Le pagelle della MotoGP a Jerez

Le pagelle della MotoGP a Jerez

Le pagelle della MotoGP a Jerez

Pecco da 10 e lode a Jerez, davanti a Quartararo e Aleix. Ai piedi del podio Marc che torna a fare uno dei suoi salvataggi.

La gara

Le pagelle della MotoGP a Jerez. Gara abbastanza noiosa con i primi due che tirano da matti ma senza sorpassarsi mai e l’unica vera battaglia è quella dei 3 in lotta per il podio, con Aleix che la spunta, su Marquez e Miller. Aleix sta veramente dimostrando una grande consistenza quest’anno, confermando il grande salto di qualità fatto da lui e dalla moto. Espargarò ha aspettato il passo falso dei due, per poi staccarli quel tanto che basta per assicurarsi il bronzo.

Lo show

Marc, nonostante un quarto posto non certo esaltante in condizioni normali, è stato l’unico a incollarci davanti allo schermo con uno dei suoi salvataggi alla curva 13 prima, e il passaggio su Jack in un punto, la curva 5, impensabile per tutti, che l’ha costretto a chiudere la curva lasciando una virgola nera lunga parecchi metri sull’asfalto. Diciamocelo, gira che rigira lo spettacolo lo fa lui. Davanti, sì, è vero, hanno impresso un ritmo da paura, ma ci hanno fatto sperare, tra vari tira e molla, in una bagarre mai consumata, senza neanche un vero tentativo di sorpasso.

Le condizioni a Jerez

Vero è che le condizioni a Jerez sono state particolari, praticamente tutti i piloti hanno accusato dei problemi di surriscaldamento dell’anteriore, a causa delle direzione verso cui si stanno evolvendo le moto (con un gran carico sull’anteriore che surriscalda il pneumatico, com ovvie conseguenze sulla pressione) e le temperature alte registrate nel pomeriggio. Dalle dichiarazioni dei piloti è emerso, che il problema si accentuava esponenzialmente, quando si era all’inseguimento di qualcuno. Questo ha causato la cristallizzazione delle posizioni (come si vede dal lap chart ci sono stati pochissimi sorpassi, soprattutto nelle posizioni che contano) , portando alla gara che abbiamo visto domenica.

E gli azzurri?

In Suzuki da un paio di gare si fatica. Entrambi i piloti hanno accusato particolarmente il problema di cui sopra, soprattutto Mir, che comunque si è portato a casa un 6° posto, che non è da buttare. Alex invece, è stato protagonista di un weekend da dimenticare, senza riuscire a sfruttare il suo pacchetto durante tutte le sessioni pomeridiane.

Martin VS Bastianini

La stagione di Jorge è tutt’altro che partita col piede giusto, domenica è caduto durante il primo giro, è ripartito ma ha chiuso ultimo. Enea, invece sta dimostrando una certa consistenza, a differenza di Martin cade poco, anche se quest’anno o ha vinto o è finito lontano dal podio. Stiamo parlando comunque di due piloti all’inizio della propria seconda stagione in MotoGP. Sulla carta JM è il classico talento, veloce sul giro secco che però butta via troppo, mentre Enea è un animale – una bestia, pardon – da gara, gentile con le gomme e capace di esaltarsi nella mischia.

Le delusioni: Morbido

Nei primi sei GP, che cominciano a non essere più così pochi, ci sono piloti da cui ci si aspettava decisamente di più. In primis Morbidelli: il franco in grado di giocarsi il mondiale, seppur pazzo, del 2020, sembra sparito. Io non penso che lui sia impazzito di colpo, mi sembra più plausibile, invece, che la situazione nel box Yamaha, da cui non è stato trattato nel migliore dei modi, vedendosi affidata una moto decrepita prima e cambiato il capotecnico in corsa dopo, gli abbia tolto quella fiducia di cui aveva bisogno per esprimere le sue potenzialità. Se a tutto ciò aggiungiamo un infortunio lungo da gestire, non stupisce che la sua situazione sia l’attuale.

Le delusioni – parte 2: Dovi vai?

Ve lo ricordate il programma pre-gp trasmesso in Italia, quando Andrea era al suo massimo? É la stessa domanda che vorremmo porre noi al Dovi. Un rientro così faticoso non ce lo aspettavamo. Di sicuro cambiare genere di moto alla sua età non è facile ma vederlo faticare nelle retrovie non era la fine che speravamo di vedergli fare. Chissà se a vedere l’Aprilia con Aleix gli fa mordere le mani. Via coi voti!

10 e lode a Bagnaia: pole, giro veloce e vittoria. Pecco segna il grande slam a Jerez. Aggiungiamoci una spalla malandata ed ecco che l’impresa acquista ancora più valore. Già a Portimao aveva fatto una grande gara, speriamo che continui così. Il peggio è passato.

10 a Quartararo: ha avuto un passo identico al primo e gli è finito a due decimi abbondanti. In condizioni normali si sarebbe meritato un 9 per la mancanza di tentativi di sorpasso, ma a Jerez tutti i piloti hanno sottolineato come fosse difficile guadagnare posizioni. Gara tirata.

9 a A. Espargaro: ne aveva di più dei due davanti , ma a conferma di quel che si è appena detto, finché non hanno fatto un errore era quasi impossibile passarli. Un inizio stagione col botto.

8 a Marquez: l’unico che ci ha fatto divertire in gara. Torna a fare i suoi salvataggi e il sorpasso su Miller alla 5 con la traiettoria chiusa di gas e virgolone nero, hanno valso da soli il prezzo del biglietto. La strada per essere al 100% non è corta, ma lui non perde mai il vizio.

7 a Miller: primo del terzetto per tutta la gara, alla fine l’ha chiuso. Sicuramente l’essere dato per spacciato da inizio stagione non aiuta. Una gara comunque positiva con “lo stress” – così l’ha definito lui stesso – di avere Marc dietro per 22 giri.

6 a Mir: fatica con l’anteriore e non si avvicina nemmeno al gruppo davanti a lui. Gli manca sempre il guizzo.

7 a Nakagami: jerez gli è sempre piaciuta molto, anche lui ha già un carico pendente sul collo e il fatto di essere conscio che sarà l’ultima stagione in motogp può fare due cose: demoralizzarlo totalmente, o sbloccarlo per la mancanza di pressione.

Leggi anche le pagelle di Portimao

Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.

MotoGP 2022: Le pagelle di Portimao

MotoGP 2022: Le pagelle di Portimao

MotoGP 2022: Le pagelle di Portimao

Quartararo fa sua la prima gara europea, secondo Zarco con Aleix a completare il podio. Rimonta di Rins e Bagnaia in una gara con molte cadute.

Le pagelle della MotoGP a Portimao. A inizio mondiale c’è una frase che gli addetti ai lavori ripetono come un mantra: ” Il Mondiale inizia in Europa.” Queste parole vengono usate per indicare che le piste su cui si corre a inizio stagione, solitamente in luoghi dove le temperature sono più elevate che nel vecchio continente, non sono rivelatrici dei reali valori in campo. Anche questa volta è stato così? Beh, Quartararo ha vinto il GP, tutto alla normalità, direte voi? Poi guardi la classifica e vedi che nelle prime 6 posizioni trovi 6 moto diverse, sul podio c’è l’Aprilia e Marc si è giocato la volata per due centesimi dal fratello Alex. L’Europa è arrivata, la normalità no.

Abbiamo assistito a un’altra gara particolare, difficilmente decifrabile. I piloti hanno girato sempre con il bagnato e hanno avuto modo di vedere la pista asciutta prima della gara solo nel warm up. In gara le condizioni non erano comunque delle migliori: faceva freddo, il che ha portato a molte cadute. Questo ha fatto sì che faticassero particolarmente quelli che non avevano riferimenti su questa pista come i rookie e le moto che hanno subito grossi aggiornamenti quest’anno.

La gara della MotoGP a Portimao

Le Suzuki, che comunque si sono comportate bene, hanno avuto problemi di anteriore a causa di una messa a punto (e non sono stati i soli) non ottimale. Bagnaia ha fatto un grande rimonta ma il problema è stata la gestione del weekend: confusa e mal consigliata. Zarco ha portato a casa un ottimo secondo posto, ma il guizzo per vincere ancora gli manca, mentre Martin l’ha buttata alle ortiche, come Bastianini. La delusione del GP? sicuramente Marquez (grande) anche se non è al top, la pista è molto fisica e lui è in assestamento, anche se da lui ci si aspetta sempre la magia in gara. La Honda 2022 è cambiata molto rispetto alla sua progenitrice e il fatto di aver girato poco sull’asciutto, ha fatto sì che le squadre faticassero a trovare il setup adatto. Chi invece mi ha stupito è stato Marquez (piccolo), che ha fatto un buon lavoro per tutto il weekend e ha lottato con il fratello. Alex, non dimentichiamolo, ha vinto due mondiali, e la sua situazione attuale è stata determinata dalla aberrante gestione di Puig al suo arrivo in HRC.

Quartararo è tornato?

Io penso che non se ne sia mai andato, sicuramente in questo inizio di stagione ha sofferto, facendo solo un podio a Mandalika. Le gare extraeuropee sono state particolari, ma Fabio si è difeso bene su circuiti non favorevoli a una Yamaha, che da qualche anno paga lo scotto di un motore evidentemente inferiore alle rivali. Io penso che lui sia il miglior pilota sullo schieramento al momento, secondo solo a Marc che ad oggi non è nella forma migliore.

Il siparietto dei Mirrer

Jack & Joan – e no, non è una marca di saponi – negli ultimi due anni sono stati i protagonisti di un attrazione fatale. L’anno scorso il campionato è stato costellato di contattini e contattucci tra i due. Un botta e risposta che ha portato ad alcune discussioni, dentro e fuori dalla pista. Se di solito era il pilota Suzuki a “prendere male le misure”, facendoci vedere l’australiano in versione minacciosa, a Portimao le parti si sono invertite e Miller ha più che pareggiato i conti con il 36, tirandolo giù durante un tentativo di sorpasso finito male. Mir si è dimostrato molto pacato parlando dell’accaduto, memore dei precedenti con il ducatista dopo i fatti dell’anno scorso in Qatar, a Misano e ad Austin. Questo episodio forse calmerà i bollenti spiriti tra di loro.

E le moto?

Quella di domenica è stata la prima gara del 2022 vinta da una moto giapponese, dopo l’egemonia europea vista fuori dall’europa. Almeno sulla carta abbiamo una Ducati in buona forma, sempre a podio e vittoriosa 2 gare su 5. Una Aprilia (e un Aleix) molto in forma, in grado di fare un podio e regalare a Noale la prima vittoria. La Suzuki, da tutti indicata come la migliore del lotto: una Yamaha con più motore. La KTM che altalena dei buoni risultati ad weekend in cui sparisce. E honda? Nei test di inizio stagione si erano visti i piloti molto contenti e la stampa stessa aveva elogiato il passo in avanti fatto dalla moto di Tokyo. Solo Marc si era mostrato non entusiasta del mezzo, che, però, era volutamente meno indicato per il suo stile di guida. Il problema è che gli altri piloti, tranne in Qatar, quando corre gli finiscono dietro. Piccola parentesi: come ha fatto notare TTH in un suo recente video, da un paio di gare di gomme non si sente parlare nemmeno da lontano, giusto così.

Via coi voti!

10 a Quartararo: in testa dal 4° all’ultimo giro, martellando come un fabbro. Il fabio che ci piace.

8 a Zarco: una seconda posizione meritata, per ora rimane il miglior risultato.

7 ad Aleix Espargaro: in generale un’ottima gara, avvantaggiata dalla caduta dei contendenti al podio.

8 a Rins: partiva penultimo, 10 al secondo giro. Sicuramente da podio, se avesse fatto delle qualifiche decenti.

6 a Oliveira: sulla pista di casa speravo in qualcosa di più, in generale ha fatto una gara positiva, ovviamente anche qui le cadute hanno aiutato.

6 a Marc Marquez: mi aspettavo di più. Prima Honda per un pelo.

8 ad Alex marquez: ha guidato bene tutto il fine settimana e ha provato a resistere a Marc nel finale. Voto di incoraggiamento!

8 a Bagnaia: è lui l’altro rimontista di giornata. Partiva ultimo, si è classificato 8 al traguardo con una spalla malmessa. Un peccato la malagestione delle qualifiche.

6 a Dovizioso: a guardare il risultato non gli è nemmeno andata così male: seconda Yamaha sotto il traguardo anche se anche qui, le cadute hanno inciso. Il vero indicatore però sono i 30 secondi presi dal primo.

5 a Morbidelli: chi preoccupa di più nel box di Iwata è lui. 13° a 33 secondi dalla vetta.. Sicuramente due cambi di capo tecnico non aiuterebbero nessuno, però qui si sta parlando di faticare costantemente nelle retrovie.

 

Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.

MotoGP 2022: le pagelle di Termas de Rìo Hondo

MotoGP 2022: le pagelle di Termas de Rìo Hondo

MotoGP 2022: le pagelle di Termas de Rìo Hondo

Aleix porta l’Aprilia sul gradino più alto del podio, a cantare la Marcha Real con lui Martin e Rins.

La prima di Aleix la prima di Aprilia

Le pagelle della MotoGP a Termas de Rìo Hondo. Aleix e Aprilia se la meritano questa vittoria. Lo spagnolo insegue da anni il traguardo più ambito e si è legato alla casa di Noale, quando il progetto era acerbo e la strada da fare ancora molta. L’anno scorso lo stesso pilota ha regalato il primo podio alla moto veneta e domenica, dopo la pole e aver dimostrato per tutto il -corto- weekend di avere il passo per vincere, si è preso questa enorme soddisfazione.

Weekend corto, sì, perché Dorna ha avuto dei problemi con i cargo che trasportano le moto, alcune delle quali non sono arrivate prima di venerdì notte, costringendo i meccanici a fare le ore piccole. Ezpeleta ha parlato di problemi legati al conflitto russo-ucraino; qualcun altro ha ipotizzato scarsa organizzazione da parte dell’organizzatore, o meglio, un tentativo, andato male, di contenere i costi con tempistiche tirate e che non lasciavano spazio a inconvenienti. Solo che qualche inconveniente c’è stato. La verità non la sapremo mai, sicuramente non è stata una bella figura, ma è anche un caso isolato.

Chi non è sembrato contento, invece, è stato Pol fratello di Aleix, caduto mentre era in quarta posizione, e visibilmente triste davanti alle telecamere. Lui ha avuto un matrimonio per certi versi simile a quello del fratello con KTM, durato meno e mai consumato. Dopo averle regalato il primo podio, ha visto l’arancione vincere con Binder, senza mai riuscire ad eguagliare l’impresa. Il più giovane degli Espargarò’s ha sentito il profumo della medaglia d’oro anche in Qatar qualche settimana fa, costretto poi a cedere il passo a un rampante Bastianini, su Ducati, e a Binder, sulla stessa austriaca. Sono sicuro che sia contento per la vittoria del fratello, ma anche che il confronto in famiglia sia sempre un po’ spinoso.

Un po’ di numeri

Aleix vince la sua prima gara in MotoGP dopo 283 partenze nel motomondiale, la 200 in classe regina. Sul podio nelle prime tre gare sono saliti 9 piloti diversi e tutte e sei le case. A vincere i primi 3 gran premi del 2022 sono state le 3 case europee. In questa categoria l’egemonia giapponese è sempre stata inscalfibile e a puntare su una tripletta del vecchio continente, diciamocelo, sarebbero stati in pochi. Le case europee non hanno i budget, e in alcuni casi l’esperienza, dei colleghi nipponici, ma possono vantare un dinamismo e un’aggressività che per tradizione non appartiene agli asiatici. Brava Aprilia, brava KTM e brava Ducati. Sono 3 case fortemente orientate alle competizioni e che in produzione mettono modelli dotati di un gran carattere, è bello che corrano ai vertici

Già nel 2016 avevamo assistito a un mondiale con un gran numero di vincitori 9 per l’esattezza, nel 2017 i contendenti alla vittoria erano principalmente Marc e Dovi ma in altri 3 riuscirono ad aggiudicarsi una gara. Nel 2018 e nel 2019 furono ancora in 5 ad aggiudicarsi un gran premio, nonostante Marquez lasciò le briciole agli altri, non arrivando mai sotto il traguardo oltre la seconda posizione. Così si è arrivati alle ultime tre stagioni, in cui il numero di contendenti per la vittoria si è allargato ancora. La realtà è che da un lato manca il mattatore e il livello dei concorrenti, e del mondiale, è (alla Bernardelle) plafonato. Dall’altro il livello delle moto non è mai stato così simile e quello dei piloti così alto, dopo l’argentina tutte le moto hanno vinto almeno un GP negli ultimi tre anni, e 14 piloti su 24 hanno almeno un mondiale nel taschino. Sulla carta la stagione dovrebbe essere entusiasmante, eppure se non c’è un dominatore o un numero ristretto di potenziali vincitori e contendenti al titolo, la sensazione è che nessuno sia realmente in grado di fare la differenza e che il valore dei contendenti non sia così elevato.

Diamo tempo al tempo, di gare se ne sono corse solo 3, i favoriti non sono ancora riusciti a emergere ed è ancora presto per fare pronostici. Questo vuol dire che probabilmente ci saranno molti vincitori durante la stagione, ma finchè non si arriva in Europa, non si avrà una reale dimostrazione dei valori in campo. É presto per fare pronostici e coniderazioni troppo approfondite. Campionato matto? Di questo siamo già sicuri. Via coi voti!

10 ad Aleix: un risultato che vale una carriera e 7 anni di legame con una moto ripartita da zero. Quando ha passato Jorge si vedeva che non riusciva a guidare fluido come durante l’inseguimento, ma ha tenuto durissimo, gestito la tensione e l’ha portata a casa, dominando il weekend. Leader del mondiale!

8 a Martin: si è giocato la vittoria per tutta la gara ma Aleix era evidentemente più veloce. Bravo a non commettere errori.

8 a Rins: io continuo a credere che sia il più forte in squadra e il compagno gli finisce -subito- dietro. Deve ritrovare la fiducia persa per una situazione difficile, è sulla buona strada.

7 a Mir: un quarto posto è un buon risultato, il suo livello, posizione più posizione meno, è questo.

6 a Bagnaia: se avessimo detto a qualcuno che il miglior risultato di Pecco sarebbe stato un quinto posto non ci avrebbe creduto nessuno. Speriamo abbia ritrovato la bussola

7 a Brad Binder: un’altra gara in top ten che gli vale il secondo posto in campionato. In Moto2 ha dimostrato di avere la stoffa del campione, la MotoGP è sempre un’altra storia e lui ha sempre corso su una KTM, moto valida ma con pochi anni di sviluppo.

7 a Viñales:  qui l’Aprilia andava particolarmente bene, speriamo trovi presto la quadra.

6 a Quartararo: sulla carta era detentore di un gran passo,ma se la Yamaha parte indietro sembra patire molto la mancanza di motore. Io credo che sia il pilota più forte su una moto con tanti pregi e un limite (il motore) diventato davvero penalizzante.

8 a Bezzecchi: primo risultato in top ten per il Bez che si mette dietro la bestia.

5 a Bastianini: l’ho visto nervoso in gara e fare qualche manovra molto azzardata. Gli è mancata la tranquillità da tuffatore che gli era solita, ma quando le aspettative si alzano la pressione sale.

5 a marini: partiva 3° e poi ha fatto il gambero. Il problema è che è comunque uno dei suoi migliori risultati.

4 a Oliveira: pazza MotoGP, una gara sei primo l’altra 14°. Non ci sono più le mezze stagioni

4 a Miller: da Jack ci si aspetta di più

Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.

MotoGP 2022: le pagelle di Losail

MotoGP 2022: le pagelle di Losail

MotoGP 2022: le pagelle di Losail

Vittoria di Bastianini davanti a Pol Espargarò e Brad Binder. Tripletta italiana con Migno e Vietti che vincono in Moto 3 e Moto 2

Le pagelle della MotoGP 2022 a Losail. Si riaccendono i semafori in Qatar. Prima partenza dalla prima fila per Enea Bastianini, prima vittoria per lui. Dominio italiano in tutte le classi. Una gara che parte subito molto veloce, con il più grande dei fratelli Espargaro che si mette in prima posizione e tenta la fuga. Enea scivola al quinto posto, ma come ci ha abituato risale ed esplode nel finale portandosi a casa la prima vittoria in classe regina. Secondo Brad Binder su una KTM che lascia interdetti un po’ tutti, anche chi la insegue. Quarto Aleix protagonista di un’ottima prestazione con la sua Aprilia davanti a un Marquez che ha dichiarato di non aver trovato ancora il pieno feeling con la su Honda, rivoluzionata nel progetto.

Brutta gara per i quattro in linea. Yamaha l’anno scorso qui aveva fatto doppietta, quest’anno ha faticato molto sin dalle qualifiche, complice una moto che lamenta difficoltà in trazione. La differenza la fanno gli altri, che hanno fatto un bel passo avanti. Quartararo l’anno scorso aveva una gran fame e una voglia di affermarsi, che quest’anno si sia lasciata erodere dagli scarsi passi avanti fatti dalla sua M1? Le dichiarazioni pre e post gara lasciano intravedere uno spiccato malcontento. Non il modo migliore per iniziare una stagione.

Su-giù-ki

Chi invece ha fatto un bel passo avanti dall’anno scorso è l’azzurra di Hamamatsu. Mir e Rins ora hanno un gran motore, tanto grande da non temere il confronto con le rosse (e scusate se è poco). Nonostante delle belle libere e delle discrete qualifiche in cui era emerso un passo che le dava tra le favorite, non sono riuscite a venire fuori in gara e sono rimaste fuori dalle posizioni che contano. Dopo il venerdì in cui si gridava al miracolo , e alla “gran botta di culo” (concedeteci il termine) di Suppo, per essersi ritrovato in una situazione miracolata, le gare ancora una volta ci hanno ricordato che i conti si fanno sempre alla domenica.

Ducati ufficiale

Otto moto sullo schieramento, tra le tante, vogliono dire due cose: è facile che qualcuno faccia bene, è probabile che molti facciano male. Ducati ha sì vinto con Enea, ma la Rossa ufficiale non è pervenuta. Miller si è ritirato per un problema tecnico, può capitare. Bagnaia ha steso Martin, cadendo a sua volta. Gli uomini di Borgo Panigale si aspettavano altro, ma è solo una gara.

Altalena Aprilia

Aleix ci ha fatto vedere che quello visto nei test si poggia su una base concreta e per poco non soffiava il podio a Pol, suo fratello. Una bella crescita per la moto di Noale che dall’anno scorso ha dimostrato di poter lottare per le posizioni importanti. Male invece Vinales, che finisce dodicesimo, dimostrando che il periodo di adattamento alla moto sembra ancora lungo, anche se Maverick ci ha abituato a prestazioni altalenanti più di tutti i suoi colleghi

Le altre Yamaha

Dovizioso continua a ripetere che non guida la “quattro in linea” come vorrebbe. I numero di giri di pista cominciano a essere tanti e da lui ci si aspettava un adattamento decisamente più rapido. È capitato in Yamaha in uno dei momenti meno felici e temo che questa esperienza possa essere la sua spada di Damocle, se non cambia qualcosa.

I Rookie

Da Fernandez mi aspettavo qualcosa di più di un ultimo posto, ma ci può stare calcolando anche che viene da una sola stagione in Moto 2 e che probabilmente gli avrebbe fatto bene farne un’altra.
Meglio Darryn che fino al settimo giro era davanti al compagno di squadra con ben più esperienza. Anche per lui un passaggio affrettato, frutto della mancanza di piloti pronti per la MotoGP. Sorprendente Gardner che avremmo dato senza ombra di dubbio dietro al compagno di squadra. Cadono Bezzecchi e Digiannantonio.

10 a Bastianini= prima prima fila. Primo primo posto. Ha raggiunto un grande livello e lo sta dimostrando. Segna anche il giro veloce. Prima di tante vittorie! 

9 a Brad Binder= gara inaspettata per il sudafricano, aiutata da una grande partenza. Brad è stato l’unico a far fruttare la moto austriaca, che comunque non sembra ancora a posto, paga e pagherà la gioventù dei suoi piloti.

9  a Pol Espargarò= si è fatto prendere, giustamente, la mano quando ha sentito profumo di vittoria. Ha sfruttato troppo la gomma soft che non l’ha portato fino alla fine. Ha fatto bene a provarci!

9 ad Aleix= lo so, sono voti altissimi, ma dobbiamo essere onesti: i primi quattro hanno fatto veramente una gran gara. Per poco avrebbe potuto soffiare il posta a Pol. Chissà come saranno accesi i pasti da Mamma.

8 a Marquez= da Marc ci si aspetta sempre di tutto e anche di più. Però lui non corre da Misano, la moto è stata profondamente rivisitata e in direzione opposta rispetto a quella precedente e alle sue preferenze. Ha iniziato ad accontentarsi…che non è necessariamente un male.

6 a Mir e Rins= gara analoga per le due Suzuki, che non hanno fatto male in assoluto, ma tra test e libere avevano fatto presagire prestazioni migliori.

6 a  Zarco= non ha brillato per tutto il weekend e soffia in volata il posto al connazionale.

5 a Quartararo= un Fabio sottotono e frustrato. La moto non ha fatto step avanti, ne soffre e viene freddato sul rettilineo da un ducatone. Non il modo giusto di iniziare. Cornuto e mazziato.

8 a Remy gardner= l’avremmo pronosticato dietro a Fernandez, ci sbagliavamo. Bravo Remy!

4 a Dovizioso= il Dovi non riesce a ingranare e arriva molto dietro. Speriamo non si traduca in un’altra fine carriera in difesa.

7 a Darryn Binder= una ottima prima gara contro ogni pronostico. Si dovrà scrollare di dosso la fama di “bombarolo”.

5 a Fernandez= è un gran talento, ma pur sempre un rookie, sono sicuro che arriverà a dire la sua.

4 a Bagnaia= non gira bene per tutto il weekend, sembra che lo sviluppo l’abbia mandato in confusione e in gara tira giù l’incolpevole Martin.

 

 

Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.

MotoGP 2022: 4 giorni al via

MotoGP 2022: 4 giorni al via

MotoGP 2022: 4 giorni al via

A pochi giorni dalla partenza del campionato facciamo un punto sulla stagione alle porte

Ogni volta che finisce la stagione a Novembre, una sensazione di vuoto e smarrimento riempie gli appassionati di MotoGP. Una leggenda narra, che è possibile vederli davanti agli scaffali dei supermercati nel reparto meccanica, ad annusare i flaconi di olio motore. Tre lunghissimi mesi senza gare, diciamocelo, sembrano interminabili, anche perché capitano a pennello durante la stagione invernale, quando molti motociclisti mettono in letargo i loro giocattoli.

Ogni anno, poi, ci si ritrova alle porte della stagione senza quasi accorgersene. L’inverno scorre veloce, fioccano le presentazione dei nuovi team e i piloti si tolgono la ruggine nei test pre stagione, catapultandoci nel nuovo campionato. Dopo il periodo di congelamento delle evoluzioni tecniche a causa COVID, per il 2022 le case hanno lavorato molto rimescolando i valori in campo.

Il punto su case e piloti

Ducati, con la precocità a cui ci ha abituato dal 2017, ha vincolato Bagnaia. Per il torinese altri due anni con la rossa, nella speranza che riporti il titolo a Borgo Panigale, titolo vinto nel 2007 da un certo australiano. Un australiano in realtà in casa ce l’hanno anche, ma sembra non aver convinto i vertici Bolognesi e non è ancora stato confermato. A dirla tutta, il 2021 non è stata affatto una cattiva stagione per Miller, due vittorie in tanti se le sono sognate in una carriera intera, figurarsi in una stagione. Eppure a Jack sembra mancare qualcosa. Spesso è veloce sia in gara che in qualifica, ma finisce spesso col restituire la sensazione che gli manchi quel quid per essere completo. Con otto moto in pista a Ducati il “vivaio” non manca, sarà importante valutare chi gli convenga mettere di fianco a Pecco: una seconda punta con cui mirare al titolo o un buono scudiero che tenga il clima disteso nel box. Potrebbe essere una questione tutt’altro che secondaria, ma la gestione piloti non è mai stata il punto forte dei desmo vertici. Bagnaia dopo la conclusione, quasi, in bellezza, vorrà mettere nero su bianco il salto di qualità effettuato, mentre Bastianini e Martin, ormai privi delle giustificazioni date dallo stato di rookie, vorranno dare il tutto per tutto e dimostrare di far parte dei grandi. Una cosa è certa: dopo cinque anni in cui Ducati fa scuola sulla tecnica e la sua superiorità è evidente a tutti, la vittoria di qualsiasi altra casa sarà in primis una sua sconfitta.

Honda ha fatto un grande salto in avanti, la moto è stata rivoluzionata e si vede che l’ispirazione viene da Ducati. La nuova HRC deve essere una moto più umana e guidabile da tutti, i suoi piloti l’hanno chiesto a gran voce e il record fatto segnare a Mandalika da Espargaro sembra confermare l’imbocco della strada giusta. Marquez dopo due anni correrà una stagione sin dall’inizio e si spera fino alla fine. La sua forma fisica non è ancora al 100% dopo il problema alla vista e quello precedente alla spalla destra, ma sappiamo tutti di cosa è capace e quanta fame abbia.

Aprilia nei test è andata forte, la moto ha subito un’importante evoluzione e i suoi piloti hanno potuto beneficiare di qualche giorno in più di prova, grazie alle concessioni di cui gode. Il periodo di adattamento di Vinales dovrebbe essere concluso, se il feeling con la moto ci sarà, come è probabile che sia, sarà in grado di giocarsi qualche vittoria, anche se dubitiamo il titolo.

Suzuki ha fatto un gran passo avanti. Era già una moto molto equilibrata e da quest’anno anche il motore è in grado di dire la sua. Dalla sua ha due piloti, che sanno essere molto veloci e la nuova gestione del team affidata a Suppo, che potrebbe aiutarli a ritrovare la bussola. L’assunzione del piemontese è notizia fresca, e diciamocelo, un po’ fuori tempo. Far iniziare un team manager alla prima di campionato è una mossa un po’ azzardata. Alla squadra sarebbe stato utile quantomeno fare gli ultimi test a Mandalika con la sua presenza, probabilmente i giapponesi hanno sperato fino all’ultimo in un ritorno di Brivio. Mir dal canto suo, dopo vari rumors sulla sua dipartenza verso altri lidi, si trova in una situazione favorevole con una moto evoluta sotto una nuova gestione, anche se crediamo sarà difficile vederlo in lotta per il titolo.

KTM e Yamaha rimangono due grandi incognite. La prima l’anno scorso ha arrancato e non è riuscita a migliorarsi molto per questa stagione. La seconda ha deluso largamente Quartararo, che dice di averla già portata al limite durante i test, un limite molto vicino a quello dell’anno scorso. L’austriaca dalla sua ha i due rookie più promettenti dell’anno: il campione e il vice campione al debutto Moto2. La giapponese paga un grande divario di motore con le migliori e la cosa ha portato Fabio, l’unico ad aver avuto prestazioni di rilievo l’anno scorso, a guidare sopra al limite mettendoci una gran pezza. Il francese non sembra contento della situazione, ma si vocifera che Ezpeleta non sia disposto a far perdere l’attuale equilibrio alle case e, probabilmente, Quartararo resterà dov’è.

La grande differenza tra le due case è che la Yamaha nonostante venga data per spacciata ad inizio stagione, alla fine dei giochi porta a casa risultati di rilievo, mentre KTM dalla sua ha la forza di una casa giovane e aggressiva, dotata di un’elasticità sconosciuta a Iwata. Quartararo è sicuramente galvanizzato dal titolo vinto in precedenza ma, e spero di sbagliarmi, Yamaha non l’ha messo nella condizione ideale per lavorare serenamente. Le molte dichiarazioni di malcontento denotano da parte sua un inizio non dei migliori, che potrebbe costargli la conferma per il titolo. Morbido ha le carte in regola per fare bene e se le problematiche alla gamba sono finite potrà dire la sua, ma la sensazione è che la casa dei tre diapason non abbia fatto gli sforzi dei concorrenti.

Ventiquattro moto in griglia, un terzo Ducati e le altre case decise a smettere di inseguire. Quattordici campioni del mondo e il calendario più lungo di sempre, spalmato su 21 gare. Un capitolo appena chiuso, un grande ritorno e tanti giovani che voglione emergere. I presupposti per una delle stagioni più agguerrite di sempre ci sono.

Mattia Caimi

Appassionato di moto in tutte le salse, é cresciuto leggendo i "Pensieri sporchi" del Ciaccia. Ama scrivere del mondo del motociclismo, fingendo di capirne qualcosa.