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Perché gli influencer non sono tutti uguali: il libro di Camihawke

Camihawke è l’ennesima influencer che ha scritto un libro. E allora? Il mondo dei quasi-adulti raccontato come nessuno aveva mai osato fare prima.

Già definirlo “il libro di Camihawke” è sbagliato. Con Per tutto il resto dei miei sbagli, Camilla Boniardi si spoglia della sua immagine social ed è semplicemente se stessa. Perché la storia è la sua, una sorta di autobiografia vestita da romanzo in cui trovare conforto e, perché no, un po’ di serenità. “Come Marta, anche io a venticinque anni mi sentivo persaconfida Camilla, su Instagram Camihawke, a Jolanda di Virgilio, che l’ha intervistata per Il Libraio. E il suo libro è l’occasione di dimostrare che non tutti gli influencer sono uguali, e che non tutto ciò che gira sull’internet è spazzatura.

Una trama semplice e un finale scontato, ma che in un mondo che punta tutto sulla superficialità – e su poco altro – fa bene al cuore. Marta, la protagonista, è una studentessa universitaria milanese che cerca la sua strada fra amori adolescenziali e insicurezze finché non conosce Leandro, frontmandi una delle sue band preferite, con il quale sboccia una relazione che è qualcosa di più rispetto a tutto quello che Marta aveva conosciuto fino a ora. “Un amore antico” è ciò che Camilla ha voluto donare ai suoi personaggi, un amore che ricorda facilmente (e che si ispira a) quello sbocciato fra lei e Aimone Romizi, il cantante dei Fast Animals And Slow Kids, perché è questo che l’autrice ha voluto dare ai suoi personaggi: scambi epistolari, canzoni dedicate, dolcezza e condivisione. Un rapporto che vuole essere un’àncora di salvezza per Marta, nel fiore di un’età così difficile, ma di cui non si parla abbastanza. A venticinque anni hai– quasi – tutte le porte aperte davanti a te, ma sei ancora troppo impaurito e insicuro per scegliere quale soglia varcare. Camihawke ha trovato il suo sostegno e l’ha voluto regalare ai suoi personaggi.

La copertina di Per tutto il resto dei miei sbagli

La casa editrice Mondadori si è più volte “macchiata” del crimine di aver pubblicato testi di personaggi iperconosciuti, ma non altrettanto attenti alla lingua italiana. Con Camilla Boniardi, però, la cosa è andata diversamente. Camilla ha un seguito importante sui social che riesce a mantenere attivo e interessato – intrattenere con successo 1.2 milioni di followers su Instagram non è certo semplice – e questo non è solo dovuto alla quotidianità e alla semplicità delle piccole cose che sceglie di mostrare.

Camilla Boniardi ha una capacità comunicativa impressionante, fatta di inglesismi volutamente storpiati e neologismi azzeccati. Alle spalle ha una formazione classica e una laurea in Giurisprudenza, percorso che le ha conferito un’abilità di parola impressionante e che non dovremmo dare per scontata. Con il suo tono di voce vivace e la sua incredibile capacità di usare sempre le parole giuste, Camihawke si distingue dalla massa di tutti quelli che sull’Instagram parlano tanto, ma dicono davvero poco. E il suo libro – scritto in un italiano semplice, ma pulito – si distingue dagli oltremodo celebri romanzi di influencer che parlano di trucco e corna per inoltrarsi nel mondo di quei quasi-adulti che hanno ancora le incertezze degli adolescenti, ma già la consapevolezza degli adulti.

Se cercate il vincitore dello Strega beh, non è certamente questo il caso, e Camihawke lo sa e lo grida forte e chiaro fra una rece-umile e una hit inventata sul momento mentre prepara tiramifake. Ma che il suo sia un lavoro valido e apprezzato dobbiamo riconoscerlo, perché per ogni influencer che spara codici sconto e mette la virgola fra soggetto e verbo c’è almeno un comunicatore che ha coraggio da vendere. E Camilla Boniardi ce l’ha avuto, mettendo a nudo questa fase della sua vita e scrivendolo nero su bianco.

di Gaia Rossetti

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