Parità di genere: obiettivo ancora lontano in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica…

Parità di genere: obiettivo ancora lontano in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica…

Parità di genere: obiettivo ancora lontano in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica…

Oggi, solo un terzo dei laureati STEM in Europa è di sesso femminile e si stima che entro il 2027 le donne rappresenteranno solo il 21% dei posti di lavoro nel settore tecnologico. Tuttavia, l’ultima edizione dello State of Science Index di 3M ha rilevato che il 78% degli intervistati in Italia ritiene che le donne siano una fonte di potenziale inutilizzato nella forza lavoro STEM.

I governi, le aziende e gli individui di tutto il mondo stanno affrontando importanti sfide sociali, tra cui il cambiamento climatico, la recessione economica e la digitalizzazione di quasi tutti gli aspetti della nostra vita. In questo contesto, si tende a relegare diversità, equità e inclusione e a trattarle come questioni secondarie: non lo sono affatto!
Affrontare le sfide descritte sopra dipende dall’ingegno umano e dall’unione di talenti eccezionali con competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) in grado di creare soluzioni e migliorarle. Tuttavia, attualmente si registra una carenza di queste competenze in settori chiave e il numero di talenti STEM che entrano nel mondo del lavoro non è sufficiente. Le donne, in particolare, sono una parte significativamente sottorappresentata della forza lavoro STEM e, soprattutto, una fonte di potenziale non utilizzata per colmare il divario di talenti.

Rappresentanza: aumenta la mancanza di donne che intraprendono percorsi STEM
L’Europa fatica ad attrarre le ragazze nell’istruzione STEM e, di conseguenza, le donne nei lavori STEM. Nonostante le donne superino gli uomini come studenti e laureati a livello di laurea e master, solo il 33% dei laureati in materie STEM in Europa è di sesso femminile e, peggio ancora, si stima che entro il 2027 le donne rappresenteranno solo il 21% dei posti di lavoro nel settore tecnologico.

Non si tratta solo di un numero inferiore di donne che entrano in un settore altrimenti stabile, ma si prevede anche che il deficit di talenti tecnologici in Europa raggiungerà quasi i 4 milioni, sempre entro il 2027. È chiaro che, le aziende che si affidano alle competenze STEM, dovrebbero investire di più per rivolgersi ai gruppi sottorappresentati che sono scoraggiati dal perseguire una carriera nel settore.

Mettere la diversità al centro della crescita tecnologica
La tecnologia si sta innovando a un ritmo disarmante, con nuove soluzioni in campi come il cloud computing, l’intelligenza artificiale generativa e l’informatica, che stanno completamente ridisegnando le modalità di interazione tra aziende e consumatori. Si potrebbe pensare che, in questi momenti molto dinamici, la creazione di competenze diversificate sia fondamentale per ottenere il massimo valore dalla tecnologia. Al contrario, la ricerca mostra che la percentuale di donne che lavorano in questi settori ad alta crescita è, addirittura, inferiore alla media di tutti i ruoli STEM.

Un’indagine del nostro 3M State of Science Index ha rilevato che il 78% degli intervistati in Italia ritiene che i gruppi sottorappresentati (donne, minoranze etniche/razziali, LGTBQ+, persone a basso reddito o che vivono in aree rurali) siano una fonte di potenziale inutilizzato nella forza lavoro STEM.
Quando si affrontano tecnologie nuove e complesse, è essenziale assicurarsi i talenti più qualificati e creativi e questo significa, senza dubbio, che le minoranze sottorappresentate, come le donne, le persone LGBTQ+ e quelle appartenenti a gruppi etnici diversi, dovrebbero essere coinvolte e incentivate a dare il loro contributo.

Promuovere le STEM come carriera, dall’asilo nido alla fiera del lavoro.
Per comprendere l’attuale deficit di donne nelle carriere STEM, dobbiamo analizzare le ragioni per cui le donne e le ragazze rinunciano a entrare nel settore. In definitiva, la dissonanza inizia nei contesti educativi, dove le ragazze non sono incoraggiate a seguire le materie scientifiche, né sono circondate da modelli di ruolo femminili. Se l’attività STEM viene scoraggiata a livello scolastico, è chiaro che non verrà considerata un’opzione di carriera valida.

In 3M, un’area chiave della nostra attività di advocacy è l’enfatizzazione del legame tra educazione scientifica e occupabilità. In Italia, la partecipazione a programmi come #IamRemarkable, InspirinGirls e 4 Weeks 4 Inclusion ne sono un esempio. A questi si aggiunge il contributo che 3M e dipendenti, tutti volontari, apportano continuamente per inspirare giovani studentesse a creare quel legame tra scienza e costruzione della carriera fin dalla tenera età, come il programma Pop-up STEM Lab con l’associazione Kairos, o ancora il 3M Visiting Wizard per condividere la magia della scienza con gli studenti, attraverso dimostrazioni scientifiche ed esperimenti pratici

L’11 febbraio le Nazioni Unite celebrano la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nelle discipline STEM, in accordo all’obiettivo 5 dell’Agenda 2030, e con l’occasione le aziende del settore scientifico e tecnologico devono riflettere sulla diversità delle loro pipeline di talenti. In futuro dovremo impegnarci tutti a:
migliorare la promozione delle donne all’interno delle carriere STEM, anche attraverso il mentoring;
presentare e valorizzare le donne leader nei settori STEM, affinché fungano da modello per la prossima generazione di talenti;
cambiare la mentalità per vedere le donne e altri gruppi sottorappresentati come la chiave per porre fine alla carenza di competenze e sbloccare il prossimo passo nell’innovazione STEM.

A cura di Mariagrazia Perego


Informazioni su 3M
3M traduce la scienza in soluzioni presenti nella quotidianità. Con un fatturato di 35 miliardi di dollari USA, opera in 200 paesi del mondo.
Sfruttando 51 piattaforme tecnologiche, 3M è presente in aree di eccellenza tra le quali: salute, automotive, consumo, trasporti, grafica, design, elettronica, energia, industria, sicurezza, telecomunicazioni.
In Italia 3M è presente da oltre 60 anni, oggi ha circa 600 collaboratori, un fatturato di oltre 480 milioni di euro ed una vastissima gamma di soluzioni tecnologiche.
www.3Mitalia.it

www.3m.com

Soft skills: come trovare lavoro nel 2021

Soft skills: come trovare lavoro nel 2021

Soft skills: come trovare lavoro nel 2021

Soft skills: le capacità necessarie per trovare lavoro…

Siamo in un mondo post: post crisi, post apocalittico, post pandemia (forse), post Euro 2020 e post Temptation Island (non troppo post, ma tanti post), scegliete voi il post che più vi aggrada. E in questo mondo post trovare lavoro diventa sempre più complicato. Nel 2020 in Italia dei 185mila stagisti retribuiti quasi 90mila (circa la metà) hanno perso il posto di lavoro, nel più classico dei “ci dispiace molto, eri una figura importante, ci rifaremo vivi a settembre eh”.

A settembre. Forse. Magari. Anche no. Nel frattempo il flusso si interrompe, le speranze si affievoliscono e una generazione viene subissata di insulti perchè pretende di essere pagata per lavorare. Queste interruzioni e riduzioni hanno spinto sempre più giovani e potenziali stagisti a lavorare sulla loro crescita personale, in particolar modo, in ottica soft skills che, come indicato da USA Today, sono sempre più ricercate dai datori di lavoro.

COMPETENZE TRASVERSALI

Le prime conferme a riguardo giungono dalla rivista economica statunitense Fast Company. Secondo la rivista molti giovani si sono messi in gioco, identificando ben tre modalità con cui poter apprendere le competenze desiderate. Tra questi seguire i consigli dei più esperti, partecipando a eventi di networking o facendo interviste informative, scaricare dei contenuti video, oppure vivere delle esperienze di volontariato.

A tal proposito è importante citare anche PR Newswire: entro il 2024, infatti, il mercato globale della formazione proprio sulle competenze trasversali dovrebbe crescere di ben 15 miliardi con un tasso composto di crescita annuale dell’11 per cento. E ancora, University World News ha realizzato un approfondimento ad hoc secondo cui l’insegnamento delle soft skills, le competenze relazionali necessarie per farsi assumere, diventa fondamentale. Al punto che diversi datori di lavoro in Ruanda hanno contribuito all’inclusione di competenze come la comunicazione, l’imprenditorialità e l’alfabetizzazione informatica nell’istruzione superiore. Questo in modo tale da formare nella maniera più completa possibile i nuovi giovani lavoratori ormai prossimi a terminare gli studi.

 

SOFT SKILLS

Restando in tema soft skills, un recente sondaggio pubblicato da HR Executive ha rivelato le 5 competenze più richieste dai datori di lavoro. L’abilità più richiesta è la tendenza al teamwork (57 per cento), seguono la comunicazione efficace (55 per cento), il time management (46 per cento), il problem solving (45 per cento) e, infine, la creatività (44 per cento). A queste vanno aggiunte quelle indicate da Best Colleges: la flessibilità, la capacità di collaborare, di organizzarsi, quindi anche di rispettare le scadenze, di essere reattivi ai feedback e, infine, l’attitudine alla gestione dei conflitti all’interno del workplace.