Insight Foto Festival: fotografie e arte a Varese

Insight Foto Festival: fotografie e arte a Varese

Insight Foto Festival: fotografie e arte a Varese

Insight Foto Festival è alle porte e apre la call per gli abitanti del quartiere di Bizzozero per fare parte della mostra dei cittadini prevista nei giorni della manifestazione.

Dopo il successo della prima edizione di Insight Foto Festival,  le curatrici Daniela Domestici e Chiara Del Sordo annunciano la seconda edizione del 2022, per promuovere la fotografia contemporanea a Varese e fare il punto sul ruolo della fotografia come mezzo trasversale di relazione e di espressione vicina alle persone e alla comunità.

Al pari della precedente edizione, l’evento ideato e organizzato da APS Gattabuia, sarà una manifestazione diffusa in tutta la città, diverse le sedi che dal 6 al 15 maggio 2022 ospiteranno vernissage, mostre, incontri, installazioni, presentazioni di libri e riviste, performance artistiche e visite guidate e che animeranno il centro cittadino e il quartiere di Bizzozero per due weekend dedicati a una ricerca visuale che viaggia sul filo del confine.

Un festival che si riconferma, anche per questa edizione, un progetto inclusivo che richiede la partecipazione attiva dei cittadini, oggi infatti lanciamo ufficialmente una call curata dall’autore Giacomo Infantino per la realizzazione de Il piccolo gazzettino dei sogni, una mostra corale dei cittadini nei giorni del festival. Un progetto che ha come protagonisti gli abitanti del quartiere di Bizzozero e che li coinvolgerà con una mostra collettiva per le strade e negli spazi del vivere quotidiano. I racconti dei cittadini, attraverso fotografie, testi, disegni o altro, potranno riguardare fatti realmente accaduti o essere frutto di immaginazione. Importanti sono i molteplici punti di vista dei cittadini sul territorio in cui vivono e lavorano. 

Per partecipare bisognerà inviare le proprie fotografie, immagini, racconti e disegni su Bizzozero entro il 4 aprile 2022. I termini di partecipazione con tutte le informazioni si trovano sul sito https://www.insightfotofest.it/mostra-dei-cittadini/

Quest’anno la fotografia oltrepassa i suoi confini, reali o simbolici, crea relazioni e incontri anche grazie agli autori e alle autrici che porteranno ad esplorare questa tematica attraverso lavori installativi, immersivi e interattivi, offrendo uno spaccato sulla fotografia contemporanea mediante una pluralità di linguaggi. Insight esce, inoltre, dall’ambito strettamente fotografico anche grazie a un gruppo di performer tutto al femminile che nei giorni del festival racconteranno il tema del confine attraverso il corpo. Un progetto curatoriale a cura di Alex Sala.

Numerosi i partner coinvolti che presenteranno diverse iniziative: da un rilevante progetto internazionale curato in collaborazione con Verzasca foto festival, alla presenza di pubblicazioni specializzate in fotografia contemporanea e alla presentazione di libri di Artphilein Bookstore, sino alle ultime novità editoriali di Clic.hè e alle proposte culturali in sinergia con l’Università degli Studi dell’Insubria.

E ancora, per i cittadini maggiorenni ci sarà la possibilità di entrare a far parte di un Festival e di poter fare esperienza sul campo nel settore culturale. Tante saranno le possibilità per collaborare con il festival, dall’accoglienza del pubblico al coinvolgimento nella diffusione dell’iniziativa, dall’allestimento delle mostre, insieme agli artisti e alle curatrici sino all’assistenza delle visite guidate. Per partecipare e diventare volontario basta andare sul sito https://www.insightfotofest.it/diventa-volontario/ e compilare il form con i propri dati. In seguito si verrà ricontattati per ulteriori informazioni.

La storia dello Spam: quando ancora eravamo “maledettamente euforici”

La storia dello Spam: quando ancora eravamo “maledettamente euforici”

La storia dello Spam: quando ancora eravamo “maledettamente euforici”

La storia dello Spam ha origini antichissime, decisamente più vecchie dei parenti lontani che ti mandano auguri per le festività su whatsapp…

Era il 1978. L’Italia aveva vinto solo due mondiali di calcio, mentre Cruijff insegnava arte con il pallone e un giovane Maradona cominciava a stregare l’Argentina dai campi di periferia. Non c’erano console, non c’erano cellulari, l’unica cosa smart che era presente nelle case italiane era Mike Bongiorno che usciva da un tubo catodico, i coniugi Potter non erano ancora usciti da Hogwarts e Harry non era nei loro piani come non lo era in quelli di J.K.Rowling. Il muro di Berlino era più che solido, il computer portatile lo dovevi spostare sul cassone dell’ape car e il mondo era decisamente il posto migliore. Non c’era ancora Pomeriggio Cinque e, soprattutto, non c’era nessuno che ti inviava email indesiderate per consigliarti siti d’incontri e soluzioni semplici a problemi difficili. Non esisteva lo spam ed eravamo tutti “maledettamente euforici”.

Il 3 maggio 78’, Gary Thuerk, un rappresentante della DEC, azienda informatica che nel 1998 venne assorbita dalla Compaq, ordinò di spedire un messaggio “commerciale” a tutta la rubrica. Un totale di 320 persone. Esatto, solo 320. Perché una volta questo era il limite massimo alle mail. Thuerk, sfruttando il meccanismo delle catene di Sant’Antonio, diede vita al classico “uso errato” del mezzo che infastidì gli organi di controllo statale e produsse un numero enorme di lamentele. Danni e lutti per gli Achei moderni, che si vedono recapitare regolarmente suggerimenti alimentare da perfetti sconosciuti.

Il termine SPAM, però, fu assegnato al bombardamento via posta elettronica solo 15 anni dopo, anche se la parola venne coniata nel 1970 durante uno sketch dei Monty Python, da “Spiced Ham”, poi contratto in SPAM e invocato da un gruppo di vichinghi seduti in un bar. Da riempire uno sketch a riempire le nostre caselle di posta il passo è stato breve. Da passare dalle email ai gruppi Facebook anche meno. Da vendere prodotti per il pc a “enlarge your penis”, invece, è stata solo una questione di ricerche su Google. Perchè ci spiano ovviamente, mica siamo noi a iscriverci su siti “non sicuri”. No no.

“Ma voi fate spam?”
“Solo per questa volta”

Il testo del primo messaggio Spam:

“DIGITAL WILL BE GIVING A PRODUCT PRESENTATION OF THE NEWEST MEMBERS OF THE DECSYSTEM-20 FAMILY; THE DECSYSTEM-2020, 2020T, 2060, AND 2060T. THE DECSYSTEM-20 FAMILY OF COMPUTERS HAS EVOLVED FROM THE TENEX OPERATING SYSTEM AND THE DECSYSTEM-10 COMPUTER ARCHITECTURE. BOTH THE DECSYSTEM-2060T AND 2020T OFFER FULL ARPANET SUPPORT UNDER THE TOPS-20 OPERATING SYSTEM. THE DECSYSTEM-2060 IS AN UPWARD EXTENSION OF THE CURRENT DECSYSTEM 2040 AND 2050 FAMILY. THE DECSYSTEM-2020 IS A NEW LOW END MEMBER OF THE DECSYSTEM-20 FAMILY AND FULLY SOFTWARE COMPATIBLE WITH ALL OF THE OTHER DECSYSTEM-20 MODELS. WE INVITE YOU TO COME SEE THE 2020 AND HEAR ABOUT THE DECSYSTEM-20 FAMILY AT THE TWO PRODUCT PRESENTATIONS WE WILL BE GIVING IN CALIFORNIA THIS

MONTH. THE LOCATIONS WILL BE:

TUESDAY, MAY 9, 1978 – 2 PM. HYATT HOUSE (NEAR THE L.A. AIRPORT) LOS ANGELES, CA

THURSDAY, MAY 11, 1978 – 2 PM DUNFEY’S ROYAL COACH
SAN MATEO, CA (4 MILES SOUTH OF S.F. AIRPORT AT BAYSHORE, RT 101 AND RT 92)

A 2020 WILL BE THERE FOR YOU TO VIEW. ALSO TERMINALS ON-LINE TO OTHER

DECSYSTEM-20 SYSTEMS THROUGH THE ARPANET. IF YOU ARE UNABLE TO ATTEND,

PLEASE FEEL FREE TO CONTACT THE NEAREST DEC OFFICE

FOR MORE INFORMATION ABOUT THE EXCITING DECSYSTEM-20 FAMILY”.

Ti piace quello che hai letto? Leggi ancora!

Francesco Inverso

Quando scrissi la prima volta un box autore avevo 24 anni, nessuno sapeva che cosa volesse dire congiunto, Jon Snow era ancora un bastardo, Daenerys un bel personaggio, Antonio Cassano un fuoriclasse e Valentino Rossi un idolo. Svariati errori dopo mi trovo a 3* anni, con qualche ruga in più, qualche energia in meno, una passione per le birre artigianali in più e una libreria colma di libri letti e work in progress.
Sbagliando si impara…a sbagliare meglio.

Atp Montecarlo: il principe è ancora Stefanos Tsitsipas

Atp Montecarlo: il principe è ancora Stefanos Tsitsipas

Atp Montecarlo: il principe è ancora Stefanos Tsitsipas

Il 23enne greco bissa il successo dello scorso anno. Male Djokovic

Il primo torneo Master 1000 sulla terra rossa europea vede iscrivere nel proprio Albo d’Oro la firma di Stefanos Tsitsipas; il ventitreenne greco riesce così a bissare il titolo dello scorso anno, quando trionfò nella asettica cornice del campo centrale del Country Club, con le tribune vuote per le restrizioni dovute alla pandemia.

Ambiente fortunatamente diverso per l’edizione 2022, con gli spalti del centrale dedicato a Ranieri III Grimaldi traboccanti di pubblico, pronto a rendere il dovuto omaggio al campione ellenico.

IL VINCITORE. Tsitsipas ha proposto il suo miglior tennis, confermando una naturale predisposizione per le superfici lente; tecnicamente questo si spiega con il suo gioco classico, con il rovescio giocato a una mano sola (è l’unico top ten che non lo esegue a due mani!) ed i colpi portati con una preparazione ampia; il rimbalzo alto della pallina gli concede infatti più tempo per ottenere il massimo dell’efficacia dal suo gioco. La statura superiore al metro e novanta e una preparazione atletica di primissimo ordine gli consentono anche di difendere la rete con risultati eccellenti.

In finale ha superato lo spagnolo Alejandro Davidovich-Fokina, avversario eliminato anche l’anno scorso nei quarti. Quest’ultimo si è aperto la strada con il suo robusto dritto e con doti di corsa notevoli; ha probabilmente tremato quando si è trattato di vincere in due set la semifinale ed ha dovuto compiere gli straordinari nel terzo, ma ha comunque chiuso con autorità.

Nell’incontro decisivo Tsitsipas ha imposto la sua maggior classe nel primo parziale, vinto 63; nel successivo la seconda palla di servizio del greco ha perso di efficacia e l’iberico ha portato la sfida al tie-break, che Stefanos si è aggiudicato agevolmente per 7 punti a 3.

Il greco compie il capolavoro nei quarti di finale contro l’argentino Diego Sebastian Schwartzman, giocatore brevilineo e dotato di eccelso gioco di gambe. Il campione in carica vince abbastanza facilmente il primo set, ma subisce il ritorno del “peque”, che si aggiudica la seconda frazione al tie-break e si porta sul 4 a 0 in quella decisiva. Partita chiusa? Nemmeno per sogno; Tsitsipas, che terminerà il match appoggiato alla rete a riprendere fiato per stringere la mano al gaucho col nome teutonico, mette in fila sei giochi e nel penultimo punto scende a rete e si tuffa sulla sua destra per intercettare un passante mortifero dell’avversario. Ne esce una volée smorzata di rovescio degna del miglior Boris Becker, che l’audience presente saluta con un boato.

RIENTRI E ASSENZE. Il torneo ha salutato il ritorno all’attività per Novak Djokovic. Il serbo numero uno del mondo era stato escluso a gennaio dal torneo di Melbourne per la sua volontà di non vaccinarsi contro il Covid-19, e da allora aveva disputato solo il torneo di Dubai, che non prevedeva obblighi sanitari. A Montecarlo ha perso al primo turno denunciando limiti di tenuta atletica, cedendo comunque al finalista della manifestazione; c’è da scommettere che presto lo rivedremo al massimo della forma, magari proprio a Roma in maggio.

L’entry list monegasca denunciava alcune assenze importanti: oltre a Roger Federer, che si è recentemente dichiarato fiducioso in merito ad un suo rientro in autunno dopo gli interventi al ginocchio, anche Daniil Medvedev (ernia) e Rafa Nadal (frattura da stress a una costola) hanno marcato visita.

PROTAGONISTI E ITALIANI. Detto di Djokovic, il secondo favorito del torneo Alexander Zverev si è issato fino ai quarti di finale perdendo solo un set, ma la battaglia contro il nostro Jannik Sinner ne aveva segnato il fisico, ed il giorno seguente ha ceduto nella semifinale in due set a Tsitsipas.

 

Il match più bello ed emozionante ex-aequo con Tsitsipas-Schwartzman, sperando non ci faccia velo un minimo di amor di patria, è stato infatti la sfida tra Jannik Sinner e Zverev; l’altoatesino, in difficoltà per problemi di vesciche, ha tenuto il campo in maniera ammirevole. In tre ore e sette minuti di gioco l’italiano vince il primo set rimontando da una situazione di 4 a 1 per il tedesco; mulinando il suo dritto come un ossesso porta a casa la frazione per 7 a 5. Nel secondo set Zverev rompe l’equilibrio al settimo gioco e pareggia il conto. Nella frazione decisiva più volte Zverev strappa il servizio a Jannik, ma il nostro portacolori ribatte colpo su colpo, forzando la conclusione della partita al tie-break. Sul 4 a 3 in suo favore ed il servizio in mano però un suo diritto d’attacco finisce in rete e consente il pareggio al tedesco, che poco dopo chiude grazie ad un rovescio sempre in rete di Sinner.

Grande e sfortunata prova per Jannik, che però conferma i miglioramenti e in generale le speranze che il movimento italiano ripone in lui.

Bene anche un altro italiano, il ventenne Lorenzo Musetti. Con il suo tennis ricco di talento e di variazioni di ritmo il giovanissimo toscano ha superato due turni; tra le sue vittime la testa di serie numero sei il canadese Felix Auger-Aliassime.  Negli ottavi si è arreso dopo tre set ad un infaticabile Schwartzman. Poco male: se continuerà a crescere tecnicamente e verrà amministrato con giudizio nella scelta degli impegni agonistici, saprà darci soddisfazioni.

Male invece il veterano Fabio Fognini; ha pescato al match d’esordio niente di meno che il futuro vincitore della competizione ed è stato annichilito: 63 60.

La stagione sul rosso prosegue ora con l’ATP 500 di Barcellona, che mentre scriviamo ha già dato il via agli incontri di primo turno; il favorito è proprio Tsitsipas. Nella settimana successiva avremo il secondo Master 1000 della stagione, Il “Mutua Madrilena”, con un parterre de roi di altissimo livello.

 

di Danilo Gori

Un bosco per Festivaletteratura

Un bosco per Festivaletteratura

Un bosco per Festivaletteratura

Volontari, soci e amici del festival, hanno piantato 1300 alberi e arbusti di 13 diverse specie diverse, un’iniziativa che unisce la rinaturazione dell’ecosistema fluviale alla compensazione delle emissioni prodotte dalla manifestazione

Sabato 9 aprile volontari, soci e amici del Festivaletteratura di Mantova si sono riuniti a Dosolo (MN) per piantare un bosco fluviale sulle rive del fiume Po, iniziativa che nasce da un percorso di consapevolezza intrapreso dal festival, che lo sta portando sempre più ad armonizzare necessità organizzative e sostenibilità ambientale.

Dal 2011, con il progetto Consapevolezza Verde, Festivaletteratura propone all’interno del programma, incontri e iniziative su temi ambientali, coinvolgendo grandi protagonisti del dibattito sull’ecologia. Nel 2021 per la prima volta, grazie all’esperienza maturata attraverso il progetto europeo C-Change, tutte queste azioni sono state messe a sistema in un piano di azione ambientale integrale, che agisce non solo sui contenuti del Festival, ma anche su numerosi aspetti logistici e organizzativi. Accanto all’attenzione alle forniture energetiche, all’eliminazione delle plastiche monouso, alla limitazione degli sprechi di carta, una speciale importanza viene data alla promozione della mobilità sostenibile, con l’avvio di collaborazioni con le istituzioni locali per la creazione di parcheggi scambiatori integrati con il trasporto pubblico o progettando percorsi ciclabili sicuri.

Con la creazione del bosco, Festivaletteratura aggiunge un tassello al suo piano d’azione: quello del restauro ecologico e della parziale compensazione delle emissioni.
Sabato 9 aprile, la giornata di piantumazione che ha coinvolto soci e volontari di Festivaletteratura, ha portato alla nascita, in un’area demaniale in riva al Po nel comune mantovano di Dosolo, di un nuovo bosco fluviale con 1300 nuove piante, appartenenti a 13 specie diverse.

 L’area, di circa un ettaro, ha accolto 975 nuovi alberi, tra pioppi bianchi e neri, farnie, frassini, olmi e ontani, che andranno a costituire una formazione boschiva tipica della bassa pianura, e 325 arbusti, che grazie alle fioriture e alla produzione abbondante di bacche svolgeranno un ruolo utile per gli insetti impollinatori e la fauna selvatica.

Il bosco genererà diversi benefici ambientali, tra cui un progressivo assorbimento di CO2: in base ai dati scientifici attualmente disponibili, si stima che tra le 300 e 400 tonnellate di gas climalteranti verranno sequestrati dall’atmosfera e fissati nel legno e nel suolo.

Per i primi cinque anni, periodo cruciale per il suo sviluppo, il festival si occuperà anche di risarcimenti (sostituzione delle piante morte nei primi due anni), lavorazioni del suolo e controllo delle specie erbacee invasive, dell’irrigazione di soccorso nel periodo estivo, della pulizia e asportazione degli shelter protettivi, e della potatura di formazione.

Il progetto del bosco di Festivaletteratura è sostenuto da Fondazione Cariverona attraverso il Bando FORMAT FORMazione AmbienTe 2021, e da Reflexx Spa con sede nella vicina Viadana.

Quello che è nato in questi giorni in riva al Po non è l’unico progetto di riforestazione, nei prossimi mesi Festivaletteratura parteciperà infatti al progetto con il quale il Comune di Mantova riqualificherà un’area verde nel quartiere di Valletta Valsecchi.

Lo scorso 31 marzo, inoltre, è stato presentato il primo teaser Oltrenatura, un podcast in cui la giornalista e divulgatrice Elisabetta Tola, curatrice di programmi di approfondimento scientifico per Radio Città del capo e Rai Radio 3, proporrà, pescando nell’immenso archivio di Festivaletteratura e nelle migliaia di registrazioni di incontri e voci, un percorso in sei puntate in cui si entrerà nell’ambiente ogni volta da una finestra diversa, intrecciando gli aspetti narrativi, artistici, storici e di attualità con quelli scientifici, biologici o inorganici che siano.

Il nuovo podcast fa parte del progetto Leggere la scienza, sostenuto dal MUR – D.G. per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca e dei suoi risultati. La pubblicazione della prima puntata è prevista per la prima metà del mese di maggio.

“Solo-Show” di Matteo Procaccioli Della Valle: dal 27 aprile al MIA Milan Image Art Fair 2022

“Solo-Show” di Matteo Procaccioli Della Valle: dal 27 aprile al MIA Milan Image Art Fair 2022

“Solo-Show” di Matteo Procaccioli Della Valle: dal 27 aprile al MIA Milan Image Art Fair 2022

Dal 27 aprile al 1° maggio 2022 in occasione dell’edizione 2022 del MIA Milan Image Art Fair 2022, la galleria Raffaella De Chirico presenta il solo-show di Matteo Procaccioli Della Valle

Dal 27 aprile al 1° maggio 2022 in occasione dell’edizione 2022 del MIA Milan Image Art Fair 2022, la galleria Raffaella De Chirico presenta il solo-show di Matteo Procaccioli Della Valle (Jesi, 1983). La mostra si inserisce in un percorso di valorizzazione del lavoro dell’artista che la galleria ha avviato a marzo 2022 presentando la pubblicazione e la mostra/evento Private. Polaroid, 2012-2022, a cura di Benedetta Donato progetto che racchiude 10 anni di lavoro con la Polaroid, una ricerca sul mezzo fotografico ma anche un modo per Procaccioli di prendere appunti per una narrazione più vasta, e che si concluderà con una mostra con un’ampia selezione di lavori negli spazi torinesi della galleria visibile dal 5 maggio 2022.

Per mostrare il percorso dell’artista, al MIA la galleria ha scelto di presentare una selezione di polaroid che mettono al centro la figura umana, che successivamente scompare in altri lavori che fanno parte del viaggio artistico del fotografo, e un focus di ricerca sulle architetture ipercontemporanee o antiche.

Qui troviamo URBAN HIVES progetto dedicato alle megalopoli densamente abitate e alle conseguenze architettoniche e umane della sovrappopolazione; MICROCITIES vedute architettoniche dall’alto che diventano non luoghi per i quali l’artista volutamente non fornisce specifiche coordinate.

E ancora VESTIGES, corpus in cui Procaccioli rende omaggio alla nostra storia e alla stratificazione geologica e territoriale come memoria collettiva, ripresa anche nel ciclo STRUCTURES dove indaga la relazione tra presente e passato recente.

Nelle fotografie di Procaccioli, la narrazione sta proprio nella non narrazione esplicita. L’artista lascia al fruitore la possibilità di lasciarsi trasportare nella dimensione del non luogo, senza fornire specifiche indicazioni geografiche, e di cercare il passaggio umano attraverso suggerimenti delicati ma puntuali, scevri da giudizi antropologici, politici o messaggi sociali.

Procaccioli cerca dunque un consumatore attivo delle sue immagini, che mostri la volontà di addentrarsi, nei suoi paesaggi e ne diventi in qualche modo la figura umana assente.