Sindrome di Stoccolma: che cos’è e chi l’ha avuta

Da poco cinquantenne, vediamo insieme che cos’è la Sindrome di Stoccolma e qualche esempio “storico” di essa…

La sindrome di Stoccolma è un fenomeno psicologico complesso e affascinante che si verifica quando una persona presa in ostaggio sviluppa sentimenti positivi o addirittura simpatia verso il suo aguzzino. Questo stato di affiliazione con il carnefice può sembrare controintuitivo, ma è stato osservato in vari contesti nel corso della storia.

Il termine “sindrome di Stoccolma” fu coniato per la prima volta nel 1973 da criminologi svedesi durante una rapina in un banco a Stoccolma, in Svezia. Durante il tentativo di rapina, i sequestratori trattennero gli ostaggi per sei giorni. Sorprendentemente, alla fine del periodo di prigionia, alcuni ostaggi svilupparono un attaccamento emotivo ai loro sequestratori.
La sindrome di Stoccolma è stata definita come un insieme di reazioni psicologiche in cui una vittima sviluppa sentimenti di simpatia, empatia o addirittura affetto verso l’aggressore, nonostante l’abuso o la minaccia subiti.

SINDROME DI STOCCOLMA: CHI NE HA SOFFERTO

Patty Hearst: Nel 1974, la giovane erede dell’industria dei giornali americani Patty Hearst fu rapita da un gruppo radicale noto come l’Esercito di Liberazione Symbionese. Dopo essere stata tenuta in ostaggio per diversi mesi, Patty partecipò a rapine armate insieme ai suoi sequestratori. Il suo comportamento durante e dopo l’esperienza generò un intenso dibattito sulla sindrome di Stoccolma.

Elizabeth Smart: Elizabeth Smart fu rapita nel 2002 a 14 anni da Brian David Mitchell e Wanda Barzee. Durante la sua prigionia di nove mesi, Elizabeth fu costretta a vivere una vita di abusi e privazioni. Sorprendentemente, quando fu ritrovata, sembrava avere una connessione emotiva con i suoi rapitori, un comportamento spiegato in parte dalla sindrome di Stoccolma.

Mary McElroy: Nel 1933, Mary McElroy, figlia del sindaco di Kansas City, fu rapita da un noto criminale di nome Vern Miller. Durante la sua prigionia, sviluppò un legame con Miller, tanto che in seguito testimoniò in suo favore durante il processo.

Colleen Stan: Nel 1977, Colleen Stan fu rapita e tenuta in ostaggio da Cameron e Janice Hooker per sette anni. Nonostante gli abusi subiti, Colleen sviluppò una connessione con i suoi aguzzini e spesso veniva autorizzata a lasciare la cella.

La sindrome di Stoccolma è un fenomeno complesso, ma alcuni fattori psicologici possono spiegarla. Tra questi ci sono il trauma, la percezione di una minaccia costante, la limitazione delle interazioni sociali e la dipendenza dai sequestratori per la sopravvivenza. Questi elementi possono portare la vittima a sviluppare una sorta di affetto o connessione con l’aggressore come meccanismo di sopravvivenza.

In conclusione, la sindrome di Stoccolma è un affascinante e complesso fenomeno psicologico che può verificarsi in situazioni estreme. Gli esempi storici e i personaggi che l’hanno sperimentata ci fanno riflettere sulla profondità delle risposte umane al trauma e sulla complessità della mente umana.