ultimi articoli

The Wall: 41 anni di storia della musica

Dal 1965 al 2020, 55 anni di storia della musica (e non solo) segnati dai Pink Floyd, la band rock inglese che ha rivoluzionato il rock, fondata dal cantante-chitarrista Syd Barrett, dal bassista Roger Waters, dal batterista Nick Mason e dal tastierista Richard Wright a cui si aggiunse – due anni dopo la nascita – David Gilmour, che sostituì definitivamente Barrett, a causa di un uso assiduo di droghe. Dal genere psichedelico del primo periodo al rock progressivo, il loro “marchio di fabbrica”.

The Wall, l’undicesimo album pubblicato proprio il 30 novembre 1979, è stato il più venduto negli anni ’80 ed è, inoltre, posizionato all’87esimo posto degli album migliori secondo Rolling Stone. Quest’opera rock, scritta da Waters, è incentrata sulla storia della rockstar Pink che, a seguito di eventi familiari traumatici, decide di isolarsi dal resto del mondo attraverso un muro. Pink in musica, Waters nella realtà, un transfert emotivo del bassista nel suo golem musicale, in seguito di un diverbio avuto con un fan durante un concerto. La canzone nella quale viene espresso al meglio questo desiderio è Mother, in cui l’autore, in fase di sconforto e tristezza, chiede alla madre cosa potrà avvenire nel suo futuro e se i suoi peggiori incubi si avvereranno; la madre, che metaforicamente rappresenta il muro, rassicura il figlio dicendogli che controllerà tutte le sue emozioni e i suoi pericoli per evitare di farlo soffrire.
Il concetto del muro però è legato anche ad altri aspetti condivisi universalmente, ancora nel presente. Infatti i muri fisici e psicologici dividono gli esseri umani, così come la politica autoreferenziale sempre più lontana dalla realtà, e i sistemi scolastici castranti.

PRIMA E DOPO “THE WALL”: DAL PINK AL DARK

The Dark Side of The Moon è l’ottavo album della rock band, pubblicato nel 1973 e tra i dieci album più venduti nella storia, che mette al centro un’altra tematica filosofica: gli aspetti che sfuggono al controllo razionale della mente umana, un lato oscuro al quale nessuno può accedere.
Wish You Were Here, che passa da momenti di pura magia prog a quelli pop; Animals del 1977, incentrato sulle condizioni socio-politiche del Regno Unito; The Division Bell datato 1994, ultimo album prima dello scioglimento del gruppo, e Pulse del 1995. Brani hanno un effetto estatico e delirante, e la loro musica è abitata da persone comuni. I Pink Floyd hanno dimostrato che per fare Musica non bastano una chitarra e quattro accordi. Seppur non avessero una particolare formazione musicale, sono riusciti a comporre musica a lungo e a conquistare i cuori dei loro fan.

Canzoni lunghe e sperimentalismo, croce e delizia. Croce per chi non li ama, delizia per chi, invece, sa cogliere l’essenza dell’ispirazione artistica dietro ogni accordo di chitarra del primo Barrett o del ritmo di Mason. C’è chi pensa che la loro musica sia noiosa per la lunghezza dei brani, la lentezza della musicalità e del ritmo, ma la musica, come l’arte, richiede cultura. I loro brani sono incentrati su temi profondi, anticonformisti e ricchi di metafore: tutto ciò ha colpito l’anima delle persone e ha regalato al panorama musicale qualcosa di inedito e unico.

I Pink Floyd, al di là dei sacrosanti gusti di ognuno, rimarranno nel cuore della musica britannica e mondiale e del genere rock. Hanno lasciato il segno, non solo sul “muro”.

di Laura Montana Lampo

 

 

The following two tabs change content below.

Laura Montana Lampo

Laura, 22 anni, sono una studentessa nel campo della Comunicazione. Nel tempo libero amo scrivere e cantare, due attività che mi permettono di poter esprimere liberamente quello che provo e sento. Il mio sogno nel cassetto? Scrivere un libro di poesie ed entrare almeno nel cuore di una persona.

Ultimi post di Laura Montana Lampo (vedi tutti)

Lascia un commento

Privacy Policy