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Scrubs: il perfetto drama-comedy

In quanti avranno esclamato “Non hai mai visto Scrubs?” a un amico e insistendo sull’assurdità della situazione? Com’è possibile che dopo 20 anni dalla sua uscita ci sia ancora qualcuno indeciso sul vederla? In questo articolo cercheremo di rispondere solleticare la vostra curiosità e di far emozionare gli appassionati che portano nel cuore tutte le stagioni (tranne la nona, incubo da dimenticare).

Di che cosa parla Scrubs?

Si potrebbe banalmente descrivere come una serie Comedy ambientata nel fittizio ospedale del Sacrocuore. Sì, l’ennesimo prodotto televisivo, insieme a Grey’s Anatomy e Doctor House, che racconta la vita tra le corsie e i pazienti. Tuttavia, la storia di John Dorian, il tirocinante protagonista della serie, e del suo migliore amico, il chirurgo Christopher Turk, non è solo un susseguirsi di episodi divertenti, ma un insieme di vita reale tra le sue assurdità e i momenti di sconforto.

Scrubs si riempie di personaggi unici, bizzarri ma con problematiche e difetti più che verosimili. Tra le mura dell’ospedale troviamo Elliot Read: preparata, goffa, competitiva. Tirocinante anch’essa in medicina, una giovane donna costantemente alla ricerca della perfezione, ma per questo molto spesso con un’insicurezza così forte da farle dimenticare quanto in realtà sia effettivamente nata per svolgere il suo lavoro. Elliot diventerà anche il grande amore di JD, tra numerosi tira e molla. Proseguiamo con i personaggi femminili con Carla Espinosa, infermiera del Sacrocuore, già ben inserita nella realtà dell’ospedale: tenace, affettuosa, a tratti irruenta. Stringerà un amore indissolubile con Turk.

Nella gestione dell’ospedale troviamo Percival “Perry” Ulysses Cox, sarà lui a occuparsi dell’educazione JD ed Elliot. Caratterizzato da un’ironia tagliente, il classico burbero, ma saggio e soprattutto con un cuore d’oro. A capo dell’ospedale abbiamo Robert “Bob” Kelso, anni di esperienza sul campo e una bella faccia tosta l’hanno portato a gestire la baracca. Può sembrare spietato e menefreghista, ma se l’ospedale funziona è perché in fondo ci sa fare veramente. Infine, ma non per importanza, l’unico e inimitabile! Nemico giurato di JD dal giorno uno, misterioso e determinato: l’inserviente.

La ricetta perfetta

Scrubs è l’esempio perfetto del Dramedy, ovvero una serie che unisce personaggi divertenti, scene esilaranti e momenti tragici, riflessioni sulla vita. Probabilmente questo è proprio il fattore che ci ha portato a innamorarci della storia e dei suoi personaggi, un po’ come se fossimo cresciuti insieme a loro affrontando tutte le difficoltà e le gioie del loro percorso.

“Credo che il senso di solitudine sia una delle esperienze più universali. Probabilmente ci sono un sacco di persone che provano la stessa sensazione. Forse è perché ci sentiamo abbandonati da tutti, o perché capiamo di non essere autosufficienti come credevamo, o perché sappiamo che dovevamo comportarci in modo diverso, o perché scopriamo di non essere bravi come credevamo; qualunque sia il motivo, quando tocchi il fondo puoi sempre scegliere: lasciarti andare all’auto-commiserazione o stringere i denti. Sta a te.” (J.D.)

Morte, impegno e amore

Episodio dopo episodio Scrubs è riuscito a toccare diverse tematiche, tra cui la morte. È infatti normale in un ospedale doversi scontrare con essa. La morte e il lutto in Scrubs non è mai banale o sempre uguale; può essere dettata dall’errore di una diagnosi, può diventare un’onda che ci colpisce in pieno viso, improvvisa e devastante, ma può anche arrivare in silenzio, con la calma e la saggezza che si porta dietro. La morte in una serie principalmente composta da episodi felici, appare invece totalmente realistica e necessaria, senza esagerazioni per far mantenere con il fiato sospeso i lettori.

Scrubs parla anche di impegno, di imperfezioni. Una serie in cui l’efficienza nel proprio lavoro vale delle vite, ma che non può insinuarsi costantemente nella vita privata. I personaggi si trovano spesso a riflettere e a combattere con sé stessi e con il proprio lavoro.

“Se c’è qualcosa che sai di saper fare, che sia intubare un paziente o usare un gabinetto all’aperto, e la tua mente continua a impedirtelo, ora sai di poterlo superare.” (Dott. Kevin Casey)”

Altro elemento essenziale della serie è la presenza costante dell’amore: verso il proprio lavoro, platonico o romantico. Dobbiamo ammetterlo, JD e Turk sono la coppia migliore dell’intera seria, un duo inseparabile in grado di completarsi, comprendersi e superare ogni litigata. Il loro è un rapporto in grado di insegnare il grande valore dell’amicizia.

Scrubs ci ha insegnato che l’amore esiste in moltissime forme, può essere lineare o turbolento, silenzioso o urlato al mondo, timido o passionale. L’importante è che ci sia.

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