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Michael Jackson : This is it

12 anni fa ci lasciava Michael Jackson, mito vivente che non ha dato solo una svolta al mondo della musica, ma ha lasciato un segno indelebile in tutte le persone che hanno ascoltato la sua voce, ballato i suoi pezzi e cercato di imitarlo.

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Sono le 14:26 di giovedì 25 Giugno 2009 e tutto il mondo si ferma. Motori di ricerca, siti web impazziscono e si bloccano. Una notizia sta circolando, fin troppo velocemente anche per il mondo di internet. Tutti stanno digitando, scrivendo e per 30 minuti il buio, le ricerche vengono addirittura bloccate. Michael Jackson, il Re del Pop, è morto a Los Angeles all’età di cinquantun anni.

Un’esistenza travagliata quella di Jacko, l’eterno Peter Pan che fece della sua vita un vero e proprio show con colpi di scena ed enormi successi. Il tutto condito da uno straordinario talento, inarrivabile, inimitabile e indimenticabile. Un concentrato di energia, dedizione, amore, fede, sacrifici, passione e forza.
Michael Jackson è stato molto più di un artista e per poterlo raccontare, non basterà lo spazio di questo articolo. Non solo perché la sua vita è stata intensa o la sua carriera costellata di successi. Si potrebbe ricordare il numero di dischi venduti nel mondo: un miliardo fra singoli e album oppure i premi vinti, ben novecento, che lo rendono l’artista più premiato della storia.

Bambino prodigio e talentuoso, Michael muove i suoi primi passi nella musica grazie al padre che, nonostante l’educazione rigida impartita ai figli (dai racconti di Jacko sappiamo che era solito infliggere severe punizioni fisiche), li spinge nella formazione di un complesso: i The Jackson 5.

La mia infanzia mi è stata completamente tolta. Non avevo il Natale, niente compleanno. Non ho avuto un’infanzia normale, neanche il piacere di stare con gli altri bambini. Questa è stata sostituita dal lavoro e anche con il successo materiale e professionale, ma che comunque non mi consentirà mai di ricreare quella parte della mia vita – Le parole di Michael Jackson alla premiazione dei Grammy Awards 1993

Jackson nasce quindi personaggio, artista, performer. Non ha tempo libero per giocare, deve provare con i suoi fratelli ogni minuto libero dopo la scuola. E forse è proprio quest’infanzia mancata, portata via dal successo che non lo farà mai sentire completamente all’altezza della situazione. Nonostante il suo enorme talento e i traguardi professionali che raggiungerà anche da solista, il senso di inadeguatezza non lo abbandonerà e sentirà sempre il peso della fama una volta sceso dal palco.

Per Michael il palco diventa una sorta di “confessionale” in cui riversare tutto ciò che ha da dire al mondo, attraverso i testi delle sue canzoni e i passi di danza. Jacko è infatti anche un ballerino strepitoso che irrompe nel mondo della musica dance con un qualcosa di mai visto prima. Un ritmo, una sensualità e una capacità di coinvolgimento che mai più troveremo in un artista.

Michael Jackson come eroe di un mito che viene punito dal destino perché si è avvicinato troppo alla divinità.
Nulla gli verrà scontato, dai matrimoni naufragati alle accuse per molestie su minori, fino all’aspetto estetico che rispecchiava, secondo i più, un uomo ormai provato, sempre più debilitato dai molti farmaci che assumeva. Abbiamo tutti acclamato Michael Jackson di Thriller, del passo Moonwalker, del “grido” più famoso e riconoscibile della storia della musica. Ma dietro la grande pop star si nascondeva l’animo di un uomo fragile e sensibile, capace però di affrontare ogni avversità.

“C’è molta gelosia in giro, io amo tutte le razze, io amo tutta la gente, ma a volte nella gente c’è il diavolo e diventa gelosa. Ogni volta che c’è un luminario che va oltre i propri limiti del suo campo, la gente tende ad essere gelosa e cerca di farlo cadere, ma essi non possono farlo con me, perché io sono molto forte […]”

Salutiamo Michael Jackson citando una sua canzone e ricordando a tutti noi che la musica ha questo enorme potere intrinseco: non muore mai. Esattamente come le leggende. Esattamente come Michael.

Though we’re far apart
You’re always in my heart

But you are not alone

di Irene Evangelista

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