ultimi articoli

We are the world, la solidarietà che non scade mai

We are the world è una canzone unica nel suo genere, la “capostipite” dei brani cantati da un numerosissimo gruppo di artisti. In questo caso, riuniti sotto il nome di USA for Africa.

Benché il nome ci faccia pensare immediatamente agli Stati Uniti d’America, l’acronimo USA sta per United Support of Artist. Infatti, il supergruppo di 45 artisti guidato da Harry Belafonte, Kenny Rogers, Michael Jackson e Lionel Richie comprende anche due non-statunitensi, un canadese e un irlandese. Nel 1985 registrarono il singolo We are the world e l’omonimo album, i cui ricavati andarono alla fondazione USA for Africa Foundation che li donò per contribuire alla risoluzione dei problemi in Africa, in particolare la grave carestia che stava colpendo l’Etiopia in quel periodo. Tuttavia, furono mosse alcune critiche da persone che sostenevano che i ricavati non andassero ai bisognosi, ma ai governi, spesso protetti da militari.

Questo famoso brano ha vinto ben quattro Grammy Awards: album dell’anno, incisione dell’anno, miglior interpretazione vocale di gruppo e miglior videoclip. Una curiosità a proposito del videoclip: a differenza della maggior parte dei videoclip di artisti famosi, il video altro non è che la semplice ripresa dei momenti in cui questo brano veniva cantato.

Passiamo ora ad analizzare velocemente ciò che dice il testo di questa meravigliosa canzone che questo supergruppo ci ha donato. In linea generale, si può dire che questo brano sia un’esortazione a non ignorare il fatto che, vicino a noi o in altre parti del mondo, ci sono persone che soffrono per svariati motivi.

La copertina dell’album

Ad esempio, la prima strofa ci ricorda che “arriva un momento in cui prestare attenzione a una certa chiamata, quando il mondo deve unirsi come uno solo”. In sostanza, fare il possibile per aiutare gli altri, vicini o lontani che siano. Non dobbiamo farci fermare da nessun ostacolo, nemmeno la distanza fisica. Visto che “ci sono persone che stanno morendo” bisogna impegnarsi perché “è ora di dare una mano alla vita, il più grande regalo di tutti”. Decisamente la vita è un prezioso regalo a cui bisogna dare il giusto peso, sia che si tratti della nostra sia che si tratti di quella di qualcun altro.

“Non possiamo far finta, giorno dopo giorno, che qualcuno, da qualche parte possa fare subito la differenza”. La differenza si fa tutti insieme, un passo alla volta, nel lungo periodo in quanto “siamo tutti parte della grande famiglia di Dio e la verità è che, lo sai, l’amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno”. Effettivamente, a pensarci bene, il mondo sarebbe indubbiamente un posto migliore se invece di farci la guerra iniziassimo ad amarci un po’ di più. In fondo, è vero che “noi siamo il mondo, noi siamo i bambini, noi siamo quelli che rendono il giorno più brillante, quindi cominciamo a donare”. Ma donare cosa?

Possiamo pensare a coloro che sono in difficoltà vicino a noi, a volte possono bastare solo delle parole di vicinanza e conforto che possono valere più di qualsiasi oggetto prezioso. Perciò “stiamo facendo una scelta, stiamo salvando le nostre stesse vite”, e ancora: “è vero che renderemo il giorno migliore, solo io e te”. Penserete che due persone da sole non possano fare granché, eppure io ricordo un film in cui un bambino di undici anni propone la sua idea per migliorare il mondo, mentre disegna alla lavagna delle figure stilizzate: “Questo sono io, e queste sono tre persone, a cui darò il mio aiuto, ma deve essere qualcosa di importante, una cosa che non possono fare da sole, perciò io la faccio per loro e loro la fanno per altre tre persone…” (Un sogno per domani, 2000). Doveva essere un semplice compito di fantasia, eppure questa filosofia dilagò e si sparse la voce in tutta la città.

Alcuni degli artisti coinvolti nel progetto

Ma torniamo alla canzone, più precisamente alla seconda strofa in cui veniamo esortati a mandare il nostro cuore ai bisognosi così che sappiano che qualcuno si cura di loro, e le loro vite saranno più forti e libere. D’altra parte, teniamo sempre presente che dobbiamo fare “come Dio ci ha mostrato trasformando le pietre in pane, anche noi dobbiamo tendere una mano di aiuto”.

Successivamente, questi 45 artisti si preoccupano di ricordarci un altro concetto tanto semplice quanto importante: “quando ti senti giù di morale e stanco, sembra non esserci alcuna speranza ma se tu credi che non c’è possibilità di fallire, allora realizzeremo che il cambiamento può avvenire solo se ci coalizziamo come fossimo una persona sola”.

Concludo cantando, virtualmente, insieme a tutti voi il meraviglioso ritornello di questo brano senza tempo: “we are the world/ we are the children/ we are the ones who make a brighter day, so let’s start giving/ there’s a choice we’re making/ we’re saving our own lives/ it’s true we’ll make a better day, just you and me”.

di Eleonora Spinelli

Sii il primo a commentare

Rispondi

Privacy Policy