“Valentino Rossi è un Dio. Salvini pensa anche cose buone”. Foscolo si racconta-Le interviste impossibili

Era strano tornare in quei luoghi, dopo mesi di assenza, ma S. Pietro sembrava non essersi dimenticato di me. Mi guardava sempre storto, camminando con passo pesante e le chiavi in mano. Con la mano destra mi condusse in una stanza illuminata dalla luce di una candela, dove una scrivania di legno guardava una scogliera. Il fragore delle onde dominava su tutto, fino a quando il mio intervistato non chiuse la finestra. Niccolò Ugo Foscolo era in piedi davanti a me. Mentre si accomodava su una poltrona con uno strato di velluto rosso, notai il capello fulvo, gli occhi incavati e denti tersi e non potei fare a meno di pensare a quanto “Solcata ho fronte“ fosse un ritratto realistico. Aveva l’aria triste di chi ha vissuto una vita di dolore. In lontananza si poteva scorgere un cimitero.

La ringrazio infinitamente per questa opportunità, lei non lo sa, ma fin da ragazzino è stato il mio poeta preferito. A 17 anni scelsi lo pseudonimo di Foscolo per pubblicare delle opere.

“Onorato. Anche se, devo essere onesto, non mi ha lasciato alternative. Ho usato abbastanza scuse. Ha interrogato Tarchetti prima di me addirittura.”

Beh, non mi ha lasciato molte alternative. Mi ha sempre annullato le precedenti.

“Non avrei potuto fare altrimenti. È venuto a intervistarmi sempre nel weekend. E io sono impegnato “.

È impegnato? Che cosa fa?

“Sabato e Domenica sono due giorni sacri. “

Non mi dica che è diventato religioso.

“In un certo senso si. Valentino Rossi è un Dio dei motori. Ed è giusto rendergli grazia ogni settimana. “

Un po’ blasfemo, ma concordo sulla passione per il 46. Che cosa pensa della sua stagione e della rincorsa al decimo titolo?

“Mettiamola così, per quanto riguarda questa stagione non posso fare altro che maledire lorsignori giapponesi di Iwata, che un mezzo sì poco funzionale hanno fornito a colui che le Casanova Sabelli cantò fatali per lo centauro romano. Una rovina. Nemmeno i cavalli di Luigia Pallavicini erano così lenti.”

E per il decimo?

“Forse vorrà dire l’undicesimo. Il decimo Valentino l’ha vinto nel 2015”.

Posso immaginare quale sia la sua opinione in merito al biscottone e la coppia Marquez-Lorenzo…

“Non serve immaginare. Sono stati due quadrupedi raglianti, ricolmi di cattiveria e invidia. Deprecabili. Io sono stato esiliato per molto meno. Ma anche lo Iannone dovrebbe vergognarsi.”

Non capisco il nesso…

“#Iannoneescilorenzo non le dice nulla? Avrebbe dovuto uscirlo. Che fine ha fatto il patriottismo?”

Pare che gli spagnoli siano stati patriottici invece.

“Vede? Questo è sempre stato il nostro problema. Siamo divisi. Il mondo ci mangerà vivi.“

Segue anche altro? Il calcio?

“Non amo il calcio, solo quello delle nazionali mi garba. I club dividono chi è stato unito dall’identità nazionale. E poi i soldi in ballo sono troppi. Eppure lo devo ammettere: ho esultato per la vittoria della Grecia agli europei del 2004. Mi sono messo su una nuvola Zante e ho fatto piovere spumante. Per non parlare del 2006…”.

Come vede la Grecia?

“che dire? É una vera tristezza vedere in che condizioni sia una nazione un tempo così grandiosa. Ahi, povera ellade. “

E l’Italia?

“Distrutta da anni di mentalità barbara e sconsiderata. Troppo egoismo, poco altruismo e ancor meno patriottismo. Possibile che debba arrivare un Macron qualsiasi per farci comportare come uno stato unitario? “

Le piace l’idea di Europa unita ed euro zona?

“Mi piace la prima, perché permette di essere meno deboli, soprattutto nei confronti degli americani. Chi avrebbe mai potuto pensare che quei mangia-hamburger sarebbero diventati così importanti? L’euro zona invece non mi piace, preferisco un maggiore sovranismo monetario.”

Uscirebbe dall’euro?

“Non scherziamo. Non ci sarei entrato, ma adesso sarebbe un suicidio uscirne.”

Che cosa pensa del governo italiano?

“Vede, io sono sempre stato un sostenitore dell’illuminismo, un amante della cultura, un tifoso della rivoluzione della mente sui soldi. Questo governo mi piace per il suo vitalismo popolare, ma non posso accettare figure come la Taverna o Toninelli. Ma le sembrano credibili?”

E Salvini?

“Preferisco non esprimermi. Il suo modo di porsi è quasi dittatoriale. Non mi piace affatto. Ma su alcune cose ha ragione.”

Potremmo dire che “pensa anche cose buone”?

“Anche.”

Che cosa pensa dei vari partiti? Per chi voterebbe?

“Voterei il meno peggio, ma la vedo difficile. Forza Italia ha un leader che non accetta il passare del tempo e assomiglia un po’ a Napoleone. La lega ha fatto troppe disparità tra genti dello stesso Paese. Non è patriottismo quello, ma discriminazione territoriale. E non puoi lavarti la coscienza togliendo Nord dal nome. Il Movimento 5 Stelle non mi dispiaceva, ma quando perdi di vista l’obiettività per un pugno di voti, guarderai da vicino il governo, ma perderai di vista il futuro. E poi la massoneria che gli ha fatto? Del PD non parlo nemmeno. Sono così frantumati che faticano a organizzare una cena, figuriamoci un’opposizione credibile.”

E quindi chi le piace?

“La Meloni è caruccia, ma deve piantarla di fare guerre ai direttori dei musei.”

Si è definito illuminista, ma nell’ultimo periodo della sua vita è sembrato parecchio scettico.

“Lo ero, ma non sulle idee, solo sulle soluzioni. L’ateismo lo seguo ancora, ma senza un fine che cosa resta?”

Il suo nome è eterno.

“La mia fama non mi ha reso felice, il mio nome non mi ha mai fatto tornare a casa, il mio cognome non mi ha mai fatto tornare a piangere sulla tomba di mio fratello Giovanni.”

L’ha incontrato dopo la morte?

“Dopo la morte resta solo il nulla eterno. La fregatura dell’ateismo.”

Vorrebbe essere un credente?

“Non si può credere a comando. Io ho sempre avuto troppi dubbi.”

Segue la letteratura dei nostri tempi?

“Non molto in realtà, dopo i crepuscolari è tutta discesa. Parlo spesso con Montale, ma è raro.”


Alda Merini?
“Lei mi piace, ma non ho approfondito molto. Sa, preferisco temi più forti.”

Musica?
“Di italiano poco in realtà. Me ne vergogno un po’, ma a me piacciono molto i REM. Se devo dire un gruppo italiano dico i Negrita. Le ripeto, però, non sono un amante della musica italiana.”

Secondo lei l’uomo ha possibilità di crescere o abbiamo già dato il nostro meglio?

“Credo che, purtroppo, l’epoca d’oro del pensiero sia terminata. Ho letto molto riguardo un programma televisivo famoso nel vostro tempo, Temptation Island. O il Grande Fratello. Non penso che chi segue questi programmi sia uno stupido, ma trovo abbastanza grottesco i contorni e gli approfondimenti. Bisogna davvero approfondire se due si sono appartati in un bagno o in un armadio? Mi aspetto qualcuno che chieda il VAR anche lì.”

La sua città preferita?
“Ho adorato Venezia, soprattutto quando l’ho rivista attraverso gli occhi di Thomas Mann. Mi è dispiaciuto molto doverla lasciare per delle divergenze. Eppure, potrà risultare banale, ma Zante mi ha lasciato dentro qualcosa di speciale. Provo una fiamma dentro al mio corpo quando mi avvicino, una spinta vitale e strabordante. Zante è la donna della mia vita, l’unico appiglio e l’unico desiderio.”


Ma non era un playboy?
“E che cosa vuol dire?”

Non ha avuto diverse donne per dimenticare Zante?
“Provo pena per la vostra generazione. Se l’amore può far dimenticare i luogo natìo, non oso immaginare che cosa possa fare una vita di social network all’amore per la patria. E poi…”

E poi…?
“E poi dopo Antonietta ho cambiato la concezione dell’amore. Pensare che lei non fosse solo mia, ma di molti, mi ha spinto a dire che, alla fine, l’amore non è fondamentale.”

Il tempo a nostra disposizione è scaduto. Ci lascia un’opera inedita per salutarci?

Sole, il cuore che sbatte e riparte
le finestre socchiuse, anime perse

di un cielo di stelle avverse

pieno di lacrime e sprazzi d’arte.

 

Le coste dorate di sabbia leggera,

sagomano il cuore di quella paura

che nella gola crea un’arsura

per te creatura che vaghi fiera.

 

Il mio canto il cuore ti accompagna

Morfeo ti protegge tra le lenzuola

il ricordo di noi resta forte,

 

un piccolo lampo dalla testa vola

fino al tuo cuore che mi bagna

di lacrime di sangue e brama di morte.

 

A volte il dolore non ti abbandona, nemmeno dopo centinaia di anni.

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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