Still – studi sulle immagini in movimento

Still – studi sulle immagini in movimento

Still – studi sulle immagini in movimento

una piattaforma di ricerca che indaga il campo delle immagini in movimento nel contesto artistico…

Fondazione In Between Art Film è lieta di presentare il quarto capitolo di STILL – Studi sulle immagini in movimento, una piattaforma di ricerca che indaga il campo delle immagini in movimento nel contesto artistico, con un programma di testi appositamente commissionati.

Il progetto si manifesta come una raccolta online di riflessioni in forma di saggi e conversazioni sulle immagini in movimento, che esplorano opere appartenenti alla Collezione della Fondazione e le pratiche di artisti con cui la Fondazione ha collaborato e collabora tramite iniziative di commissione o co-produzione.

Il quarto capitolo di STILL comprende quattro studi:

Double Exposure è una conversazione intima e profonda tra l’artista Hiwa K e Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, fondatore e direttore artistico di SAVVY Contemporary, Berlino. In questo viaggio poetico, Hiwa K ci guida nell’esplorazione dei concetti di trasformazione, transizione e trascendenza attraverso alcuni dei suoi lavori video più importanti, come Nazha and the Bell Project (2007–15), Pre-Image (Blind as the Mother Tongue) (2017), e View from Above (2017), che fanno parte della nostra Collezione.

Close-Up è un avvincente saggio di Barbara Casavecchia, scrittrice, curatrice indipendente ed educatrice. A partire dall’installazione multimediale Power Plantsdell’artista Hito Steyerl, che abbiamo co-prodotto nel 2019 in occasione della sua mostra personale a Serpentine Galleries di Londra, Casavecchia evoca i limiti dei macro modelli epistemologici contemporanei nel loro disegno astratto della realtà alla luce della viriditas botanica di Ildegarda di Bingen

Cross-Cutting offre un studio approfondito di Erika Balsom, professoressa di studi cinematografici al King’s College di Londra, dove ripercorre gli albori dell’interesse nei confronti del cinema e delle sue modalità espositive da parte dell’arte contemporanea attraverso la storica mostra Passages de l’image, tenutasi al Centre Pompidou di Parigi nel 1990.

E per First Look, Teresa Castro, professoressa associata in studi cinematografici presso la New Sorbonne University – Parigi 3, esamina la nostra recente acquisizione filmica The Heart of a Tree (2020) dell’artista Clare Langan, inquadrandola in un dibattito più ampio sulle possibilità speculative della fantascienza nell’immaginare il futuro dell’umanità tra le gravi minacce della crisi climatica che il mondo sta affrontando.

 

Grazie alla collaborazione con artisti, scrittori, curatori e ricercatori internazionali, questa piattaforma di ricerca è concepita come parte integrante della missione della Fondazione nel promuovere la cultura delle immagini in movimento, con il desiderio di contribuire alla letteratura e alla conoscenza che circonda la opera di artisti la cui visione arricchisce e ispira il nostro lavoro.

STILL è un progetto sviluppato dal team della Fondazione In Between Art Film su un’idea di Alessandro Rabottini, direttore artistico, e curato con Bianca Stoppani, editor, insieme a Leonardo Bigazzi e Paola Ugolini, Curatori.

Coordinamento: Alessia Carlino, project manager.
Progetto grafico: Mousse Agency.

OnlyFans, come farsi pagare per mostrarsi

OnlyFans, come farsi pagare per mostrarsi

OnlyFans, quando pagare per il porno è legale  

OnlyFans, l’applicazione popolare nel settore dell’intrattenimento per adulti, è ormai sulla bocca di tutti poiché permette agli utenti di fare soldi grazie ai loro post. Come funziona? Ma soprattutto… quanto si guadagna?

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OnlyFans è un servizio di intrattenimento tramite abbonamento in cui i creatori di contenuti possono guadagnare denaro dagli utenti che si iscrivono ai loro profili, i cosiddetti “fan”. Non solo contenuti non esattamente family correct, ma anche di altri generi: a creare profili sono esperti di fitness, chef e musicisti, eppure la sua politica molto libertaria (o meglio, libertina) sui contenuti lo rende una piattaforma utilizzata principalmente da dilettanti e modelli/e pornografici. Così questo tipo di utenti può condividere le proprie foto semi-nude o di nudo integrale in cambio di una quota associativa mensile.

Lanciato nel 2016 come sito web per creatori consentendo ai loro followers di iscriversi tramite una tariffa mensile per vedere clip e foto, a partire da maggio 2020 ha 30milioni di utenti registrati e afferma di aver pagato 725 milioni di dollari ai suoi 450mila creatori di contenuti. Nello stesso periodo, l’amministratore delegato Tim Stokely ha dichiarato a Buzzfeed News (link esterno) che “il sito sta avendo circa 200mila nuovi utenti ogni 24 ore e da 7mila a 8mila nuovi creatori ogni giorno”. Dallo scorso anno, inoltre, OnlyFans ha annunciato una partnership con Demon Time Social Media (link esterno) per creare un night club virtuale monetizzato utilizzando la funzione live a doppio schermo dei siti. Un successo e una crescita che non mostrano il minimo segno di cedimento, ma tutto questo com’è possibile? Come funziona il meccanismo dietro questo fenomeno tanto chiacchierato (e contestato)?

Innanzitutto, come si poteva immaginare, esistono due tipi di account: puoi essere un creator o uno user. I creator sono sostanzialmente creatori di contenuti, mentre gli user sono – letteralmente – semplici “utilizzatori” che si abbonano ai profili di altri. Funziona come un profilo Instagram, ma a pagamento: decidi di pagare un abbonamento mensile a un profilo in particolare che poi può essere disdetto quando vuoi. Come la fai la sbagli, infatti ci sono state molte polemiche legate a questa questione: le persone, poiché pagano, molto spesso si aspettano di vedere solo foto di nudo o veri e propri porno, quando poi magari vengono pubblicate foto un po’ più soft e questo diffonde delusione fra questi user. Ricordiamoci che, nonostante le statistiche, fra i profili creator ci sono anche moltissimi fotografi e videomaker.

Come i profili Instagram, su OnlyFans si possono creare sondaggi, pubblicare storie e oltre al pagamento dell’iscrizione si può guadagnare anche con la vendita di contenuti su richiesta: tramite delle chat, simili ai più celebri “dm”, gli abbonati possono chiedere ai possessori dei profili di mostrare qualcosa di particolare, di fissare un prezzo e di venderlo a loro, poi ovviamente sta al creator decidere se accettare o meno.

Questa scelta è anche influenzata dal fatto che l’identità degli user è protetta dall’anonimato, per cui un creator non sa mai veramente a chi si sta rivolgendo. I nomi con cui gli abbonati si identificano sono tutti fittizi e i creator non possono conoscere né l’età né il sesso dei loro “spettatori”. Spesso il sesso si può dedurre dal nickname con cui si iscrivono, ma non è detto: come per qualsiasi altro social, non possiamo essere sicuri che Peperino92 sia maschio, potrebbe anche essere una fanciulla, ma soprattutto non possiamo interpretare quel “92” come il suo anno di nascita.

Per iscriversi, inoltre, non serve nessun tipo di requisito, basta inserire gli estremi della carta su cui vuoi essere pagato o con cui vuoi pagare e l’iscrizione non ha alcun tipo di costo. Si paga solamente per abbonarsi ai vari profili e per essere pagati al momento dell’iscrizione bisogna dunque collegare la carta e comunicare il codice IBAN del conto bancario su cui ricevere i versamenti. Agli user è richiesta una carta qualsiasi, anche una ricaricabile, ma per essere un creator è necessario essere accettati dall’amministrazione con un processo lunghissimo: bisogna inserire i dati e fare la richiesta affinché si possa passare all’accettazione (fase che dura solitamente un paio di giorni), mandare una propria foto che ritrae l’utente con la propria carta d’identità in mano e aspettare l’approvazione da parte della piattaforma. Passaggi che richiedono in realtà pochi minuti, ma – come con i mobili dell’Ikea – sbagliare un minimo passaggio può far saltare tutto il processo, che dovrà essere ripetuto a distanza di qualche giorno. Un bello sbatti, no?

Le grandi sfighe, però, non finiscono qui. Sì, perché OnlyFans trattiene delle commissioni su ogni pagamento in favore di un creator, e anche abbastanza alte. Per qualsiasi cosa un utente venga pagato, l’amministrazione trattiene il 20%, che si tratti della semplice iscrizione al profilo o di un contenuto a richiesta. Se la percentuale è irrisoria per chi ha molti iscritti, nei confronti di un utente amatoriale alle prime armi questa fa la differenza.

di Gaia Rossetti

Gaia Rossetti

Sono una gastrocuriosa e sarò un'antropologa.
Mia nonna dice che sono anche bella e intelligente, il problema è che ho un ego gigantesco. Parlo di cibo il 60% del tempo, il restante 40% lo passo a coccolare cagnetti e a far lievitare cose.
Su questi schermi mi occupo di cultura del cibo e letteratura ed esprimo solo giudizi non richiesti.