MotoGP 2022: le pagelle di Misano

MotoGP 2022: le pagelle di Misano

MotoGP 2022: le pagelle di Misano

Pecco e Bestia volano, Quartararo e Aleix perdono punti. Marini e Fernandez in crescita. Il saluto a Dovizioso

 

In MotoGP a Misano Bagnaia è da 10 in pagella: vince la quarta gara di fila, come nessuno aveva fatto prima su Ducati, nemmeno Stoner. Come lui in MotoGP solo Rossi, Lorenzo e Marquez. Potrebbe essere un segno del destino, sicuramente è un’impresa importante. Pecco porta a 6 le vittorie stagionali e Quartararo a sognare un diablo sempre meno blu e sempre più rosso, che da domenica ha la faccia di Bagnaia. Con questa vittoria il pilota Ducati si è portato in seconda posizione su Fabio, scavalcando Aleix, oltre a diventare il pilota ad aver vinto più gare in una stagione negli ultimi tre anni. Per trovare qualcun’altro che ha vinto così tanto bisogna tornare indietro a Marquez nel 2019 (12 vittorie) o a Marquez e Dovizioso nel 2017 ( 6 vittorie a testa). Insomma, numeri che cominciano a pesare, soprattutto se ci mettiamoci che il ragazzo non sembra intenzionato a smettere. 10 a Bagnaia e 10 a Ducati per la moto.

Bestia che pelo!

A Bastianini ha fatto bene la conferma in Ducati ufficiale per il 2023. A Misano l’ha dimostrato con un secondo posto per soli 34 millesimi dal suo futuro compagno di squadra. Ho letto di molte polemiche sulla possibilità che si sia limitato per far vincere Bagnaia, ma quel distacco indica che Bastianini ha fatto tutto il possibile per guadagnarsi il gradino più alto del podio. Enea ha fatto un garone, con il solito exploit nel finale, situazione in cui riesce sempre a tirare fuori il meglio. Voto 9 a Bastianini.

​Una gara in difesa

Quartararo o parte davanti o arranca e anche a Misano è andata così. Se le condizioni per la sua Yamaha non sono ottimali, i limiti del progetto emergono tutti. Il Diablo con la moto di Iwata può essere veloce solo sfruttando tutta la pista e per farlo deve fare delle traiettorie tutte sue, che non gli permettono di attacare chi si trova davanti. Sicuramente essere travolti da uno sciame di moto prestazionalmente avvantaggiate (che per di più si favoriscono o perlomeno non si intralciano) non aiuta, neanche il morale. Una favola che ha dell’impossibile, alla Davide contro Golia. Se dovesse vincere il mondiale, per lui sarebbe un grandissimo colopo, per Ducati un enorme fallimento. Voto 8 a Quartararo bravissimo a parare i colpi. Voto 5 a Yamaha, nei test deve portare qualcosa di importante in pista, per sollevare il morale del suo pilota, anche in ottica 2022.

Le due aprilia

Si lo so, aprilia si dovrebbe scrivere con la ‘a’ maiuscola, ma con la a minuscola mi ricorda troppo il logo del marchio per scriverlo altrimenti. Che Maverick fosse in grado di essere veloce non lo ha mai messo in dubbio nessuno. I dubbi su di lui sorgono quando si parla di costanza e tenuta mentale e il fatto che durante la gara, nonostante a un certo punto fosse molto vicino a chi inseguiva, non abbia tentato nemmeno un sorpasso, è indicativo della sua remissività. Domenica ho pensato potesse vincere a un certo punto, mi sono dovuto ricredere. La mia paura? Che Aleix si lasci sopraffare dal rivale interno e molli il colpo, a lui sta costando un grande impegno sopportare una tensione extra, a cui non era mai stato sottoposto. Voto 7 ai piloti di Noale.

​L’ultima del Dovi

Finisce la sua ultima gara nel motomondiale in 12° posizione. All’attivo ha 24 vittorie, di cui 15 in MotoGP, 103 podi e 20 pole, nonché un mondiale vinto in 125 nel 2004. Pilota molto tecnico, dall’infinita modestia. Mi ha fatto specie una sua dichiarazione sabato dopo le qualifiche di Misano, quando un giornalista parlando dei festeggiamenti in previsione per l’indomani gli ha detto: “Ma tu non sei mica un pincopallino qualunque”. E lui con la sua risposta. gli ha fatto capire che a volte il dubbio gli è venuto. Beh Dovi, anche se un mondiale in MotoGP non l’hai vinto, per tanti anni sei stato al vertice e sei stato l’unico a dare del filo da torcere a un certo Marc Marquez e a tenere alta la bandiera italiana per anni. Grazie Dovi! Voto 8 alla carriera del Dovi.

Chi sale?

Questo 4° posto di Marini è importante. É vero è la gara di casa e conosce la pista come le sue tasche, è vero che la Ducati qui a una mole di dati esagerata, ma fatto sta che Luca è arrivato quarto come nella scorsa gara, in top five tre volte nelle ultime cinque e in top ten 6 volte nelle ultime 8. Insomma, Marini è in netta crescita e si meriterebbe il primo podio in questa stagione.

Buona gara anche per Raul Fernandez, pare che il solo pensiero di andarsene da KTM gli abbia giovato. Lo spagnolo è arrivato 13°, dietro al Dovi, centrando il suo secondo miglior risultato in MotoGP. Non è lo stesso, ovviamente, per Gardner, che, come Lecuona, è stato silurato troppo presto dalla dirigenza austriaca, complice un manager che avrebbe potuto agire meglio in sua vece.

Scivolandia

Tanti i caduti a Misano. Il primo botto l’ha causato Binder alla prima curva, che è rimasto in piedi, e si è trovato Zarco in posizione sospetta, tirando giù anche Pirro, pol Miller e Bezzecchi, qui trovate il video dell’accaduto. La cosa singolare è che con quattro Ducati fuori, erano comunque le moto più numerose in pista.

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Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.

MotoGP 2022: le pagelle di Le Mans

MotoGP 2022: le pagelle di Le Mans

MotoGP le pagelle di Le Mans

Enea piega Bagnaia che cade, Secondo Miller davanti ad Aleix Espargaro. Gara in sofferenza per Quartararo e Marquez

Le pagelle della MotoGP a Le Mans. Tripletta di Bastianini che si porta a 8 punti da Fabio, dietro ad Aleix. Tante cadute per tutto il weekend, mentre si sta consolidando la pericolosa, per lo spettacolo, tendenza a non riuscire a sorpassare.

La Ducati lilla

Zitto zitto Bastianini sta accumulando un bel bottino: tre gare su sette vinte, è l’unico pilota ad averne vinta più di una, è 3° nel mondiale a 8 punti da Fabio. Enea ha fatto una gara esemplare, come tutte quelle in cui ha vinto. Amministra, gestisce e all’occasione punzecchia, tirando fuori il meglio di sé nel finale. Brutta bestia, per gli altri.

Un altro peccato

Chi invece vede allontanarsi la vetta del mondiale è Bagnaia. Si mette in testa e tenta la fuga, ma quando viene sorpassato dal riminese non ci sta, gli restituisce subito il sorpasso ma commette subito due errori, uno dei quali fatale. Per Pecco era l’occasione per recuperare punti su Quartararo, dopo un inizio di campionato problematico e invece ha messo uno zero su questa casella (qui trovate il video della caduta di Bagnaia). Lui l’ha definito un errore peggiore di quello commesso a Misano l’anno scorso, e forse ha ragione. Ora i punti di distacco sono 46, e se è vero che ci sono ancora 14 gran premi, è anche vero che un terzo dei punti a disposizione è stato assegnato e il mondiale non è più propriamente all’inizio.

Il favorito

Fabio era il favorito, l’uomo da battere con il passo migliore. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo Le Mans e il pilota di casa si è dovuto accontentare del 4° posto, costretto a una gara opaca, senza sorpassi, obbligato a raccogliere gli errori degli altri. La Yamaha continua a mostrare i limiti di un motore che soffre il confronto con le rivali, rendendo difficilissimo, quasi impossibile, sorpassare. Complice la partenza sbagliata si è ritrovato nel gruppo e la sua gara è stata compromessa. Con questa situazione lottare diventa difficile e le prossime sono piste in cui la mancanza di potenza si farà sentire.

Le dodici fatiche di Marquez

Un Marc così non si era mai visto, costretto ad accontentarsi di quel che viene. La spalla non è a posto, l’incubo diplopia si nasconde infimo dietro ogni caduta e non guida più la sua Honda, ma una moto che non va bene né per lui né per i suoi compagni di marca. La casa di Tokio per ora ha dimostrato di aver preso un bel granchio, mentre alcuni giornali spagnoli riportano che Puig è volato direttamente in Giappone da Le Mans per spingere i vertici della casa alata a intervenire sul progetto. Insomma, non la situazione migliore per riprendere fiducia dopo due anni di peripezie.

Un weekend nero

Nero il weekend Suzuki, come nero è l’asfalto che hanno baciato i suoi piloti a Le Mans. Due zeri pesantissimi che raccontano la tensione all’interno del box, un box alla sua ultima stagione nel motomondiale, che non riesce a restituire ai suoi piloti la calma e la serenità che serve per correre a questi livelli. C’è poco da fare, bisogna mettersi alle spalle questo risultato e pensare a fare bene in ottica mercato, anche perchè l’anno prossimo ci saranno due moto in meno e qualcuno dovrà uscire dal circus. Via coi voti!

10 a Bastianini: gara intelligente portata fino alla fine, il più vincente dell’anno. Un Italiano non vinceva così tante nelle prime gare dai tempi di Rossi.

8 a Miller: ha fatto una gara solida, anche se a me sembra che si sia un po ‘ eclissato, dato per scontato come seconda guida.

9 ad  Aleix Espargaro: ci stiamo abituando a vederlo tra i primi con l’Aprilia. Tre moto italiane sul podio.

7 a Quartararo: limita i danni quando non può fare meglio. Qui in casa era il favorito, ma una Yamaha con un gap motoristico importante non gli ha permesso di sorpassare, anche se un tentativo ce lo saremmo aspettato.

6 a Marquez: fatica molto, è da un po’ di fran premi che fa delle gare anonime, oltretutto qui sono caduti in molti. Non è il Marc che vogliamo vedere ma probabilmente buona parte dei problemi derivano dal mezzo.

7 a Nakagami: non è certo la gara del secolo ma è finito vicinissimo a Marc.

7 a Marini: chiude il GP in 9 posizione ottenendo il miglior risultato della stagione.

5 a Dovi e Morbido: sono finiti ancora una volta molto indietro. Andrea arriva da una situazione particolare, ma Franco ci ha fatto vedere altre cose sulla Yamaha. Devono trovare il modo di avvicinarsi ai migliori.

3 a Bagnaia: butta via troppo, ora comincia la salita.

Leggi anche le pagelle di Jerez

Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.

MotoGP 2022: le pagelle di Austin

MotoGP 2022: le pagelle di Austin

MotoGP 2022: le pagelle di Austin

Il trionfo di Bastiani e la rimonta di Marquez. Rins ritrovato e Bagnaia perduto. Yamaha? Spera nell’Europa.

Le pagelle della MotoGP ad Austin. Bastianini firma la sua doppietta, controfirmata da Pernat, il suo manager, che in America vede vincere anche Arbolino, in Moto2. Enea ci ha abituati a finali col botto, dolce con le gomme e spietato con gli avversari. Amministra la gara, gestendo pneumatici ed energie, finché Rins non lo pungola, per poi scappare e prendersi la vittoria. Gli sarà anche sfuggito il titolo di rookie dell’anno la scorsa stagione, ma ora la musica è cambiata.

Il sorvegliato speciale qui però era un altro, Marc Marquez, in rientro dall’ennesimo infortunio. Scattato dalla 9° posizione, ha avuto un problema in partenza che lo ha costretto a ricostruire la gara, ripartendo dall’ultima posizione. Da lì è iniziata una rimonta incredibile, che ci ha riportato a Jerez 2020, per fortuna, con un altro epilogo. Un sorpasso dietro l’altro fino al raggiungimento della 6° posizione, davanti a Quartararo. Il francese non ha brillato e risente dello svantaggio motoristico di Yamaha a cui non riesce a mettere una pezza come l’anno scorso, mentre tutti i compagni di marca occupano il fondo della classifica.

Prima di domenica a vincere ad Austin in MotoGP erano stati solo il 93 e Rins. Alex su questa pista è sempre andato forte e nel 2019 fu lui a raccogliere il regalo di Marc, caduto mentre era in testa con un largo distacco. Il circuito delle Americhe, conosciuto anche come “Marquez park” era ormai considerato inespugnabile, solo negli ultimi due anni a qualcuno è venuto il dubbio, che a ricevere il premio sul gradino più alto del podio potesse essere qualcun altro qui. Il pilota Suzuki ha fatto un’ottima gara e sembra sulla via per ritrovare il feeling perso l’anno scorso con la moto di Hamamatsu.

Un brutto rimbalzo, indietro, l’ha fatto Aleix Espargarò, dopo la vittoria in Argentina su questo circuito ha perso la bussola finendo appaiato a Viñales. Male anche KTM che vede in Binder il suo primo pilota al traguardo in 12° posizione. Una singolarità sta nel fatto che le case Giapponesi non hanno ancora vinto niente nelle prime 4 gare, dominate dai costruttori europei. Dalla prossima gara in Portogallo  (ecco il calendario della stagione) inizia la tournée nel vecchio continente, dove tutti -quelli che non hanno ancora vinto- sperano cambi aria. Via coi voti!

10 a Bastianini: gara perfetta, fotocopia di quella in Qatar. Sa risparmiare, non si risparmia e non risparmia nessuno!

9 a Rins: tira fuori una bella gara e finisce costantemente davanti al compagno di squadra. 

6 a Miller: un podio è sempre un gran risultato, però è stato in testa fino a 5 giri dalla fine. Mi sembra un po’ il vecchio Miller, esplosivo nei primi giri e in difesa nel finale di gara.

6 a Mir: ha una gran costanza, non finisce mai veramente dietro, ma non esalta praticamente mai.

6 a Bagnaia: è un  6 di incoraggiamento, le aspettative dall’anno scorso erano altre. C’è da lavorare.

 

9 a Marquez: è nato con la camicia, ma qualcuno deve avergliela rubata. Deve aver fatto saltare qualche clausola e il patto col Diavolo è saltato. Dopo tutte le rogne anche un problema con l’elettronica. Marc ci ha messo una pezza e ha fatto una gara in recupero di quelle che solo lui sa fare.

7 a Quartararo: l’M1 non la tiene a galla più nemmeno lui. I compagni affondano nelle retrovie, lui perde un duello con un Marquez non al meglio di sé e già in crollo fisico. É uno di quelli che aspetta i venti europei.

5 a Martin: partito dalla pole ha fatto la gara del gambero. Il confronto fatto spesso con Enea ora pende dall’altra parte.

6 a Viñales: meglio del solito, prima Aprilia, è suo il terzo giro veloce in gara e aveva un buon passo. Partire dietro non lo ha aiutato.

5 ad Aleix Espargaro: dopo la vittoria qualcosa in più era tra le aspettative.

4 a Pol Espargaro: vero, questo circuito è casa di Marc, ma finirgli a 11 secondi dopo che è partito ultimo non deve far bene al morale.

4 a Dovi e Morbido: in lotta per la zona punti. Situazione grigia.

Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.

MotoGP 2022: le pagelle di Losail

MotoGP 2022: le pagelle di Losail

MotoGP 2022: le pagelle di Losail

Vittoria di Bastianini davanti a Pol Espargarò e Brad Binder. Tripletta italiana con Migno e Vietti che vincono in Moto 3 e Moto 2

Le pagelle della MotoGP 2022 a Losail. Si riaccendono i semafori in Qatar. Prima partenza dalla prima fila per Enea Bastianini, prima vittoria per lui. Dominio italiano in tutte le classi. Una gara che parte subito molto veloce, con il più grande dei fratelli Espargaro che si mette in prima posizione e tenta la fuga. Enea scivola al quinto posto, ma come ci ha abituato risale ed esplode nel finale portandosi a casa la prima vittoria in classe regina. Secondo Brad Binder su una KTM che lascia interdetti un po’ tutti, anche chi la insegue. Quarto Aleix protagonista di un’ottima prestazione con la sua Aprilia davanti a un Marquez che ha dichiarato di non aver trovato ancora il pieno feeling con la su Honda, rivoluzionata nel progetto.

Brutta gara per i quattro in linea. Yamaha l’anno scorso qui aveva fatto doppietta, quest’anno ha faticato molto sin dalle qualifiche, complice una moto che lamenta difficoltà in trazione. La differenza la fanno gli altri, che hanno fatto un bel passo avanti. Quartararo l’anno scorso aveva una gran fame e una voglia di affermarsi, che quest’anno si sia lasciata erodere dagli scarsi passi avanti fatti dalla sua M1? Le dichiarazioni pre e post gara lasciano intravedere uno spiccato malcontento. Non il modo migliore per iniziare una stagione.

Su-giù-ki

Chi invece ha fatto un bel passo avanti dall’anno scorso è l’azzurra di Hamamatsu. Mir e Rins ora hanno un gran motore, tanto grande da non temere il confronto con le rosse (e scusate se è poco). Nonostante delle belle libere e delle discrete qualifiche in cui era emerso un passo che le dava tra le favorite, non sono riuscite a venire fuori in gara e sono rimaste fuori dalle posizioni che contano. Dopo il venerdì in cui si gridava al miracolo , e alla “gran botta di culo” (concedeteci il termine) di Suppo, per essersi ritrovato in una situazione miracolata, le gare ancora una volta ci hanno ricordato che i conti si fanno sempre alla domenica.

Ducati ufficiale

Otto moto sullo schieramento, tra le tante, vogliono dire due cose: è facile che qualcuno faccia bene, è probabile che molti facciano male. Ducati ha sì vinto con Enea, ma la Rossa ufficiale non è pervenuta. Miller si è ritirato per un problema tecnico, può capitare. Bagnaia ha steso Martin, cadendo a sua volta. Gli uomini di Borgo Panigale si aspettavano altro, ma è solo una gara.

Altalena Aprilia

Aleix ci ha fatto vedere che quello visto nei test si poggia su una base concreta e per poco non soffiava il podio a Pol, suo fratello. Una bella crescita per la moto di Noale che dall’anno scorso ha dimostrato di poter lottare per le posizioni importanti. Male invece Vinales, che finisce dodicesimo, dimostrando che il periodo di adattamento alla moto sembra ancora lungo, anche se Maverick ci ha abituato a prestazioni altalenanti più di tutti i suoi colleghi

Le altre Yamaha

Dovizioso continua a ripetere che non guida la “quattro in linea” come vorrebbe. I numero di giri di pista cominciano a essere tanti e da lui ci si aspettava un adattamento decisamente più rapido. È capitato in Yamaha in uno dei momenti meno felici e temo che questa esperienza possa essere la sua spada di Damocle, se non cambia qualcosa.

I Rookie

Da Fernandez mi aspettavo qualcosa di più di un ultimo posto, ma ci può stare calcolando anche che viene da una sola stagione in Moto 2 e che probabilmente gli avrebbe fatto bene farne un’altra.
Meglio Darryn che fino al settimo giro era davanti al compagno di squadra con ben più esperienza. Anche per lui un passaggio affrettato, frutto della mancanza di piloti pronti per la MotoGP. Sorprendente Gardner che avremmo dato senza ombra di dubbio dietro al compagno di squadra. Cadono Bezzecchi e Digiannantonio.

10 a Bastianini= prima prima fila. Primo primo posto. Ha raggiunto un grande livello e lo sta dimostrando. Segna anche il giro veloce. Prima di tante vittorie! 

9 a Brad Binder= gara inaspettata per il sudafricano, aiutata da una grande partenza. Brad è stato l’unico a far fruttare la moto austriaca, che comunque non sembra ancora a posto, paga e pagherà la gioventù dei suoi piloti.

9  a Pol Espargarò= si è fatto prendere, giustamente, la mano quando ha sentito profumo di vittoria. Ha sfruttato troppo la gomma soft che non l’ha portato fino alla fine. Ha fatto bene a provarci!

9 ad Aleix= lo so, sono voti altissimi, ma dobbiamo essere onesti: i primi quattro hanno fatto veramente una gran gara. Per poco avrebbe potuto soffiare il posta a Pol. Chissà come saranno accesi i pasti da Mamma.

8 a Marquez= da Marc ci si aspetta sempre di tutto e anche di più. Però lui non corre da Misano, la moto è stata profondamente rivisitata e in direzione opposta rispetto a quella precedente e alle sue preferenze. Ha iniziato ad accontentarsi…che non è necessariamente un male.

6 a Mir e Rins= gara analoga per le due Suzuki, che non hanno fatto male in assoluto, ma tra test e libere avevano fatto presagire prestazioni migliori.

6 a  Zarco= non ha brillato per tutto il weekend e soffia in volata il posto al connazionale.

5 a Quartararo= un Fabio sottotono e frustrato. La moto non ha fatto step avanti, ne soffre e viene freddato sul rettilineo da un ducatone. Non il modo giusto di iniziare. Cornuto e mazziato.

8 a Remy gardner= l’avremmo pronosticato dietro a Fernandez, ci sbagliavamo. Bravo Remy!

4 a Dovizioso= il Dovi non riesce a ingranare e arriva molto dietro. Speriamo non si traduca in un’altra fine carriera in difesa.

7 a Darryn Binder= una ottima prima gara contro ogni pronostico. Si dovrà scrollare di dosso la fama di “bombarolo”.

5 a Fernandez= è un gran talento, ma pur sempre un rookie, sono sicuro che arriverà a dire la sua.

4 a Bagnaia= non gira bene per tutto il weekend, sembra che lo sviluppo l’abbia mandato in confusione e in gara tira giù l’incolpevole Martin.

 

 

Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.