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Un’idea e un brevetto: la brillante intuizione del drive-in

Da I Flintstones all’intramontabile appuntamento di John Travolta e Olivia Newton- John, il successo dei drive-in sembra non voler abbandonare il fascino del Sogno Americano.

Il primo cinema all’aperto di sempre

Uno spazio di terra, uno schermo gigante e un altoparlante per ogni posto auto. Così il 6 giugno 1933 Richard Hollingshead inaugurò a Camden, nel New Jersey, il primo cinema drive-in della storia. Una folgorante intuizione che alla fine degli anni Venti divenne un vero e proprio successo in grado di rivoluzionare la dispendiosa e tradizionale fruizione del cinema. A discapito dei lussuosi palace dell’epoca, Hollinghshead, magnate dell’industria chimica, decise di puntare l’obiettivo di un proiettore contro un lenzuolo teso tra due alberi e di appoggiarsi al tetto della sua auto nel giardino di casa: ecco il primo cinema all’aperto di sempre.

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Un inusuale gesto d’amore

Il 16 maggio del 1933 il drive-in di Hollingshead ottenne il brevetto e in meno di un mese ci fu la prima inaugurazione nella città di Camden. 25 centesimi a persona, 500 posti auto e uno slogan ad accogliere il nuovo pubblico del cinema: «Non importa quanto siano rumorosi i vostri bambini, l’intera famiglia è la benvenuta».

Erano infatti proprio le famiglie il target prediletto dall’inventore del cinema sotto le stelle. Forse bizzarra e per niente romantica (come invece ci si aspetterebbe) è la vicenda che accompagna la comparsa del primo drive-in. Si dice sempre che “dietro ad ogni grande uomo vi sia una grande donna” e in questo caso sembrerebbe, secondo la storia ufficiale, che oltre ad avere una mente brillante, Mr. Hollingshead avesse anche una madre leggermente sovrappeso. Miss Hollingshead, madre di Richard Milton Hollingshead Junior, proprio a causa della sua pronunciata fisicità aveva all’epoca difficoltà nel sedersi nelle minute poltroncine riservate alle sale cinematografiche.

La moda dei drive-in

Un gesto d’amore e il film Two White Arms del regista Fred Niblo proiettato su uno schermo di 12 m x 15 danno così vita, nella prima metà del Novecento, a una modalità del tutto nuova di concepire il cinema. Il drive-in accoglie le famiglie e lancia una moda che, con il suo fascino, diventa ben presto un simbolo che non può che contribuire a quell’ideale del sogno americano e all’utopia di un’America libera, creativa e moderna.

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Da Francis Ford Coppola a John Carpenter, passando per l’autore del cartoon dei Flintstones al musical Grease diretto da Randal Kleiser, il cinema drive-in rompe definitivamente le righe con la tradizione cinematografica ricoprendo non solo il ruolo di una platea rivoluzionaria, ma anche quella di palcoscenico come uno dei set privilegiati dai registi di tutto il mondo. A fare il giro del mondo è anche la fama del nuovo cinema all’aperto che vanta solo in America, tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, ben 4.063 drive-in in tutto il continente. Ma la moda si sa, viaggia lontano, e senza farsi attendere troppo il fenomeno del drive-in arriva anche in Italia, in particolare a Casal Palocco nell’agosto del 1957.

Un fascino indissolubilmente legato al sogno americano

Eppure c’è qualcosa in questi cinema sotto le stelle che nessuna riproduzione italiana è in grado di cogliere. D’altronde potremmo sfidare chiunque a immaginare un drive-in diverso dal quello del nostro immaginario comune: clima mite, cielo sereno, popcorn e hot-dog alla mano a bordo di una Buick rossa cabriolet in buona compagnia. Sarà che forse quelle tanto amate serate estive occupino in Italia solo sporadiche settimane dell’anno, o che gli hot-dog originali siano difficili da imitare e che di Buick cabriolet non se ne trovino più, ma il fenomeno del cinema drive-in resta immobile nell’immaginario collettivo, ancorato a quel misterioso e affascinante mito dell’american dream, con le sue star hollywoodiane, i grattacieli mozzafiato e sicuramente con i teatri più famosi di pellicole da godersi sotto le stelle.

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