Una quindicenne scontrosa, ma con buone intenzioni: Jo March

Smetterò di parlare di personaggi femminili, promesso. Ma, anche questa volta, non posso tacere su uno dei personaggi più rivoluzionari e meglio costruiti della storia della letteratura: Josephine March, la quindicenne protagonista di “Piccole donne” di Louisa May Alcott. Un altro di quei libri che, volente o nolente, abbiamo letto tutti al liceo.

“Piccole donne” è ambientato durante la Guerra di secessione americana, e narra la storia di Meg, Jo, Beth e Amy March e della loro madre mentre il padre è partito per il fronte, lasciandole a casa con i loro passatempi e i loro ideali mentre là fuori è guerra. In un anno, il romanzo sviluppa ogni singolo personaggio secondo le sue passioni, le sue idee, i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi gusti e le sue abitudini, disegnando così un quadro psicologico e sociale della situazione americana – e della famiglia dell’autrice stessa. Non è un caso, infatti, se gli ideali innovativi del signor March sono gli stessi del padre della Alcott.

Le sorelle March

Jo, così come merita di essere chiamata, è il maschiaccio della famiglia, non ha paura di sporcarsi le mani e di fare cose “poco convenienti” per una ragazza. Per esempio, la troveremo sempre a girovagare e chiacchierare con Laurie, il nipote del vicino di casa, con il quale ha instaurato un bellissimo legame di amicizia. Ma queste sue eterne passeggiate la portano spesso e volentieri a litigare con la sorella maggiore Meg, che la preferirebbe più responsabile, più impegnata, più servizievole, più… Meg. Quello che Jo ovviamente non è.

Il rapporto fra le due, però, non è un rapporto semplicemente conflittuale. Jo è molto gelosa di Meg (in senso positivo, ovviamente), soprattutto quando questa decide di sposarsi. Jo è contraria al matrimonio e al romanticismo, tanto da litigare con l’amico Laurie quando scopre che quest’ultimo si è innamorato di lei e le confessa i suoi sentimenti. Provare sentimenti di questo tipo è inammissibile, per una ragazza coraggiosa e determinata come la nostra Jo.

La stessa Louisa May Alcott la definisce così, nel romanzo, sottolineando la sua anima “ribelle e irrequieta”. Ma è proprio la sua schiettezza a renderla la persona che è, piena di buone intenzioni e sempre pronta ad ammettere i propri errori. Non ha peli sulla lingua, e prende ad esempio la madre perché è saggia e pratica, come vorrebbe diventare un giorno lei. Avere un esempio da seguire è un buon motivo per cercare continuamente di migliorarsi.

Jo ha un grande sogno: diventare una scrittrice. Ha una fervida immaginazione e un’immensa fantasia, che la portano a intrattenere i suoi familiari con le sue meravigliose storie. Uno dei motivi per cui Jo è la sorella preferita di Beth, la cui morte segnerà per sempre Jo. Dopo la morte prematura di Beth, Jo rinuncerà al suo sogno. Una prova d’affetto senza eguali.

Jo March

Ovviamente, un personaggio come Jo non può non avere qualcosa di insidioso nascosto sotto strati di determinazione. Nel suo caso, si tratta di quel lato scontroso e impulsivo del suo carattere, causa di contrasti con la sorellina Amy. Amy è la più piccola della famiglia, ma anche il suo esatto opposto e due animi così diversi non possono certo convivere tranquillamente.

PRO:
• Schietta
• Coraggiosa
• Determinata
• Ha buone intenzioni
• Cerca sempre di migliorarsi
• Dotata di grande immaginazione
• Fantasiosa

CONTRO:
• Ribelle
• Irrequieta
• Scontrosa
• Impulsiva
• Irascibile
• Gelosa

VOTO: 8/10

Un bilancio più che positivo, per una che come Jo non ha paura di mostrarsi per quella che è, senza nascondere nulla. Ha dei pregi e dei difetti come tutti, ma nel suo caso i difetti contano così poco in confronto ai suoi pregi. Ogni litigio, ogni schiettezza, ogni risposta stizzita sono prove dell’affetto che Jo prova nei confronti di Meg, Amy, Beth, Laurie e della madre. Un modo tutto suo di dimostrare affetto, ma non tutti abbiamo bisogno di gesti plateali per essere sicuri di avere davanti una persona che sarà sempre dalla nostra parte, che ci dirà quando sbagliamo ma che saprà darci ragione nel momento in cui ce lo meriteremo. A volte, una frase scomoda è molto più efficace di certi sorrisi, se dietro quelle parole ci sono stima e interesse. E Jo, di certo, non tace.

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Gaia

Studentessa per sbaglio, viaggiatrice per scelta, lettrice da una vita. Nata per fare la principessa, ma pare che l’Italia sia “una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Sono una scrittrice con il sogno di vivere delle proprie parole. Nel frattempo, accarezzo gattini. E mangio lasagne.

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