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Quando Velluto Blu fu rifiutato alla Mostra di Venezia a causa di Isabella Rossellini

Per il compleanno di Isabella Rossellini ripercorriamo lo scandalo che la performance dellattrice nel film Velluto Blu di David Lynch (1986) suscitò quando fu proiettato per la prima volta. Quello di Dorothy Vallens è il ruolo che lha resa famosa in tutto il mondo.

Trama:

Un giovane studente torna nella sua città natale per assistere il padre malato; in un terreno abbandonato trova un orecchio umano e lo porta alla polizia. Da qui inizia a investigare, insieme alla figlia del detetective, su cosa stia succedendo: entra così nella vita della pericolosa e vulnerabile cantante Dorothy Vallens (Isabella Rossellini), femme fatale che lo trascina nella torbida spirale coinvolto della malavita locale.

Lestetica della femme fatale:

Il film noir di culto del regista David Lynch suscitò polemiche alluscita per la sua esplicita natura perversa e sadomasochista; lopera si configura come unanalisi del subconscio umano, una catabasi nelle più torbide abitudini sessuali degli abitanti di quella che allapparenza è una tranquilla cittadina americana.

Si tratta di una teorizzazione dellestetica dei film noir in chiave moderna, al centro della quale viene posto il dualismo femminile: da una parte la brava ragazza ( interpretata da una giovanissima Laura Dern), dallaltra la femme fatale (proprio Isabella Rossellini) che  instrada verso la perdizione e il Male (secondo la definizione di Lynch) ma contemporaneamente ne è vittima. Un personaggio ambivalente, una delle eroine del cinema più iconiche, un mix di vulnerabilità e sensualità, bellezza e glamour, che solo la Rossellini poteva mettere in scena. Isabella infatti più volte in varie interviste disse di essersi ispirata per la sua interpretazione alle carcasse delle mucche esposte nelle macellerie e alle rappresentazioni della carne dei dipinti di Francis Bacon: in questo modo sarebbe riuscita a veicolare la vulnerabilità del personaggio e a mettere in difficoltà lo spettatore.

Partendo da queste premesse, le sensazioni che quindi emersero durante le prime proiezioni della pellicola erano prevedibili.

Nel 1986, durante una conferenza stampa riguardo il suo nuovo film Velluto Blu appena proiettato, David Lynch disse: “Non voglio spiegare certe situazioni del mio film. Preferisco che siano gli stessi spettatori a decifrarle, con la loro libera interpretazione. Al suo fianco sedevano Isabella Rossellini, la protagonista, e Dino De Laurentiis, distributore del film in Italia.

Larrivo del film Velluto blu in Italia scatenò più di qualche semplice polemica: la pellicola infatti è passata alla storia non solo per limportanza che lopera riveste nel percorso creativo di Lynch e nella sua filmografia, ma soprattutto per quello che accadde alla Mostra del Cinema di Venezia.

Presentato in prima mondiale a Montréal, Velluto Blu attirò subito la curiosità di molti, in primis quella dellallora direttore della Mostra di Venezia, il decano Gianluigi Rondi, ignaro però di alcune scene in cui figura il corpo nudo e seviziato, della figlia di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman. Come ricorderà successivamente il produttore De Laurentiis: «Il signor Gianluigi Rondi mi aveva chiesto di vedere il film a Roma. Dopo venti minuti di film, quando Isabella Rossellini appare nuda sullo schermo, ha interrotto la proiezione e ha quasi urlato Per la memoria di Roberto Rossellini, questo film non sarà mai presentato alla Mostra di Venezia”». Il direttore aggiunse inoltre che lunica cosa positiva era che la sua amica Ingrid Bergman non fosse viva per assistere allo scempio immorale cui veniva sottoposta sua figlia nella pellicola.

Il direttore della Mostra in quellanno decise dunque di escludere dalla selezione ufficiale il film per i nudi di Isabella e le scene scabrose che, a parer suo, avrebbero offuscato la memoria di Ingrid Bergman. Isabella Rossellini in seguito commentò laccaduto dicendo che si aspettava che qualcuno non avrebbe apprezzato quelle sequenze forti, ma: non avrei mai pensato che quelle scene, indispensabili per il film diventassero oggetto di polemica. Quello che più mi piace di Velluto Blu è che oltre ad essere un giallo è un’ opera astratta e piena di emozioni, con le sue sensazioni di paura, mistero e perversione“.

di Giorgia Grendene

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