platone?
Chiaramente. Anche se devo ammetterlo. Fu uno dei pochi casi in cui l’allievo superò il maestro.

Platone le è stato superiore?
Migliore e peggiore non sono giudizi oggettivi, ma soggettivi. Il vento è buono per chi naviga, ma non per chi coltiva. Platone non si fermò all’ammissione di ignoranza, lui ne fece il suo cuore per poter crescere.

Come lei.
Io mi fermai, lui riuscì a superare certi limiti del pensiero.

È un fan di Platone nel dualismo con Aristotele?
Sono di parte, preferisco non esprimermi.

“Conosci te stesso”. Alla fine ci riuscì?
Nel tempo mi sono avvicinato molto alle idee di Eraclito.

“Panta rei”?
Panta rei. Tutto scorre. Anche noi.

Quindi conoscerci è impossibile?
Non ho detto questo. Lei quanti anni ha?

27
E dieci anni fa?

17
Che scuola frequentava?

Il Liceo.
Lo fa ancora?

No.
Capisce? Lei poteva conoscere se stesso, ma un se stesso temporaneo. Noi siamo il fiume. Noi continuiamo a muoverci. Non si può essere sempre nella piena consapevolezza dell’Io, perché l’Io continua a correre.

E come si fa a conoscere se stessi?
Si può conoscere la propria anima anche così, ammettendo che tutto sia in movimento. Ammettendo di non sapere.

Quindi l’ammissione di essere ignoranti anche nei confronti della propria personalità è fondamentale?
Certamente. Vede, nessuno può ammettere a se stesso di essere malvagio. Nessun assassino può sapere di esserlo fino al momento in cui vede la vita spegnersi tra le sue mani. Noi non possiamo mai credere di conoscerci tanto in profondità.

Ma quindi non serve a nulla conoscersi?
Serve. È solo che non può essere un apprendimento definitivo. Bisogna continuare a porsi domande.

Quindi come si può essere consapevoli dei propri limiti se tutto è in mutamento?
Continuando a osservare l’asticella che ci poniamo. Possiamo conoscerci, ma il saggio non deve darlo per scontato.

Rimanendo sempre in una sfera di temperanza.
Evitare gli eccessi. Evitare ciò che ci può fare del male.

Quali sono i mali?
Superbia e tracotanza.

ὕβρις?
Certo. Riconoscere i propri limiti, per quanto in continuo mutamento, ci porta a vivere serenamente. Noi non siamo divinità, non possiamo sostituirci a loro. Pensi a Odisseo. Lui peccò di tracotanza. E venne punito. Pensi ad Agamennone. Lui non riconobbe il proprio limite, pensò di poter fare a meno di Achille. E per poco non perse la guerra. Pensi, per esempio, a Renzi.

A Renzi?
Certo. Dopo le elezioni europee non individuò più il limite. Credette di essere superiore a tutto e tutti e fu l’inizio della sua fine. Ha peccato di tracotanza, non fu temperante.

Come Icaro?
Precisamente. Il vostro Icaro moderno. Volo oltre il 40%, ma le sue ali di cera si squagliarono. Ho visto cera più resistente degli accordi della vostra sinistra. Renzi era un Icaro con correnti del Pd di cera. Non per nulla poi si dovette procurare un’ “ALA”.

Lei visse il periodo di maggior splendore di Atene. Quali sono le caratteristiche fondamentali della politica?
L’onestà.

E la competenza?
La saggezza si accumula, la giustizia non s’impara.

Come vede la politica di oggi?
Parla con la persona sbagliata. Io bevvi la cicuta per delle accuse. Qua c’è gente che nemmeno da le dimissioni.

Voterebbe oggi?
In Italia?

Si.
Votare è un diritto e un dovere. Io non ho esercitato la carriera politica, se non un compito nella bulè.

Che cosa voterebbe?
Non saprei sinceramente. La vostra politica non m’interessa. Dopo il tradimento di Tsipras per me nulla ha più senso. Probabilmente sarei indeciso tra +Europa e il Movimento 5 Stelle.

Liberi e Uguali?
Per carità. D’Alema ha studiato retorica con me.

Forse è meglio evitare l’argomento politico. Tornando a Odisseo, parla spesso con Omero?
Non parlo con la mia fantasia, come invece fa lei.

Nel senso che Omero non…
Omero non esiste. Lo sa meglio di me. Non facciamo i filologi alessandrini. Il demone della creatività non ha bisogno di un nome.

Crede che la poetica del genio possa essere paragonata al suo demone? Kant fece evolvere il suo principio divino nell’imperativo categorico, parlando di una concezione morale dell’uomo.
Io ho posto delle basi solide, a volte inconsapevolmente.

È un si?
In un certo senso.

Quali filosofi moderni ha apprezzato?
Come già fatto intendere, direi Kant. E Kierkegaard.  Decisamente intrigante.

Gorgia e Protagora?
Non me ne parli.

Chi non le è piaciuto?
Per motivi diversi Hegel e Nietzsche. Il secondo, per quanto fosse consapevole che esistessero i limiti, fece finta di non vederli. Il superuomo è un concetto pieno di tracotanza. Il primo, invece, peccò di comprensibilità. Come puoi far crescere qualcuno se non ti fai capire? È fondamentale farsi capire.

Come passa le sue giornate?
Condivido la mia conoscenza con chi la richiede.

Ha dei rimpianti?
No. Si può sempre fare di più, ma io ho vissuto coerentemente. E poi, a essere sinceri, la morte ha confermato una delle mie teorie.

Quale?
L’esistenza dell’anima e la sua immortalità. Sono qui, avevo ragione.

 

Un’ultima domanda in chiusura. Lei esiste davvero o è solo una maschera di Platone?
La verità è ricerca. Chi sono io per rovinarvi il viaggio?

 

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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