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Save the Music: a difesa della musica e dei musicisti

Nasce Save the Music: il nuovo progetto a salvaguardia della musica, per evitare che venga dimenticata.

Una nuova vita per sconfiggere la morte”, un nuovo salvataggio per garantire la sopravvivenza a tanti brani che rischiano di andare perduti per sempre. Sì, forse questa citazione da Final Destination con tratti “harrypotteriani” è un po’ forte, ma non tanto lontana da quella che è l’ideale di fondo di Save the Music, l’iniziativa lanciata recentemente da Marco Brovelli, il fondatore dell’etichetta discografica More Than Indie Records, con sede ad Arona, sul lago Maggiore: salvare la musica e donargli una nuova vita.

In quest’ottica, Save the Music è un progetto a difesa del patrimonio musicale inedito e mai pubblicato. Un servizio pensato e rivolto agli artisti in attività e a chiunque abbia mai autoprodotto singoli, Ep o interi album originali. Che “cosa resterà degli anni Ottanta?”, cantava Raf. Che ne sarà di tutta quella musica mai pubblicata nell’era digitale? Vinili, CD, cassette e produzioni discografiche in mp3 o registrazioni in quel Wma dal sapore nostalgico?

Il nostro obiettivo non è solo la salvaguardia della musica, ma dare vita a una vera e propria comunità di musicisti interessati a difendere e condividere la propria musica che, prima dell’avvento della musica digitale, ha richiesto tempo, energie e denaro per essere realizzata”, fanno sapere direttamente da Save the Music.

Ma come funziona?

La procedura è semplice, basta iscriversi sul sito, fornire un file audio (che verrà pulito e ottimizzato) e la bio dell’autore e al resto penserà Save the Musica, sia al salvataggio, sia alle procedure di distribuzione presso le società di distribuzioni competenti, con annessa distribuzione negli store fisici e online, lasciando ai titolari delle canzoni le royalties derivanti da vendite e ascolti successivi.

Un’iniziativa lodevole che rende giustizia all’arte “sommersa” e – troppo spesso – dimenticata.

di Francesco Inverso

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