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“Rai story”: dall’alba del tubo catodico al tramonto nell’era digitale

La Rai (Radiotelevisione italiana) è la società concessionaria italiana ad aver trasmesso il primo canale televisivo nel 1954. Nacque nel 1924 con il nome di “Unione radiofonica italiana” svolgendo servizi di radioaudizioni circolari, per poi trasformarsi in “Ente italiano per le Audizione Radiofoniche” e infine RAI. Il 3 gennaio 1954 Fulvia Colombo diede avvio alle trasmissioni televisive regolari, ma non per tutta Italia: solo il 36% della popolazione, infatti, aveva accesso alle trasmissioni Rai, poiché i trasmettitori non garantivano una vera e propria copertura nazionale. “Arrivi e partenze”, delle brevi interviste a vip e personaggi famosi in partenza dall’aeroporto, con un giovane Mike Bongiorno, già a suo agio con il nuovo mezzo, a fare da mattatore in progress. La sera, invece, prese il via “La Domenica Sportiva”, ancora oggi in onda, uno dei programmi più longevi della storia della televisione (non solo italiana). A fine anno la televisione arrivò a raggiungere il 58% della popolazione. Non solo un intento ludico e intrattenitivo, la televisione si trasforma in uno strumento di informazione e formazione educativa al fine di combattere l’analfabetismo degli anni precedenti, contribuendo a creare una lingua nazionale, un po’, concedeteci il paragone, come internet in tempi di “Covid-19”: da passatempo a fonte di informazioni e cultura.

Nel 1955 in occasione delle elezioni per il Presidente della Repubblica, si tenne la prima telecronaca della seduta parlamentare. Nel 1957 venne introdotto Carosello: un contenitore di venti minuti di spot pubblicitari che facevano impazzire qualsiasi spettatore, compresi i bambini (celeberrima per ogni over 60 è la frase “dopo Carosello tutti i letto”, pronunciata da ogni mamma del secondo dopoguerra). A fine novembre del 1958 iniziò la “Telescuola”, una serie di corsi dedicati a bambini che non potevano permettersi di frequentare la scuola dell’obbligo. Poco prima della fine degli anni Cinquanta quasi il 70% della popolazione poteva avere accesso alle trasmissioni Rai, raggiungendo una quasi completa copertura mediatica.

Il boom definitivo avvenne però negli anni successivi, quando nel 1962 nacque “Rete 2”, il secondo canale Rai, a cui seguirono le prove delle prime trasmissioni a colori. Sul finire del decennio si ebbe la possibilità di registrare i programmi televisivi, e oggi abbiamo la possibilità di guardare vecchie trasmissioni su “Rai Teche” o sul programma “Techetechete”, che propone spezzoni di programmi figli di un’epoca ormai lontana, in onda ogni sera su Rai 1.

Negli anni ’70 la RAI iniziò a instaurare collegamenti satellitari con paesi esteri e a fornire le prime trasmissioni a colori in tutta Italia.

Il 14 aprile del 1975 segna una data storica nella storia della Rai e dell’Italia: il controllo della società passò dal Governo al Parlamento al fine di garantire il pluralismo ed evitare di lasciare il principale mezzo di comunicazione in mano a un partito solo, in tempi di bipolarismo. Nel 1977 venne eliminato definitivamente il Carosello e nel ‘79 venne realizzato il terzo canale televisivo a diffusione nazionale e regionale.

Negli anni ’80 venne avviato il Televideo, il servizio teletext della Rai, a cui si aggiunse la sottotitolazione per le persone affette da sordità. Per l’alta definizione bisogna aspettare gli anni ’90, anni in cui vennero mandati in onda i Mondiali di Calcio in Italia e in cui nacque il sito web ufficiale www.rai.it. Grazie alla rivoluzione digitale, Rai ha creato un canale YouTube nel 2005 con all’interno video tratti dalle trasmissioni.

Una storia a cavallo tra due secoli: 5 trasmissioni che hanno fatto la storia:

Il Festival di Sanremo”, in onda dal 1955, un piccolo mondo che mette al centro la musica italiana in tutte le sue forme;

 

 

Super Quark” di Piero Angela e “Ulisse-Il piacere della scoperta” del figlio Alberto: due trasmissioni capaci di intrattenere, narrare e divulgare la cultura e si sa, a scuola li abbiamo visti tutti dagli anni ’90;

 

 

Il classico poliziesco “Il Commissario Montalbano”, in onda dal 1999. Tratto dai romanzi polizieschi del grande Andrea Camilleri, scomparso lo scorso anno. Una serie televisiva di successo, apprezzata e amata da un pubblico fedele;

 

Ballando con le stelle” programma condotto da Milly Carlucci e in onda dal 2005, in cui chiunque può apprezzare e imparare l’arte della danza;

 

Don Matteo”, una serie televisiva in onda da vent’anni che vede al centro Terence Hill nei panni di un prete semplice e astuto. L’atmosfera familiare, l’ironia dei dialoghi e l’amicizia tra Don Matteo e il maresciallo Cecchini gli garantiscono un enorme successo;

 

 

Al giorno d’oggi il modo di vedere e concepire la “televisione” è cambiato. Si può guardare la televisione gratuitamente, attraverso il digitale terrestre, a pagamento abbonandosi a Sky oppure scegliere i principali contenitori on demand come Netflix, Prime Video, Disney+. Non è più necessario avere il televisore: abbiamo la tv (letteralmente) a portata di mano.

La Rai rimarrà per sempre la prima televisione italiana, la prima possibilità per gli italiani di guardare contenuti educativi e di intrattenimento all’interno delle proprie mura domestiche.

Cos’ha di differente Rai a dispetto degli altri canali televisivi? La capacità di proporre contenuti più concreti, informativi e di formazione, nonostante il numero di giovani sia drasticamente calato. Si tornerà a una maggior disinformazione con i nuovi media? Si dice che la storia si ripete sempre, ma onestamente spero di no.

 

 

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Laura Montana Lampo

Laura, 22 anni, sono una studentessa nel campo della Comunicazione. Nel tempo libero amo scrivere e cantare, due attività che mi permettono di poter esprimere liberamente quello che provo e sento. Il mio sogno nel cassetto? Scrivere un libro di poesie ed entrare almeno nel cuore di una persona.

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