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Edoardo: il coraggio di aspettare l’Amore

Edoardo.
Un titolo così semplice per un video: un nome.

Edoardo Magro, classe 1994, è un celebre content creator, noto con il nome de Il Masseo. Ha avuto il coraggio di mettere a nudo il proprio cuore: con grande delicatezza racconta in un video come abbia atteso 26 anni prima di perdere la verginità.

Edoardo è solo nel suo studio, ma moltissime persone sono in ascolto. Chi riesce a vedere solamente colui che urla, scalpita, bestemmia perde la ricchezza della sua umiltà.

“Mi sono fatto le spalle larghe tra insulti, pregiudizi, giudizi” e la superficialità che porta a scrivere commenti che danneggiano non come lame, ma come mille lente gocce di veleno. Alcuni non riescono a scindere il personaggio dalla persona, Il Masseo da Edoardo, il content creator dal giovane uomo gentile e dagli occhi dolci.

Apparire o Essere, that is the question. Quanto siamo stanchi della perfezione costantemente propugnata in ogni singolo istante. Per fortuna a poco a poco questi muri di finto marmo stanno cedendo: hanno delle crepe dentro di sé, così la verità e la dolcezza scavano in essi come rivoli di acqua, facendo esplodere quel marmo inutile.

L’elogio dell’imperfezione, per citare la meravigliosa Rita Levi-Montalcini, è forza che dà luce. L’essere umano è la creatura più fragile che esista: la sua anima è così delicata, così volubile, ma al contempo immensa.

Edoardo scioglie un macigno. Vuole l’Amore, vuole innamorarsi. Pazientare fino a quando il suo cuore non vibrerà e capirà che quel momento è arrivato. Il momento di donare se stesso a un’altra persona.

Questo il coraggio di essere pazienti in un mondo che non lascia tempo all’incertezza.

È la stessa lezione impartita dal Piccolo Principe: “Se avessi cinquantatré minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana”. Antoine de Saint-Exupéry aveva colto l’essenza del bambino timido e gentile che è in ogni uomo d’animo nobile.

Qual è il senso della vita se non trovare la bellezza in ogni cosa, anche nella più inaspettata? Lo sa bene Luigi Meneghello, conterraneo di Edoardo, che nel suo capolavoro Libera nos a Malo ha cesellato un personaggio unico. Non è un re, non è un principe, ma un bestemmiatore-poeta che incanta lo scrittore bambino: il Cicàna.

Ecco il piccolo Luigi Meneghello con i suoi amici, mentre ascoltano incantati quell’uomo, la cui cantilena “era come una lauda pervasa da un vivo sentimento della natura e da un attento spirito di osservazione”.

Edoardo ha permesso di vedere ciò che ha dentro, nel cuore. Pochi animi avrebbero avuto questa delicatezza. Chi giudica solo dalle apparenze non potrà mai vedere ciò che viene custodito nell’anima.

Da ragazzino Edoardo si innamorò, giurò che a Lei sola avrebbe donato il proprio cuore. Questa ragazza viene chiamata Beatrice. Edoardo ne protegge l’identità, perché preziosa. Beatrice è stata una guida, come per Dante.
Come nella Commedia anche qui Beatrice lascia che l’uomo percorra a un certo punto la propria via con altre guide, incamminandosi così verso il punto più alto del suo viaggio.

Ed è ciò che Edoardo sta facendo: sta costruendo la propria vita, non temendo di annunciare di essere accompagnato da una psicologa. Quanto è potente questo messaggio! E che meraviglia osservare quanto la cura per la propria salute interiore sia finalmente considerata pari a quella fisica.

Edoardo ama se stesso, si prende cura del proprio animo. Si è sentito pronto a compiere questo passo, chiarendo però di non essere fidanzato. E poi…

Poi la vedrà, capirà che sarà lei, umile e alta più che creatura. E non avrà più dubbi. Dovrà solo seguire la via.

di Maria Baronchelli

 

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