Aikatsu!

Aikatsu!

Aikatsu!

Prima di iniziare a parlare di Aikatsu come anime, è necessario fare un passo indietro e parlare di idol.

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Le idol (perché solitamente sono femmine, anche se non mancano i gruppi di maschi), sono persone appartenenti al mondo dello spettacolo che, da sole o in gruppo, solitamente cantano e ballano contemporaneamente su un palco. Esistono sia idol reali, in carne ed ossa, che idol “virtuali”, appartenenti al mondo degli anime o addirittura del web (ad esempio i Vocaloid).

Ed è proprio di idol che parla Aikatsu, un anime ambientato in una scuola chiamata Starlight Gakuen (gakuen sta per scuola) il cui scopo è formare delle giovani studentesse delle medie affinché diventino abbastanza abili per salire sul palco e incantare i fan, pochi o tanti che siano.

Aikatsu è l’abbreviazione di aidoru katsudoo (aidoru altro non è che la traslitterazione giapponese di idol, mentre katsudoo significa attività; quindi letteralmente significa “attività da idol”). Queste attività non sono poi così strane, in realtà sono quasi tutte attività che potrebbe fare ciascuno di noi, come ad esempio correre o andare in palestra, a cui si aggiungono lezioni di canto, ballo e altre attività da idol.

Esistono moltissimi tipi di idol, e ciascuna di esse ha una peculiarità e degli obiettivi che la rendono diversa da qualunque altra. C’è chi mira a diventare la musa ispiratrice di un determinato brand, chi si concentra sulle esibizioni, chi si dedica a recensioni culinarie e chi invece vuole diventare la star dei film. Ma tutte loro hanno una cosa in comune: quando salgono sul palco (virtuale, creato attraverso un sistema super-tecnologico chiamato Aikatsu system) con una determinata coord, outfit, potete stare certi che quella coord non è stata regalata. Ciascuna idol deve dimostrare di meritare l’impegno, il tempo e la passione che ogni top designer mette in ogni singola creazione.

C’è anche chi, pur di ottenere il Premium Dress dei suoi sogni è disposto ad andare a prendere di persona il materiale necessario per la sua realizzazione, affrontando anche dei pericoli.

La cosa bella di Aikatsu è proprio la grande quantità di Idol tutte diverse fra loro che esistono, il che tende molto più semplice per i fans trovarne almeno una in cui identificarsi o a cui ispirarsi per l’impegno che mette nel tentativo di diventare la numero uno.

Ora, penserete che è facile far fare le cose più impossibili ad un personaggio di un anime, ed è vero. Ma vi posso assicurare che anche le idol reali non hanno vita facile, devono allenarsi un sacco per avere il fiato per salire sul palco e cantare e ballare per ore e ore senza sbagliare una nota o un passo e soprattutto senza dare l’impressione di essere stanche avendo il fiatone mentre cantano. D’altra parte, i fans che pagano il biglietto e comprano il merchandise del concerto hanno aspettative molto alte, com’è giusto che sia.

Ma torniamo ad Aikatsu. Un altro aspetto molto bello di questo anime è lo stile della narrazione, che è strutturata in modo tale che non siano le protagoniste a raccontare le proprie vicende quotidiane ma che chi guarda si senta parte della storia, come fosse un personaggio che vive a stretto contatto con le proprie beniamino, scoprendo così, episodio dopo episodio, i vari lati del carattere e della personalità di ciascuno.

Ogni singolo live consente a chi si esibisce di guadagnare punti di “popolarità”, che formano una classifica, un indice di gradimento chiamato “Aikatsu ranking”. L’obiettivo  delle idol è scalare questa classifica e reclamare il titolo di top – idol.

Ma questa classifica non è la sola competizione da affrontare. Infatti ogni anno, all’interno della scuola, si tiene una specie di torneo chiamato “Starlight Queen Cup” in cui tutte le idol si sfidano tra di loro per eleggere la “Starlight Queen”, appunto, ovvero la migliore di tutta la scuola. Una feroce battaglia a colpi di canzoni e di coord spettacolari in cui solo una può uscirne con la famosa tiara in testa.

Veniamo dunque all’arduo compito di dare un voto a questo anime primo nel suo genere. Con le sue quattro stagioni (più un film) Aikatsu dedica il giusto spazio alla crescita di tutti i personaggi, protagonisti o secondari che siano. Ma lascia anche intendere che ogni traguardo raggiunto altro non è che il punto di partenza per raggiungere il successivo, ancora più impegnativo. In sostanza, ci dice che non si finisce mai veramente di crescere e di imparare, nemmeno quando sei la top idol. L’inserimento delle canzoni in alternanza alla storia narrata rendono molto più piacevole e scorrevole ogni singolo episodio.

In sostanza, chi vi scrive è rimasta incollata allo schermo drl PC con il fiato sospeso dal primo al centosettantottesimo episodio e quindi non può fare a meno che dare un bel 10 pieno a questo anime.

Esistono poi delle side – stories, due per la precisione, Aikatsu Stars e Aikatsu Friends. Ma queste sono altre storie, che vi racconterò un’altra volta.

Eleonora Spinelli

Mi chiamo Eleonora e sono diventata" ufficialmente" un'appassionata di anime e manga più di 10 anni fa, quando sono entrata per la prima volta in una fumetteria. Spinta dalla curiosità ho iniziato a guardare gli anime in lingua originale e da allora non mi sono più fermata.

Scrivo per IoVoceNarrante nella speranza di aprire anche a voi le porte ad un mondo colorato, fantastico e fantasioso

Anime e manga: facciamo chiarezza

Anime e manga: facciamo chiarezza

Anime e manga: facciamo chiarezza

Quando si parla di anime e manga capita a volte di confondere i termini, perciò, prima di cominciare il nostro viaggio in questo mondo tinto dei più variopinti colori, tra pianti a dirotto e combattimenti mozzafiatanti, è meglio specificare quali siano le differenze tra i due.

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Semplificando al massimo, bisogna innanzitutto dire che i manga sono quelli che si leggono, mentre gli anime sono quelli che si guardano. Per usare dei termini che sono più comuni in Italia, i manga si possono associare ai fumetti mentre gli anime sono associabili ai cartoni animati.

Ma bisogna anche dire che esistono delle differenze fra i manga e i fumetti, e fra i cartoni animati e gli anime. Differenze che non si limitano al solo paese di provenienza. Anime e manga sono delle macro categorie all’interno delle quali troviamo opere suddivise per genere ma soprattutto per fascia d’età, un po’ come i libri. I contenuti di anime e manga variano molto da una fascia all’altra: ne esistono sia per bambini piccoli, che hanno appena imparato a leggere, sia per adulti. E le distinzioni sono molto più rigide perché non esiste la censura, quindi, a differenza di quanto avviene spesso in Italia, un’opera pensata per adulti non può essere “adattata” a opera per bambini.

Parlando di generi, si potrebbe fare un elenco molto lungo ma principalmente esistono cinque categorie: i kodomo, per bambini fino ai 10 anni, indifferentemente maschi o femmine; gli shoonen, che hanno per protagonisti bambini/ragazzi e sono quindi rivolti ad un pubblico principalmente maschile; gli shoojo, che hanno per protagoniste delle bambine/ragazze e di conseguenza sono rivolti ad un pubblico principalmente femminile; gli seinen, per i maschi dai 18 anni in su; e gli josei, per le femmine dai 18 anni in su.

Per fare degli esempi di anime conosciuti anche in Italia, un anime kodomo è Kirby, uno shoonen è Saint Seiya (in Italia conosciuto come I Cavalieri dello Zodiaco), uno shoojo è Sailor Moon, un seinen è Tokyo Ghoul, mentre uno josei è Nana. Esistono poi altre sottocategorie che derivano da ogni opera. Per esempio, sottocategorie del genere shoonen sono i battle shoonen, opere (come il leggendario Dragon Ball) che mettono al centro il combattimento, oppure gli spokon (Captain Tsubasa, per dirne una), il cui tema principale e lo sport.

E ora…prepariamoci a saltare sempre più in alto, a prendere al volo il rimbalzo poi a lanciarci all’assalto e a trasformarci insieme a Kirby. Oppure, se preferite, a lasciarci travolgere dai due cicloni che sono questi campioni nel cui cuore batte un pallone.  “I fumetti sono favole per adulti”, diceva il compianto Stan Lee. E noi siamo adulti a cui vivere in questo mondo di favole piace terribilmente.

Eleonora Spinelli

Mi chiamo Eleonora e sono diventata" ufficialmente" un'appassionata di anime e manga più di 10 anni fa, quando sono entrata per la prima volta in una fumetteria. Spinta dalla curiosità ho iniziato a guardare gli anime in lingua originale e da allora non mi sono più fermata.

Scrivo per IoVoceNarrante nella speranza di aprire anche a voi le porte ad un mondo colorato, fantastico e fantasioso

Milan Games Week & Cartoomics 2022: l’edizione più grande di sempre

Milan Games Week & Cartoomics 2022: l’edizione più grande di sempre

Milan Games Week & Cartoomics 2022: l’edizione più grande di sempre!

La nuova edizione della kermesse milanese si preannuncia imperdibile, con un palinsesto fittissimo che si estende per la prima volta su 4 padiglioni, per un divertimento senza fine tra videogiochi, fumetti, animazione e cosplay. A New World is coming.

Milan Games Week & Cartoomics è un evento in crescita esponenziale e in continua evoluzione tanto che quest’anno, oltre a un programma sempre più ricco e coinvolgente, per la prima volta in assoluto occuperà ben 4 padiglioni di Fiera Milano Rho. Un’estensione degli spazi che permetterà agli organizzatori di rappresentare appieno le diverse anime della manifestazione come mai accaduto prima, andando incontro agli sfaccettati interessi del vasto pubblico che popola solitamente l’evento.

Gli appassionati di gaming competitivo troveranno pane per i loro denti nel padiglione Esportshow, la casa dei migliori tornei a livello nazionale con le ormai celebri competizioni su League of Legends, Rocket League e Fortnite firmate PG Esports, il tournament organizer numero uno in Italia. Non mancherà, poi, ProGaming Italia, azienda leader da oltre 20 anni nell’organizzazione di eventi dedicati all’esport che ritorna sul palco di Milan Games Week & Cartoomics con l’Esport Arena, ricca di novità per tutti gli appassionati del settore, player e community compresi. Il padiglione Esportshow ospiterà, oltre ai più importanti team in circolazione, anche l’area Indie Dungeon, in collaborazione con IIDEA, che darà anche molto spazio all’industria del gaming italiana ospitando numerosi studi di sviluppo emergenti in un’area dedicata.

Un intero padiglione sarà dedicato al gaming, un paradiso per tutti i videogiocatori che desiderano provare i giochi novità e più seguiti del momento. All’interno della Gaming Zone Powered by GameStop, infatti, saranno tantissime le postazioni per testare liberamente le uscite più recenti, oltre al megastore con offerte esclusive per i giorni della fiera e l’immancabile sala streaming di GameStop TV. Al centro, l’immancabile Main Stage con protagonista Radio 105, Radio Ufficiale della manifestazione, che porterà anche quest’anno sul palco la grande musica live con La Rappresentante di Lista (25 novembre), Rocco Hunt (26 novembre) e 13Pietro (27 novembre). Ma non solo: il palco principale, infatti, sarà la casa di ospiti internazionali davvero eccezionali come l’attore e doppiatore Troy Baker, l’icona della gaming industry Andrea Pessino, il celebre compositore Austin Wintory e Tom Hopper, volto di serie cult come Umbrella Academy, Game of Thrones e Black Sails, oltre a ospitare tantissime sessioni di gameplay e momenti dedicati all’enorme community. Per la prima volta, inoltre, per festeggiare il Black Friday, venerdì 25 novembre le porte di Fiera Milano saranno aperte fino alle 23:00 per la Black Friday Night, con un programma ad hoc ricco di appuntamenti, contenuti speciali e tantissimi show da non perdere.  YouTube, exclusive live-streaming partner dell’evento, trasmetterà in diretta gli show che animeranno il palco centrale per i tre giorni dell’evento.

Un momento imperdibile sarà la puntata speciale – dal vivo e in esclusiva – del Pub dell’Amico, format storico del noto Dario Moccia, che, proprio la sera del venerdì coinvolgerà il pubblico con battute, curiosità, aneddoti e tantissimi ospiti. Il padiglione Gaming vedrà protagonisti anche tutti i più noti creator, youtuber, streamer e influencer come Cydonia, Kurolily e moltissimi altri. Non mancherà, come da tradizione, lo stand di Monster Energy, che ospiterà talent seguitissimi come Pow3r, Edoardo Tamagni e gli Arcade Boyz, per tre giorni all’insegna del gaming allo stato puro!

Ovviamente, non mancherà lo spazio dedicato al mondo dei fumetti, dei giochi e del cosplay con ben 2 padiglioni dedicati. In particolare, Electric Town sarà il punto di riferimento per gli amanti di comicsmanga giochi da tavolo, anche grazie al supporto di eBay, Main Digital Partner della manifestazione, che ospiterà sul palco di casa eBay diversi momenti dedicati ai fan del collezionismo a tutto tondo con tornei di carte, panel e incontri per tutti i gusti, il tutto in un’area piena di oggetti da collezione e divertimento.  

Ampio spazio anche al Gioco di Carte Collezionabili Pokémon con masterclass con il proplayer iCaterpie e tante novità con Federic95ita e ai giochi di ruolo dal vivo con la crew Inntale.

Altra grande e attesissima Special Guest sarà Humberto Ramos, acclamato artista Marvel e DC Comics assai apprezzato in tutto il mondo per la vena creativa con cui ha saputo reinventare il mondo dei supereroi. In particolare, Ramos sarà presente in qualità di autore di alcune delle più belle storie di Spider-Man, personaggio a cui ha regalato una personalissima interpretazione grafica lavorando alle collane “Spectacular Spider-Man”, “The Amazing Spider-Man e “The Superior Spider-Man“. Insomma, una grande matita internazionale per festeggiare con i tantissimi fan e con tantissime iniziative i 60 anni di Spider-Man.

Come di consueto, saranno presenti i grandi nomi dell’editoria e non solo: Sergio Bonelli, JPop, Edizioni BD, Star Comics, MangaYo, Saldapress, Astorina con la mostra dedicata a Diabolik, Tunuè, il Castoro, Poliniani Editore, Shockdom, Funko, Disneyland Paris e molti altri, che presenteranno le novità più esclusive all’appassionato pubblico di Milan Games Week & Cartoomics 2022. L’Electric Town ospiterà anche vaste aree da gioco dedicate ai migliori giochi da tavolo e di ruolo di sempre come Magic: The Gathering, Dungeons & Dragons, Heroquest o Betrayal at House on the Hill, forte della presenza dei produttori e dei distributori di riferimento per l’Italia come Hasbro Gaming con Legacy, Games Academy, Ravensburger, Taverna del Gargoyle e molti altri.

Il padiglione Studios, infine, ospiterà una “galassia vicina vicina” che porta il pubblico a diretto contatto con i principali gruppi e relative community dedicati a serie di enorme successo come Star Wars, Assassin’s Creed, Avengers, Star Trek, Resident Evil e tante altre. Presenza immancabile i gruppi di costuming Star Wars: la 501st Italica Garrison, la Rebel Legion Italian Base, l’Ori’Cetar Clan e la Saber Guild, con i piccoli della Galactic Academy, animeranno per tre giorni uno spazio ancora più grande dedicato all’epica saga stellare più amata di tutti i tempi con i loro magnifici costumi, repliche perfette di quelli usati sui set dei film o creati per videogames e serie animate. Ribelli, imperiali e mandaloriani si muovono su un vero e proprio set allestito dall’Associazione Galaxy con un camminatore AT-ST in scala reale sotto lo sguardo severo dell’onnipossente Jabba The Hutt, che dal trono che sovrintende alla sua corte di alieni controlla il popoloso mercato di Tatooine. Il tutto tra un selfie con Darth Vader, una lezione di spada laser e una foto con Chewbecca. Anche il gruppo cosplay Order 66, altro tributo a Star Wars, tornerà in fiera con una simpatica ambientazione a tema Tatooine, il pianeta deserto da cui tutto ha inizio. Anche Empisa, una delle community più numerose d’Italia dedicata a Star Wars, sarà presente con numerose iniziative dedicate a grandi e piccini. E per chi volesse assistere, e perché no iscriversi, al torneo nazionale di spada laser, i maestri di Jedi Generation terranno spettacolari dimostrazioni. I fan di Star Wars se la dovranno vedere con quelli altrettanto numerosi e agguerriti di Star Trek, altra serie fantascientifica di grande successo: Italian Klinzha Society allestirà infatti uno spazio tematico tutto dedicato al glorioso popolo Klingon, con figuranti in costume, scenografie ad hoc, riproduzioni di oggetti di scena e giochi da tavolo (Klinzha) sempre a disposizione del pubblico. Oltre ai minacciosi Klingon, non mancherà la presenza costante e attesissima: STIC (Star Trek Italian Club) e Star Fleet 39.

Chi spera in un’imminente apocalisse zombie, non dovrà far altro che visitare l’area a tema Resident Evil allestita dall’Umbrella Italian Division, l’associazione italiana di reenactment a tema, forte del suo imponente avamposto militare. Oltre ai celebri live show durante i quali vengono messe in scena le battaglie con gli zombie, quest’anno il gruppo farà a tutti grandi sorprese, a cominciare da una scenografia tutta nuova. E non finisce qui, verrà persino organizzato un gioco interattivo e sarà disponibile un’area horror completamente visitabile.

Volare con Iron Man, radunare gli Avengers con Captain America, dondolare tra i palazzi con Spider-Man: tutto è possibile alla Avengers Academy, l’area allestita e animata dall’associazione Marvel Avengers Team Italia, il punto di riferimento per i milioni di fan che vogliono unirsi agli Avengers e salvare insieme il pianeta. La novità di quest’anno sarà il Meet & Greet con la possibilità di incontrare, intervistare, filmare e farsi fotografare con i propri eroi: un’ora intera da passare con i personaggi più amati e con i costumi più belli in assoluto, i migliori in circolazione. L’area espositiva sarà arricchita da riproduzioni di oggetti utilizzati nei film e nelle serie tv Marvel, dal martello di Thor al casco di Iron Man. Ospiti dell’area saranno due voci autorevoli del MCU come Gabriele Sabatini ed Edoardo Stoppacciaro, doppiatori di Moon Knight e Ikaris.

Come se non bastasse, Assassin’s Creed Cosplay Italia – con costumi riprodotti nei minimi dettagli – porta in fiera un must che, partendo da un videogame di successo planetario, con il suo affascinante mix di storia e azione ha conquistato l’immaginario di un pubblico vastissimo. In una galassia tanto vasta non può certo mancare l’immaginario fantasy con il Fantasy Village allestito dall’associazione La Fortezza. Varcata la soglia di un vero e proprio castello, il visitatore si trova catapultato in una realtà ricca di eroi d’altri tempi ed eventi di alto coinvolgimento. Oltre a spettacoli ispirati al classico stile “cappa e spada”, danze ed esibizioni a tema medioevale, si potrà partecipare in prima persona a giochi attinenti al mondo del larp come il famoso dungeon, a tornei di spada o ci si potrà accomodare in taverna per epiche sfide con gli Historical Games: Gioca con la Storia. Gli ospiti della Fortezza potranno inoltre assistere a un epico concerto di musica vichinga a cura de Ragnarök Duo e visitare la mostra a cura di Fabio Porfidia, illustratore di giochi di grande successo. Visto il successo, torna “THE WALL“, un enorme pannello su cui tutti gli illustratori presenti in manifestazione saranno invitati a “lasciare un segno del proprio passaggio” in linea con il tema della manifestazione, The New World. Grande novità di quest’anno: la sera di venerdì 25, Piazza della Fortezza si trasformerà in taverna ospitando una cena in gioco a tema medievale (su prenotazione).

Per gli appassionati dei mattoncini più famosi al mondo, da non perdere il grande stand espositivo con creazioni Lego dedicate alla fantascienza, allestito da BRICKOOMICS by AFDL.it. Presso lo stand Space Srt, grazie all’artista Franco Brambilla, sarà possibile ammirare numerosi disegni e lavori legati al mondo della fantascienza, comprese copertine della collana Urania.

Insomma, l’attesa per l’imperdibile appuntamento con Milan Games Week & Cartoomics 2022, fissato dal 25 al 27 novembre 2022 a Fiera Milano Rho, è alle stelle e le sorprese che attendono i visitatori non sono ancora finite: con ben 4 padiglioni dedicati ce ne sarà davvero per tutti i gusti!

Evento organizzato da Fiera Milano in collaborazione con Fandango Club Creators. I biglietti sono già disponibili su milangamesweek.it e cartoomics.it

Sailor Moon chiama Italia: il rapporto con la censura

Sailor Moon chiama Italia: il rapporto con la censura

Sailor Moon chiama Italia: il rapporto con la censura

Sailor Moon e l’Italia hanno avuto un complicato rapporto quando per la prima volta questo meraviglioso anime è approdato sui nostri schermi. Infatti tale capolavoro è uno degli anime più censurati che l’Italia abbia mai visto. Pronti a scoprire le più pesanti e importanti censure?

Attenzione, questo articolo è pieno di spoiler: se non avete visto tutte le serie (archi) di Sailor Moon, non proseguite nella lettura per non rovinarvi la sorpresa.

Sebbene non si possa definire propriamente “censura”, i nomi dei personaggi più amati sono stati i primi a subire l’intervento di modifica dei traduttori italiani. Per quello stesso fenomeno che ha portato Tsubasa Ozora e Genzo Wakabayashi di Holly e Benji – Due fuoriclasse a chiamarsi, rispettivamente, Holly Hutton e Benji Price (secondo quell’usanza tutta italiana di “inglesizzare” ogni nome proprio), anche gli appellativi dei protagonisti di Sailor Moon sono stati modificati.

Colei che punisce in nome della Luna non si chiama, nell’anime originale, Bunny, ma Usagi, e benché il significato sia sempre “coniglio”, assume una sfumatura completamente diversa se si pensa che il suo nome completo (Tsukino Usagi, letteralmente “Coniglio della Luna”) è legato ad una leggenda giapponese secondo cui sulla Luna viva un coniglio. La “testolina buffa” in Italia, in originale altro non è che un vezzeggiativo del nome Usagi, Usako. Ma chi è stato ad inventare questo dolce soprannome? Proprio lui, l’innamorato di Usagi, Mamoru Chiba (in Italia Marzio). Come tutti i fan sapranno, Mamoru è il Guardiano della Terra. Un nome, un destino visto che il suo nome in originale letteralmente significa “Proteggere il luogo Terra”.

Sailor Mercury, la brillante studentessa che sogna di diventare medico, in originale si chiama Mizuno Ami, “bellezza orientale dell’acqua”. E anche qui, Naoko Takeuchi (la creatrice del manga), ci ricorda che i nomi non sono stati scelti a caso: mizu significa “acqua”, che è l’elemento dal quale derivano i poteri di Mercury.

Proseguendo, troviamo Sailor Mars, il cui nome, Hino Rei, (in italiano è stato tradotto come Rea) significa “spirito del fuoco”. Indovinate qual è l’elemento di Mars? Esatto, proprio hi, il “fuoco”.

Ma continuando con la carrellata dei nomi passiamo a Sailor Jupiter, conosciuta in Italia con il nome di Morea. In realtà, in lingua originale, Makoto (il suo nome) significa “sincerità” mentre Ki (una parte del suo cognome) vuol dire… no, non “fulmine”, anche se i suoi poteri sono legati a questo elemento. Significa invece “albero” o “legno”, quindi possiamo tradurre Kino Makoto come “sincerità del legno”.

La guerriera del pianeta dell’amore, Sailor Venus. In Italia conosciuta come Marta, la Takeuchi le ha regalato un nome bellissimo: Aino Minako. Ai significa amore, no (come per tutte le altre guerriere) indica il complemento di specificazione, mentre Minako nasconde un gioco di parole: i kanji (i caratteri usati nella scrittura giapponese) che compongono il suo nome si possono leggere anche come Vinasu, che è la traslitterazione giapponese della pronuncia inglese di Venus.

Le cinque guerriere Sailor

Come tutti i fans sapranno, la guerriera Sailor Moon altri non è che la Principessa Serenity del regno della Luna e insieme al Principe Endimiyon, il Guardiano della Terra, ha una bambina di nome Usagi Small Lady Serenity, per tutti Chibiusa. La “piccola coniglietta” è la legittima erede al trono del regno di Silver Millennium, che succederà a sua madre, Neo Queen Serenity (Usagi, per l’appunto).

Per quanto riguarda le guerriere del Sistema Solare esterno, per questioni di spazio, analizzeremo solamente i cognomi velocemente. Tennou Haruka (Sailor Uranus), Kaiou Michiru (Sailor Neptune), Meiou Setsuna (Sailor Pluto) e Tomoe Hotaru (Sailor Saturn): questi i nomi originali delle guerriere, ma in Italia sono conosciute come Heles, Milena, Sidia e Ottavia. Vediamo ora i significati: Tennou significa “re del cielo”; Kaiou e Meiou sono delle abbreviazioni di kaiousei e meiousei, che sono rispettivamente Nettuno e Plutone; Tomoe significa “germoglio”, curioso ma non troppo, visto che Saturn è la guerriera della distruzione e della rinascita.

Purtroppo le censure italiane non si limitano ai soli nomi. Michiru e Kaoru per il pubblico italiano sono semplici cugine, ma in Giappone sono innamorate. Sono una coppia omosessuale lesbica. E a proposito di omosessualità, vi ricordate del povero Fish Eye? Sì, avete letto bene, povero. Perché Fish Eye è un uomo a tutti gli effetti, nonostante il suo aspetto ambiguo e la sua omosessualità. In Italia è stato fatto passare per donna, persino doppiato da una donna e l’unica scena in cui lo si vede a petto nudo (cosa che avrebbe senza dubbio rivelato la sua vera natura), è stata, nemmeno a dirlo, tagliata.

Nel corso del quinto arco, facciamo la conoscenza di tre nuove guerriere Sailor, le Starlights, un trio di bellissimi ragazzi che al momento della trasformazione evocano… le sorelle gemelle. Se avete sentito una fitta allo stomaco, sappiate che è la prova che siete dei veri fans. Chiariamo una volta per tutte: non esiste alcuna sorella gemella. Semplicemente Seya, Yaten e Taiki sono a tutti gli effetti delle ragazze che si spacciano per ragazzi per avere più popolarità fra le fanciulle terrestri in modo da poter rintracciare la loro amata Principessa nascosta sul nostro pianeta, tramite le loro canzoni.

L’ultima censura di cui è doveroso parlare riguarda tutte le serie nipponiche in generale: è stato eliminato qualsiasi riferimento al Giappone come paese. I cartelli stradali e i nomi delle città, delle scuole o di qualunque altro luogo sono stati modificati e/o tradotti.

Per fortuna noi fan abbiamo una consolazione: Sailor Moon Crystal. Che, in pratica, è una nuova versione del manga e dell’anime. La storia di base è sempre la stessa, ma è stata ridisegnata con uno stile più moderno e la versione anime è più fedele al manga, privata dunque di tutti quegli episodi cosiddetti “filler”.

Ognuna delle censure citate è terribile, perché toglie una parte importante del senso generale della storia che era stata pensata e realizzata in un determinato modo per infinite e determinate ragioni. Perciò mi dispiace, cari adattatori italiani, ma meritate proprio di essere puniti in nome della Luna con un Moon Tiara Action.

Eleonora Spinelli

Mi chiamo Eleonora e sono diventata" ufficialmente" un'appassionata di anime e manga più di 10 anni fa, quando sono entrata per la prima volta in una fumetteria. Spinta dalla curiosità ho iniziato a guardare gli anime in lingua originale e da allora non mi sono più fermata.

Scrivo per IoVoceNarrante nella speranza di aprire anche a voi le porte ad un mondo colorato, fantastico e fantasioso

Mahoo Shoojo Lyrical Nanoha

Mahoo Shoojo Lyrical Nanoha

Mahoo Shoojo Lyrical Nanoha

“Credo di aver imparato qualcosa…se un tuo amico sta piangendo, ti senti triste anche tu.”
– Fate Testarossa

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Mahoo Shoojo Lyrical Nanoha è un anime mahoo shoojo (come ci suggerisce il titolo stesso) molto diverso da altri, come ad esempio Card Captor Sakura. Pur avendo in comune il punto di partenza della storia, ossia l’incontro casuale con il proprio compagno di avventure, Nanoha è più basato sulle capacità individuali più che sulla fortuna di possedere un oggetto magico molto potente.

Ma veniamo alla nostra eroina e alla sua storia: Takamachi Nanoha (Takamachi è il cognome, è scritto alla giapponese) frequenta la terza elementare ed è una normalissima bambina. Divide il suo tempo tra famiglia e amici, tra impegni scolastici e divertimento. E proprio durante il tragitto scuola – casa, nel pomeriggio di un giorno qualsiasi, passeggiando con le sue amiche, Nanoha trova un piccolo furetto ferito. Le bambine non ci pensano due volte: decidono di soccorrerlo e portarlo dal veterinario.

Quello che Nanoha ancora non sa è che sarà proprio questo piccolo furetto a sconvolgere drasticamente la sua vita. Infatti, si rivelerà essere un essere magico, venuto da un altro mondo per cercare e sigillare i 21 Jewel Seed che sono caduti sulla Terra e che stanno causando non pochi problemi. Yuuno, questo il nome del furetto, si trova costretto a chiedere aiuto a Nanoha perché è ferito e non è in grado di portare a termine la sua missione. Nel fare ciò, rivela a Nanoha tutto il potenziale magico che ha notato in lei e le fa dono di un piccolo gioiello di un rosso brillante che si trasforma, dopo aver pronunciato la formula magica appropriata, in un’asta magica e un’armatura protettiva. Il nome di questo oggetto magico è Raising Heart, che non è un oggetto qualunque ma bensì un dispositivo dotato di A.I. (Artificial Intelligence, Intelligenza Artificiale) e diventerà ben presto fondamentale.

Ma, come detto, non basta la potenza di Raising Heart per sigillare i Semi Gioiello (Jewel Seed). Con l’aiuto prezioso di Yuuno, Nanoha si sottopone ad un allenamento intensivo per sviluppare al meglio il proprio potenziale magico. Il tutto, ovviamente, di nascosto dalla famiglia, dai compagni di classe e dagli amici.

Non molto tempo dopo essere diventata “ufficialmente” una maghetta, sulla strada di Nanoha si palesa un ostacolo molto difficile da superare. Infatti, c’è un’altra persona che sta cercando di recuperare i Semi Gioiello. Il suo nome è Fate Testarossa (questa volta il nome precede il cognome come all’occidentale) ma non ha nessuna intenzione di rivelare null’altro, tanto meno le ragioni che la spingono a ricercare questi gioielli. Fate è nettamente più potente di Nanoha, la quale rimane scioccata dalla forza magica di una ragazzina che pare avere all’incirca la sua età. Nanoha e Fate si scontreranno diverse volte, e il risultato degli scontri non è mai scontato. Alla fine a prevalere non sarà la potenza magica, ma il sentimento forte che spinge ad aiutare chi è in difficoltà. E così, al termine delle battaglie, Nanoha e Fate si scopriranno amiche.

Mahoo Shoojo Lyrical Nanoha è un anime molto particolare, ricco di colpi di scena e di azione. Ma le emozioni non mancano mai. In ogni episodio si vede la piccola Nanoha crescere e maturare, non solo come maghetta ma anche, e soprattutto, come bambina. All’improvviso si trova ad affrontare delle sfide che nessuno si immaginerebbe alla sua età, a dover mettere in campo tutta se stessa.

Nonostante sia un anime uscito nel 2004, la grafica è molto bella, l’animazione scorre senza problemi. Ma il punto forte di quest’opera è indubbiamente la trama. Non annoia mai e ti “costringe” a tenere gli occhi incollati allo schermo dal primo secondo del primo episodio fino all’ultimissimo secondo del tredicesimo. In parole povere: è un capolavoro come pochi ne esistono, e chi vi scrive è decisamente innamorata di questo anime, perciò gli assegna come voto un 10 pieno.

Concludo questo articolo come è iniziato: con una citazione. Alla fine dell’anime, Fate rivolge queste parole a Nanoha:

Quando mi mancherai, sono sicura che chiamerò il tuo nome. Perciò, voglio che anche tu chiami il mio nome. Se mai avrai dei problemi…questa volta sarò io ad aiutare te.

Riuscirà Fate a mantenere la sua promessa? Lo scopriremo insieme nella recensione della seconda stagione di Mahoo Shoojo Lyrical Nanoha, denominata A’s.

Eleonora Spinelli

Mi chiamo Eleonora e sono diventata" ufficialmente" un'appassionata di anime e manga più di 10 anni fa, quando sono entrata per la prima volta in una fumetteria. Spinta dalla curiosità ho iniziato a guardare gli anime in lingua originale e da allora non mi sono più fermata.

Scrivo per IoVoceNarrante nella speranza di aprire anche a voi le porte ad un mondo colorato, fantastico e fantasioso