Pioggia

Una malinconica luce giallastra indugiava sulla nostra città mentre noi, per proteggerci da un cielo scuro e adornato da nuvole gonfie e veloci, sediamo all’interno di un piccolo locale del centro. L’intento di scaldare le nostre timide voci davanti a due calici di vino. Le dita delle nostre mani, le une di fronte alle altre, tamburellano sul tavolo, quasi sfiorandosi, facendo una sorta di slalom tra i bicchieri, mentre una vecchia lampada a olio le illumina appena.
Fuori la pioggia scendeva copiosamente. Uno scrosciare fastidioso proviene dai tetti spioventi delle case e dalle loro grondaie montate male. Scialbi colori sprigionati dai molti ombrelli economici delle persone riversate nelle vie provano a dipingere timidamente l’ambiente circostante. 

Mentre sorseggio avidamente il mio bicchiere di vino, le persone incontrano il mio sguardo fuggitivo, riesco a incontrare dei sorrisi. Ho dimenticato quanta luce c’è nel mondo. Ci sono sorrisi che sono riserve di luce. Nel viso di persone sconosciute. Pronti a offrirti la cura ad ogni problema, anche solamente per pochi attimi. E farti addormentare, a serata conclusa, con il sorriso di un bambino sul tuo viso.
Una volta usciti dal nostro rifugio artificiale sento i suoi polmoni che si aprirono e, come animati da un afflato romantico, iniziano a respirare profondamente fino a godersi quell’aria umida e pulita. 

È sempre lucida quando parla, ragionevole, così sicura di se stessa e di me, mentre io so di essere l’esatto opposto. 
D’un tratto termina il suo discorso, cingendomi il collo, sento le sue braccia minute ma calde, i suoi occhi penetranti alzati verso i miei che trasmettono uno sguardo colmo di speranza. 
Cosa rispondere, come comportarsi, ricordo solo che in quel momento imparai una bellissima lezione. Senza darle nessuna risposta.
La donna è sempre donna. Nei momenti cruciali della vita, una donna non ragiona, sente. Che il suo estremo riparo, quello che poi la spinge all’azione, è il cuore, non la testa. 
Ma ciò nonostante continuai a restare in silenzio. Non perché fossi confuso, o esitante. Ero semplicemente triste, d’un tratto tremendamente triste, perché in cuor mio sapevo che non l’avrei mai più stretta così, sotto quella pioggia.

The following two tabs change content below.

andreasieperso

Pianeta Terra
Trent’anni all’anagrafe. Biologo su un pezzo di carta. Ha un passato come musicista nella scena punk italiana. La sua esperienza lavorativa spazia in molti campi, le uniche sua costanti sono il disegno, la scrittura e la cucina vegetariana.

Ultimi post di andreasieperso (vedi tutti)

Lascia un commento

Privacy Policy