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Una madre abbandonata di un figlio abbandonato: Eloisa

Dopo aver insultato Abelardo con tutte le parolacce e tutti i luoghi comuni sugli uomini che conoscevo, a chi poteva toccare se non a Eloisa, la sua dolce metà?

Il Medioevo, si sa, non è un’epoca tanto oscura come per secoli hanno voluto farci credere gli storici, anzi. Sebbene fosse relegata nei monasteri e nelle prime università, la cultura era vivace e i poemi d’amore avevano una vastissima diffusione: basta pensare all’amore cortese, al ciclo arturiano che ingloba le vicende leggendarie di Tristano e Isotta, di Lancillotto e Ginevra, ma anche di coppie di amanti realmente esistiti. Fra i quali, appunto, Abelardo ed Eloisa.

Eloisa è Francesca da Rimini, ma viva. E’ la Giulietta di Shakespeare, ma con un figlio. Fra le due fanciulle medievali però, forse, Eloisa assomiglia più a Giulietta: se Francesca viene assassinata dal marito insieme al suo Paolo, Giulietta si uccide perché crede che il suo Romeo sia morto e non può vivere senza di lui. Allo stesso modo, Eloisa si chiude in convento perché Abelardo ha fatto lo stesso. Anzi, è proprio lui a suggerirlo alla povera Eloisa distrutta e abbandonata, in cerca di un motivo per continuare a vivere anche senza di lui.

Eloisa

Eloisa nasce da una famiglia benestante parigina intorno al 1095, e fin dalla giovinezza la fanciulla viene affidata dallo zio alle cure del convento di Argenteuil. Durante i suoi studi, la ragazza si distingue dalle sue compagne per le sue doti e per la sua devozione allo studio. Come già sappiamo, lo zio in seguito se la riprenderà in casa e la affiderà all’Abelardone nazionale, cosa di cui presto si pentirà.

La vicenda poi la sappiamo tutti, lo zio scopre la relazione fra la piccola sapiosessuale e il quarantenne con chiare difficoltà a relazionarsi con le donne della sua età, il gigante e la bambina sono costretti a fuggire in Bretagna, lei è incinta, abbandonano il figlio e bla bla bla. Ma Eloisa a questo punto è già un’abbandonata.

Eloisa inizialmente appare come un personaggio forte e deciso, consapevole. Rifiuta il matrimonio segreto propostole da Abelardo per salvare il suo onore, cerca di fare la cosa migliore per entrambi, pensa costantemente al suo Abelardo e a come fare per non danneggiare la sua carriera e il suo futuro. Ma Abelardo non pensa a lei allo stesso modo.

Così come Eloisa pensa ad Abelardo, Abelardo pensa a Dio. Non è certo una rinuncia per lui dedicarsi alla vita monastica, ripudiare l’amore per donarsi completamente alla Chiesa. Ma Eloisa?

Eloisa si dedica alla gestione del monastero del Paracleto, che inizialmente era un oratorio fondato da Abelardo. E qui già possiamo rintracciare la sua dipendenza da quest’uomo, ma non è tutto signori miei. Dalle epistole che i due si scambiavano appare chiaro come Abelardo amasse la sua nuova vita, mentre al contrario Eloisa non sopportava il suo ruolo né tantomeno il suo destino. Abelardo scrive pagine intere elogiandola come badessa, alle quali Eloisa risponde dicendo che questi complimenti sono immeritati: a distanza di anni “la mente conserva ancora la stessa volontà di peccare e arde ancor dei pensieri di prima”.

Abelardo ed Eloisa

Eloisa è sì una donna fedele, ma lo è fin troppo. Eloisa non conosce il confine tra affetto e sottomissione, arriva a toccare un fondo dal quale non riesce più a rialzarsi perché Abelardo non è più lì a tenderle la mano. Eloisa non si salva da sola, si lascia annegare. Non prende decisioni, lei obbedisce.

PRO:

  • Devozione all’uomo che ama
  • Amore
  • Intelligenza
  • Costanza
  • Spiccate doti nello studio

CONTRO:

  • Sottomissione alla volontà di Abelardo
  • Rinuncia all’amore
  • Obbedienza ad Abelardo
  • Incapacità di agire
  • Madre degenere
  • Fragilità

VOTO: 5 ½ /6

Eloisa non è né carne né pesce, è quel cinque e mezzo che al liceo proprio non voleva diventare un sei. Una persona devota, ma non abbastanza forte da combattere. E’ intelligente, ma non si applica.

Dopo aver sparato a salve su Abelardo forse i miei venticinque lettori si aspettavano un elogio di Eloisa, la scrittrice abbandonata, ma non se lo merita. Eloisa non è una donna forte, Eloisa ama incondizionatamente. E se è vero che l’amore rende forti, lei è l’eccezione che conferma la regola. Nel suo caso, l’amore l’ha resa immortale. Ma l’ha condannata a un’immortalità infelice. 

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Gaia

Studentessa per sbaglio, viaggiatrice per scelta, lettrice da una vita. Nata per fare la principessa, ma pare che l’Italia sia “una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Sono una scrittrice con il sogno di vivere delle proprie parole. Nel frattempo, accarezzo gattini. E mangio lasagne.

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