Siddharta: Ricercare il proprio io

Che cos’è vivere? Che cos’è morire?
L’esperienza aiuta a crearsi una morale o la morale aiuta a godersi le esperienze?
Meglio la redenzione dopo aver commesso un errore o meglio evitare gli errori vivendo secondo morale?

 La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come le stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in sé stessi la loro legge e il loro cammino.

No, IoVoceNarrante non è diventata la versione web di un programma di Marzullo. Eppure ci sono domande che non ci si può non porre prima e dopo aver letto Siddharta di Hermann Hesse. Domande che aiutano a scavare nel proprio io, come un novello Siddharta, appunto, sulla via dell’illuminazione, a caccia di se stesso e del tutto. Perché anima e anima del mondo devono continuare a mantenere il proprio equilibrio.

Ho capito che avevo molto bisogno del peccato, avevo bisogno della voluttà, dell’ambizione, della vanità, e avevo bisogno della più profonda disperazione, per smettere di confrontarlo con un certo mondo da me desiderato, con una specie di perfezione da me voluta. Per lasciarlo, invece, così com’è. Per amarlo e appartenergli con gioia.

Leggere Hermann Hesse è uno dei piccoli piaceri che la vita ti riserva, durante una corsa in metro nella fiumana di gente di Milano. O disteso sull’erba, guardando il cielo riflettersi nel lago. Leggere a caccia del proprio Io, mentre tutto cambia prospettiva e senti il tempo sfuggirti dalle mani.

 

Parole vuote, le mie, parole dense le sue.
Ecco tre motivi e tre momenti per leggerlo:

1 – Mentre guardi delle vecchie fotografie, disteso nella penombra, pensando al passato e ai tuoi errori, convinto di non poter cambiare.

2 – Mentre il sole tramonta dietro i palazzi di Milano, tra un viaggio e l’altro, quando tra un treno perso e uno preso, non riesci più a trovare la tua identità in un mondo che corre veloce.

3 – Quando ti trovi davanti a un bivio e la tua adolescenza è finita, tra un bicchiere di birra e una serata con gli amici.

4 – Quando cerchi qualcosa, ma nemmeno tu sai cosa.  Per ritrovarla tra le pagine di un libro.

Perchè…

 Quando qualcuno cerca, allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbire nulla, in sé, perché pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perché ha uno scopo, perché è posseduto dal suo scopo.

 

 

 

 

 

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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